leptospermum

Domande e Risposte Bonsai

Leptospermum scoparium bonsai

I leptospermum non vengono coonsiderati tra le essenza comunemente coltivate a bonsai, perchè non amano che le loro radici vengano contenute in poco spazio

di Redazione

19 aprile 2012

Domanda : bonsai

ciao volevo sapere sè posso creare un bonsai con un leptospermum arbusto australiano grazie

Risposta : bonsai

Gentile Giuseppe, quando si sceglie una pianta per farne un bonsai, in genere ci si lascia attrarre da tutte le piccole piante che si possono trovare in vivaio; gli esperti consigliano in genere di scegliere piante già conosciute e bonsaizzate spesso, questo semplicemente perché non tutte le piante reagiscono alla bonsaizzazione allo stesso modo, e quindi con piante “nuove” si può andare in contro a fallimenti dovuti alle cause più disparate. Quindi di solito si vedono, alle esposizioni ma anche nelle collezioni di bonsai degli hobbisti, piante più o meno delle stesse specie e spesso coltivate in maniera similare. Anni fa ho avuto la fortuna di visitare il giardino in cui è conservata una delle collezioni più belle di bonsai presenti in Italia, tutti coltivati da un genio del bonsaismo, un professionista affermato, Giapponese trasferitosi in Italia; puoi immaginare il mio stupore nel vedere bonsai di ogni genere e specie, a fianco ai più canonici pinus penthaphylla o zelkova nire. Ho chiesto il perché di queste scelte, e la risposta è stata semplice: in Giappone si bonsaizzano le piante diffuse in Giappone, in Italia si dovrebbero bonsaizzare le piante diffuse in Italia, in modo da poter avere già disponibile il corretto clima, adatto ai nostri bonsai. Opinione interessante, che negli anni mi ha fatto prendere in considerazione l’idea di bonsaizzare piante autoctone, non sempre con grandi successi: è difficile prevedere il comportamento di una pianta una volta che la si bonsaizza, anche se questa pianta si trova nella zona di origine. Nel tuo caso, vuoi cercare di bonsaizzare un’essenza che in genere non viene bonsaizzata, originaria dell’Australia e della Nuova Zelanda. I pro sono tanti: facilità di reperimento, costo non impegnativo della piccola pianta, fogliame minuto, ramificazioni dense, fiori primaverili spettacolari (immaginiamoli su un bonsai poi), frutti piccoli, che rimangono a lungo sulla pianta. Sono tanti anche i contro: scarsa resistenza al freddo (in inverno dovrai tenere il tuo bonsai in serra fredda, pur trattandosi di un bonsai da esterno), scarsa adattabilità (i leptospermum non amano venire rinvasati, e le potature alle radici spesso portano alla morte della pianta), sconosciuta risposta alle potature (in natura i leptospermum sono grandi arbusti confusi e densi, con ramificazioni che si sviluppano in ogni direzione; i marinai di Cook, quando videro questi arbusti, li utilizzarono per farci delle rudimentali ma efficaci scope, da cui il nome della specie, Leptospermum scoparium; quindi una specie di saggina o di ginestra). In ogni caso, la regola generale del bonsaista per hobby è sempre la stessa: morto un prebonsai, si va in vivaio e se ne prende un altro. Quindi, se la domanda è: esistono notizie su come bonsaizzare un leptospermum? La risposta è no, o meglio, ce ne sono poche e frammentarie. Se la domanda invece è: ritieni possibile provare a bonsaizzare un Leptospermum? La risposta è si, anche se le probabilità di successo sono poche.

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Domande frequenti

  • È possibile realizzare un bonsai con un Leptospermum scoparium?
    Sì, è possibile, ma richiede grande esperienza e pazienza. Il Leptospermum non è una specie comune nel bonsai perché reagisce male alle sollecitazioni tipiche della tecnica, come i rinvasi frequenti e le potature radicali aggressive. Tuttavia, offre vantaggi estetici notevoli: fogliame minuto, ramificazioni dense e fiori primaverili spettacolari. Il successo dipende dalla capacità di adattare la pianta alle condizioni locali e dall'accettazione del rischio elevato, poiché molte piante non sopravvivono al processo di bonsaizzazione.
  • Quali sono i principali rischi nel bonsaizzare un Leptospermum?
    Il rischio maggiore è la mortalità dovuta a stress radicale. I Leptospermum non amano essere disturbati nelle radici: potature drastiche o rinvasi mal gestiti possono portare rapidamente alla morte della pianta. Inoltre, hanno scarsa resistenza al freddo, necessitando di protezione invernale anche in climi miti. Un altro fattore critico è la sconosciuta risposta alle potature di formazione, dato che in natura crescono come arbusti densi e disordinati, rendendo difficile ottenere la struttura classica del bonsai senza danneggiare la salute vegetativa.
  • Come devo curare il mio Leptospermum bonsai durante l'inverno?
    Il Leptospermum è sensissimo al gelo e non tollera temperature rigide prolungate. Anche se classificato come bonsai da esterno, in inverno deve essere protetto in una serra fredda o in un ambiente molto luminoso ma fresco, dove le temperature non scendano sotto i -5/-7°C. L'esposizione diretta al sole è fondamentale per la sua vitalità, ma il vento freddo può essere letale. Assicurati che il substrato non geli completamente e mantieni un'umidità ambientale adeguata per prevenire lo stress da secco invernale.
  • Perché il Leptospermum è considerato difficile da rinvasare?
    Questa specie ha un apparato radicale delicato e poco abituato a essere manipolato. A differenza di altre essenze da bonsai che rispondono bene al taglio delle radici stimolando nuove radichette fini, il Leptospermum tende a soffrire enormemente dello shock da trapianto. Le ferite radicali guariscono lentamente e sono soggette a infezioni fungine. Pertanto, i rinvasi devono essere minimi, eseguiti solo quando strettamente necessario e con estrema cautela, limitandosi a rimuovere il terreno superficiale senza intaccare il pane radicale centrale.

Scheda Tecnica

Leptospermum scoparium

Nome scientificoLeptospermum scoparium
FamigliaMyrtaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAustralia e Nuova Zelanda
EsposizionePieno sole, riparato dal vento
TerrenoAcido, ben drenato, povero di calcare
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera (fiori bianchi, rossi o rosa)
Altezza2-4 metri in piena terra (ridotta in vaso)
ConcimazioneLeggera, specifica per acidofile
PotaturaMinima, preferibilmente dopo la fioritura
MoltiplicazionePropaggine o talea semilegnosa
Malattie e parassitiSusceptible a cocciniglie e ragnetto rosso in ambienti secchi
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (sensibile a rinvasi e potature radicali)