Motocoltivatore

Motocoltivatore diesel

Perché scegliere un motocoltivatore diesel che fra l'altro costa un pò di più del benzina? E poi, il benzina non era un pò più potente del diesel? Allora perché? Come sempre è anche una questione di idee personali ed esigenze diverse, ma il diesel ha una carta da giocare, di tutto rispetto: la presenza di coppia anche ai regimi bassi, cosa non da poco, visto che lavorare il terreno significa anche trovarsi in situazioni in cui il motore va sotto sforzo eccessivo e tende "a morire"; certo si può scalare una marcia, ma non è la stessa cosa. Ecco, il diesel ha questa caratteristica che lo distingue dal benzina che naturalmente non è un motore da buttare, solo segue un'altra concezione. In più un effetto per così dire "trasversale": il costo del gasolio è inferiore a quello della benzina e incide sui costi di gestione del mezzo.
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Motocoltivatore

Mezzo di trasporto, ecc. Oggi il motocoltivatore, in Italia, ha una potenza minima di 3,6 KW / 4,8 HP per arrivare, attraverso varie potenze e motorizzazioni, a quella massima di 12 KW / 16,3 HP. Conosciuto nel gergo internazionale come "two wheeled tractor" o anche "two wheels tractor". il motocoltivatore è usato in tutto il mondo per una serie infinita di operazioni. Nei Paesi in via di sviluppo, dove i trattori hanno ancora costi proibitivi, il motocoltivatore è insieme, mezzo di trasporto, mezzo agricolo, mezzo commerciale e via dicendo. Un mezzo universale, un camaleonte a motore che si trasforma al bisogno. Ma cos'è di preciso un motocoltivatore? E' una macchina agricola in cui la trazione è garantita dalle due ruote di cui dispone. Per cui la prima caratteristica è che, almeno durante le lavorazioni, non si può prendere posto sul mezzo, ma lo si deve accompagnare marciando di fianco o dietro ad esso.

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    Un camaleonte a motore

    Un motocoltivatore al lavoro Nelle versioni più potenti, generalmente, il motocoltivatore è dotato di bloccaggio del differenziale, inseribile dalle stegole (il "manubrio" del motocoltivatore) dove, peraltro, trovano posto anche l'acceleratore, la frizione e i freni. E' dotato di una presa di forza che fornisce la potenza adatta a far funzionare i tanti attrezzi che gli si possono collegare e a trasmettere il moto anche alle ruote dei carri a trazione che pure si abbinano a questo mezzo. E' mosso esclusivamente da motori a scoppio, con alimentazioni sia benzina che gasolio. Per il gran numero di accessori che gli si possono collegare è una macchina dotata di un'estrema versatilità. Può trasformarsi da motocoltivatore con fresa, in una trincia per l'erba, in un trincia sarmenti, in una piccola pala gommata o in una turbina per togliere la neve; con operazioni che richiedono pochi minuti.


    Versatilità e comodità

    Un mezzo cosmopolita La gamma degli attrezzi abbinabili a questo mezzo è infinita: ci sono anche gli scavapatate, i cippatori, le seminatrici, gli estirpatori, gli aratri, gli assolcatori, le spazzole, gli aratri rotativi, non c'è praticamente operazione agricola che non possa svolgere.La grande funzionalità di questo mezzo è data anche dalla reversibilità delle stegole che con questa caratteristica permettono l'attacco di attrezzature che altrimenti non potrebbero essere abbinate al motocoltivatore. La loro regolazione in altezza e di lato completano l'ergonomicità e il comfort di utilizzo. Alcuni modelli sono con avviamento a strappo, ma non mancano le più comode versioni con avviamento elettrico a batteria, come una comune autovettura: basta girare la chiave d'accensione e, voilà, il motocoltivatore è pronto a muoversi. E' anche una macchina facile da usare, con le sue dimensioni compatte e la grande maneggevolezza è adatto praticamente a tutti.




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