LA DALIA
Beltà effimera Conosco un'ambiziosa giovinetta, avida sol di lodi e di piaceri, cui lo specchio, il balcone e la toeletta son gravi, importantissimi, pensieri: che neppur sogna di adornar la mente di pregi che la rendano piacente: che neppur sogna di educare il core di virtù che risvegliano l'amore: contenta di brillar come una stella, e di sentirsi sussurrare: è bella! Conosco un fiore, splendido e pomposo, che s'aderge su tutti nel giardino; d'un abito sì altero ed orgoglioso che sembra sprezzi ogni altro fiorellino: che né a sol sfavillante o a molle rezzo non tramanda un gentile e vivo olezzo: che non ha olezzo né si fa pregiare per alcuna virtude salutare: pago della smagliante e ricca vesta che primo al passegger lo manifesta. O fiore, o giovinetta, è il tempo breve che ber n'è dato d'Aretusa al fonte, dopo il zeffiro e il sol cade la neve, e il suo bacio letal gela la fronte: a insipida beltà non v'affidate troppo presto ne lascia desolate! Non vi affidate solo allo splendore che si muor quando primavera muore, ma sappiate che sola la virtude può render caro il fior di gioventude. Gemma Giovannini