lavorazione jin

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lavorazione jin

Le tecniche di lavorazione dei bonsai sono diverse e nascono da una serie di tradizioni culturali giapponesi che sono state tramandate fino ai nostri giorni e che vengono tutt'ora insegnate in moltissime accademie.

di Redazione

07 settembre 2011

Indice:

La lavorazione jin consiste nello scortecciamento e nello sbiancamento del legno; in questo caso lavoriamo su un fusto parzialmente secco, in modo da abbellire una parte del bonsai ormai non più funzionale. Prima di tutto è fondamentale rimuovere tutto il legno secco; se dobbiamo rimuovere un intero ramo o fusto possiamo utilizzare un trapano con fresa, in modo da asportare una grossa parte del legno secco. Dopo aver rimosso il ramo secco lavoriamo con una tronchese, in modo da raggiungere il fusto sottostante al legno secco; doniamo così al legno una forma gradevole. Con l’aiuto di una piccola spazzola metallica rimuoviamo anche i trucioli, la polvere e d eventuali piccoli pezzi di legno secco. Quando avremo ottenuto una forma piacevole possiamo impregnare il legno secco con l’apposito liquido jin, che evita la marcescenza del legno. Se lo jin è praticato su del legno vivo invece impregniamo la superficie con un antifungino, solo dopo alcuni mesi andremo ad impregnarlo con il liquido jin.

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Domande frequenti

  • Cos'è esattamente la tecnica del Jin nei bonsai?
    Il Jin è una tecnica di styling tradizionale giapponese applicata ai bonsai che consiste nello scortecciamento e nello sbiancamento di parti di legno morto. L'obiettivo estetico è creare un contrasto cromatico tra le parti vive (coperte di muschio o corteccia) e quelle secche, simulando l'invecchiamento naturale dell'albero causato da eventi atmosferici. Questa pratica trasforma rami o porzioni di fusto non più funzionali in elementi decorativi che conferiscono all'opera un aspetto antico e drammatico.
  • Come si prepara il legno prima di applicare il Jin?
    La preparazione richiede la rimozione accurata di tutto il legno secco e marcescente. Se bisogna asportare un intero ramo o una grossa porzione di fusto, si utilizza un trapano dotato di fresa per eliminare rapidamente la massa legnosa morta. Successivamente, con una tronchese, si modella il legno rimanente raggiungendo il fusto sottostante vivo, dando alla struttura una forma gradevole e integrata con la silhouette generale del bonsai.
  • Quali strumenti servono per pulire il legno dopo la modellatura?
    Dopo aver scolpito la forma desiderata, è essenziale pulire la superficie dal materiale residuo. Si utilizza una piccola spazzola metallica per rimuovere trucioli, polvere di legno e eventuali frammenti ancora attaccati. Una pulizia accurata garantisce che la successiva applicazione dei trattamenti chimici aderisca perfettamente alla superficie legnosa e previene l'accumulo di sporco che potrebbe ostacolare la conservazione del legno morto nel tempo.
  • Quale trattamento applicare sul legno morto per preservarlo?
    Per proteggere il legno morto dalla decomposizione e dall'attacco di funghi, si impiega un apposito liquido jin. Questo prodotto impregna il tessuto legnoso, stabilizzandolo e mantenendone il colore chiaro nel tempo. È fondamentale applicare il liquido solo quando la forma è definitiva e il legno è pulito, assicurandosi che penetri bene nelle fibre per evitare future marcescenze interne che potrebbero compromettere la salute complessiva della pianta.
  • C'è differenza nel trattamento se il Jin tocca anche legno vivo?
    Sì, esiste una distinzione cruciale. Se il Jin viene praticato esclusivamente su legno morto, si applica direttamente il liquido jin. Tuttavia, se la zona interessata include anche tessuto vivente, si deve prima trattare la superficie con un antifungino per proteggere la parte viva. Solo dopo alcuni mesi, una volta stabilita la guarigione e la stabilità della ferita, si procede all'impregnazione con il liquido jin sulle parti secche, evitando danni fisiologici alla pianta.

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