Manuka

Domande e Risposte Erboristeria

Pianta di Manuka

La Manuka viene comunemente coltivata anche in Italia; il nome botanico è leptospermum scoparium, e si trova in tanti vivai, sotto forma di arbusto di piccole dimensioni

di Redazione

18 aprile 2012

Domanda : Pianta di Manuka

Gentilmente desidererei sapere se e' possibile trovare la pianta di Manuka (nuova zelanda) in Italia,per poterla coltivare. Grazie

Risposta : Pianta di Manuka

Gentile Sandro, la pianta che in Nuova Zelanda si chiama Manuka si trova facilmente anche in Italia, visto che negli ultimi anni i vivaisti europei si sono divertiti ad importare in Europa moltissime piante Australiane e Neozelandesi, che sono coltivabili anche nel clima mediterraneo ed italiano. Difficilmente troverai alberelli, e ancora più difficilmente troverai qualcosa in vivai con il nome Manuka, che è il nome maori, usato in Australia per questa pianta; è conosciuta anche come tea tree, come la melaleuca, perché sembra che gli scopritori dell’Australia utilizzassero le foglie di queste due piante per preparare il te. In Italia è più facile trovare la manuka conoscendone il nome latino, ovvero Leptospermum scoparium; in genere se ne trovano piccoli esemplari, non più alti di un metro, dal portamento arbustivo; la primavera è il momento migliore, perché sono in piena fioritura, e i vivaisti tendono ad esporli con piacere, visti gli innumerevoli fiorellini a stella. La pianta ha in genere fiori bianchi, ma nei vivai trovi con maggiore facilità le varietà a fiore rosa o rosa acceso. Si tratta di una pianta ben adatta a vivere in giardino in Italia, anche se teme leggermente il gelo; quindi è bene posizionare il leptospermum in posizione molto soleggiata, ma riparata dal vento; in inverno sarebbe opportuno coprire le piante, soprattutto se sono a dimora da poco, con dell’agritessuto, che impedisce al gelo di rovinare l’arbusto. Capita talvolta che anche uno strato spesso di agritessuto non impedisca al gelo di raggiungere la pianta: di solito basta a fine inverno potare drasticamente l’arbusto, che rigermoglierà in primavera, più bello di prima. Si annaffia solo quando il terreno è asciutto, da marzo a settembre, visto che sopporta senza problemi brevi periodi di siccità. In Nuova Zelanda il leptospermum viene coltivato per produrne il miele, che presenta innumerevoli pregi dal punto di vista terapeutico, e si può trovare anche in erboristeria in Europa, dove è assai difficile produrne, visto che non esistono piantagioni di Leptospermum. Il Miele di Manuka si utilizza per le sue fortissime proprietà antibatteriche, antisettiche, antiossidanti, nel caso di artrite, contusioni, malattie da parte di funghi e batteri, anche per uso topico. Essendo miele, e quindi dolce e gradito anche ai bimbi, si utilizza anche per curare malattie quali il raffreddore, la tosse, il mal di gola, anche nel caso in cui il malato sia un bimbo piccino.

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Domande frequenti

  • Come riconoscere la pianta di Manuka in vivaio?
    In Italia è raro trovare la pianta etichettata semplicemente come 'Manuka', poiché questo è il nome maori locale. È fondamentale cercare il nome scientifico Leptospermum scoparium. Si tratta di un piccolo arbusto, generalmente alto meno di un metro, con portamento cespuglioso. Durante la primavera è facile individuarla grazie alla fioritura abbondante: produce numerosi fiorellini a stella, disponibili nelle varietà a fiori bianchi, rosa o rosa acceso.
  • La Manuka resiste al freddo in Italia?
    La Leptospermum scoparium teme leggermente il gelo intenso. Per coltivarla con successo in giardino, specialmente nelle zone con inverni rigidi, è essenziale posizionarla in un luogo molto soleggiato e riparato dai venti freddi. In inverno, soprattutto per le piante giovani appena messe a dimora, si consiglia di proteggere il fusto e i rami con dell'agritessute per schermarle dalle basse temperature e prevenire danni irreparabili.
  • Cosa fare se la Manuka subisce danni da gelo?
    Capita talvolta che, nonostante le protezioni invernali, il gelo raggiunga la pianta causando l'essiccamento dei rami. Non preoccuparti: la Manuka ha una grande capacità di ricaccio. Basterà attendere la fine dell'inverno e procedere con una potatura drastica, tagliando i rami secchi fino al legno sano. L'arbusto rigermoglierà vigorosamente in primavera, restituendoti una pianta bella e rigogliosa come all'inizio.
  • Quali sono le cure idriche necessarie?
    La Manuka sopporta senza problemi brevi periodi di siccità una volta stabilita. L'irrigazione deve essere moderata: annaffia solo quando il terreno risulta completamente asciutto. Questo regime idrico va applicato principalmente durante il periodo vegetativo attivo, da marzo a settembre. Evita ristagni idrici, preferendo un terreno ben drenato, per garantire la salute radicale della pianta.
  • Si può produrre miele di Manuka in Italia?
    No, attualmente in Europa è assai difficile, se non impossibile, produrre commercialmente miele di Manuka. Questo perché non esistono grandi piantagioni di Leptospermum dedicate all'estrazione nettarina su scala industriale nel continente. Il miele di Manuka, noto per le sue forti proprietà antibatteriche e antisettiche, proviene quasi esclusivamente dalla Nuova Zelanda e dall'Australia, dove le condizioni ambientali permettono alle api di raccogliere il nettare specifico da questi arbusti.

Scheda Tecnica

Leptospermum scoparium

Nome scientificoLeptospermum scoparium
FamigliaMyrtaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineNuova Zelanda, Australia
EsposizionePieno sole, riparata dai venti freddi
Temperatura minimaLeggermente sensibile al gelo (sopporta brevi gelate con protezione)
TerrenoBen drenato, preferibilmente acido o neutro
IrrigazioneModerata, solo quando il terreno è asciutto (marzo-settembre)
FiorituraPrimavera (fiori a stella bianchi, rosa o rosa acceso)
AltezzaFino a 1 metro circa (in coltivazione)
PotaturaDrastica a fine inverno se danneggiata dal gelo, altrimenti leggera per mantenere la forma
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, attenzione al gelo invernale
Difficoltà di coltivazioneFacile, adatta al clima mediterraneo con alcune accortezze invernali