ficus retusa

Schede Bonsai

Ficus retusa

Varietà di ficus tropicale coltivata tradizionalmente a bonsai, il ficus retusa, che fa parte della famiglia delle Moraceae, si presenta come un pianta molto resistente, in grado di adattarsi con facilità alle condizioni ambientali tipiche di un appartamento.

di Redazione

22 gennaio 2013

Il ficus retusa, bonsai per eccellenza

Varietà di ficus tropicale coltivata tradizionalmente a bonsai, il ficus retusa, che fa parte della famiglia delle Moraceae, si presenta come un pianta molto resistente, in grado di adattarsi con facilità alle condizioni ambientali tipiche di un appartamento. Si tratta di una specie, quindi, di facile mantenimento, alquanto malleabile e abbastanza rara in natura: il suo utilizzo come bonsai era noto già ai tempi dell’antica Roma: a quel periodo, infatti, risale la sua denominazione, derivante dal fatto che le sue forme mettono in mostra figure variegate, umane e naturali (come per esempio il ginseng). Contraddistinto da un tronco molto possente, largo, contorto e sinuoso, il ficus retusa ostenta una chioma espansa, ombrosa, ricca di foglie e larga; diretta conseguenza del fatto che in natura tale specie è in grado di raggiungere dimensioni considerevoli. Per quel che riguarda la corteccia, essa si presenta come molto chiara, liscia, cerosa e spessa: negli esemplari più maturi di colore bianco latte o biancastro, mentre in quelli più giovani è rossastra, grigia o marroncina. Caratterizzata dalle lenticelle orizzontali tipiche (le consuete protuberanze di piccole dimensioni comuni alle cortecce), propone un legno biancastro con venature, che quando viene tagliato produce un lattice abbondante, appiccicoso, denso e bianco, irritante per l’uomo e addirittura tossico in caso di ingestione. Il tronco va considerato senza dubbio come particolare: bianco, con radici contorte alla base, grosse e massicce (ma ci sono anche radici che partono dai rami per giungere a terra, quasi come tronchi secondari); l’apparato radicale, in generale, è potente, in grado di resistere senza problemi all’umidità: basti pensare che in natura le radici sono chiamate a sostenere un peso enorme, dovuto al fogliame, ai rami e a un tronco particolarmente possente.

Le foglie

Le foglie del ficus retusa, coriacee e cerose, hanno forma di spirale e sono semplici e lucide; perenni e larghe, si rivelano sensibili alle escursioni termiche. Erette o appressate, si distinguono per un colore verde chiaro sulla pagina inferiore, che diventa più scuro su quella superiore. La lunghezza varia, a seconda dell’età, dai due ai cinque centimetri. Le foglie di questa specie, in grado di persistere sull’albero almeno sei mesi (ma non più di dodici) sono disposte sui rami singolarmente, e dotate di un picciolo alquanto evidente, derivazione della perula, una guaina che le circonda al momento della nascita e che cade dopo essersi schiusa, lasciando però un’evidente cicatrice. Il ficus retusa mal sopporta il mare, in quanto le foglie non sopportano i venti salini. Mentre il tronco e i rami sono ricchi di midollo e sono caratterizzati da gemme terminali appuntite, avvolte da due squame verdi di piccole dimensioni, i fiori di questa pianta sono minuscoli, unisessuali, raggruppati dentro ricettacoli cavi. Infatti, il comune fico, cioè quello che viene considerato solitamente il frutto, non è altro che un’infiorescenza carnosa grossa, ricca di zuccheri, piriformi, prima rossa e poi di colore violaceo, dentro la quale si trovano piccolissimi fiori, la cui fioritura, per altro rara, si verifica nel corso della stagione calda. Si tratta di fiori diclini, con una piccola apertura sull’apice, il cosiddetto ostiolo, che permette agli insetti Blastophaga psenes di procedere alla fecondazione dei pistilli. E quindi, i veri frutti del ficus retusa quali sono? Essi sono acheni di piccole dimensioni, che crescono dentro l’infiorescenza, che poi coloreranno di rosso la polpa del fico. Difficilmente le infiorescenze (che comunque non sono molto ornamentali) crescono nella coltivazione bonsai (e in generale in quella in vaso), poiché il clima europeo è eccessivamente rigido per favorirne la comparsa.

Il clima ideale per la specie

Proveniente dal Sud-Est asiatico, e diffuso in particolare in Malesia, il ficus retusa vive, in natura, nelle foreste sub-tropicali e pluviali, nell’ambito di un clima umido e caldo. Si tratta, quindi, di una specie tropicale, che si moltiplica naturalmente per propaggine, vale a dire tramite la radicazione dei rami che toccano il suolo. In Europa, può rimanere senza problemi in casa per tutto l’anno, o anche in una serra riscaldata, a patto che venga assicurato un clima luminoso e umido. Danni estetici potrebbero essere provocati da correnti di aria fredda, mentre temperature più basse di venti gradi, anche se non letali, sono comunque da evitare.

Come innaffiare, fertilizzare, irrigare

Occorre precisare, per altro, che il livello di resistenza al freddo dipende anche dal grado di maturazione del legno, che si presenta inizialmente morbido e succulento; i tessuti, infatti, ricevendo un’adeguata esposizione al sole si compattano, e al loro interno la percentuale di lattice e amidi diventa maggiore, così che la temperatura di congelamento diminuisce. Il ficus retusa, che ha bisogno di un terreno composto di terra akadama, sabbia di fiume e terra universale rigorosamente frenante, ha bisogno di irrigazioni abbondanti e regolari, preferibilmente con acqua piovana, ma in ogni caso con acqua a basso contenuto di cloro e calcare. Infine, la concimazione avviene ogni dieci o quindi giorni con fertilizzanti liquidi, e ogni mese e mezzo con fertilizzanti solidi a cessione lenta, meglio se integrati con solfato ammonico e perfosfato.

Domande frequenti

  • Il Ficus retusa è adatto per principianti del bonsai?
    Sì, il Ficus retusa è considerato uno dei bonsai più adatti ai principianti grazie alla sua notevole resistenza e capacità di recupero. È una specie tropicale molto malleabile che tollera bene le correzioni strutturali e la defogliazione. Tuttavia, richiede cure costanti riguardo all'irrigazione e all'umidità ambientale. Sebbene sia robusto, soffre le correnti d'aria fredda e le basse temperature, quindi deve essere tenuto in ambiente domestico luminoso durante l'inverno. La sua rapida crescita facilita l'apprendimento delle tecniche di potatura e wireing.
  • Come devo annaffiare correttamente il mio Ficus retusa?
    Il Ficus retusa necessita di annaffiature abbondanti e regolari perché ama il terreno costantemente umido, mai zuppo. Utilizza preferibilmente acqua piovana o demineralizzata, evitando quella del rubinetto se troppo calcarea o clorata, poiché questi sali possono accumularsi nel substrato danneggiando le radici. Controlla regolarmente il livello di umorità del terriccio: inserisci un dito o uno stuzzicadenti per verificare se lo strato superficiale è asciutto. In estate, con temperature elevate e maggiore traspirazione, le irrigazioni dovranno essere più frequenti rispetto all'inverno, quando la pianta entra in una fase di crescita ridotta.
  • Qual è la temperatura minima tollerata dal Ficus retusa?
    Essendo una specie subtropicale originaria del Sud-Est asiatico, il Ficus retusa non tollera il freddo intenso. La temperatura minima assoluta da non superare è intorno ai 10°C, ma per mantenerlo sano e vigoroso è consigliabile non scendere mai sotto i 15-20°C. Temperature inferiori a 20°C, pur non essendo immediatamente letali, possono rallentare la crescita e rendere la pianta più soggetta a stress. Durante l'inverno, mantieni la pianta in casa vicino a una finestra luminosa ma lontano da fonti di calore diretto come termosifoni o correnti d'aria fredda proveniente da finestre aperte.
  • Perché il Ficus retusa perde molte foglie improvvisamente?
    La caduta improvvisa delle foglie è spesso un segnale di stress ambientale. Le cause principali includono: sbalzi termici bruschi, correnti d'aria fredda, mancanza di luce sufficiente o, più comunemente, errori nell'irrigazione (sia troppa che poca acqua). Anche il trapianto recente o il cambio di posizione possono causare shock. Verifica subito le condizioni di umidità del terreno e l'esposizione alla luce. Rimuovi le foglie cadute per prevenire muffe e osserva la pianta nei giorni successivi: se le condizioni vengono corrette, dovrebbe emettere nuovi germogli. Evita di spostarlo frequentemente una volta acclimatato.
  • Quando e come concimare il Ficus retusa?
    La concimazione supporta la rapida crescita tipica di questa specie. Durante la stagione vegetativa (primavera ed estate), somministra un fertilizzante liquido bilanciato ogni 10-15 giorni insieme all'acqua di irrigazione. In autunno e inverno, riduci drasticamente o sospendi la concimazione. Ogni circa sei settimane puoi integrare con fertilizzanti solidi a lento rilascio, preferibilmente arricchiti con azoto (solfato ammonico) e fosforo (perfosfato) per favorire lo sviluppo fogliare e radicale. Assicurati di bagnare leggermente il terreno prima di applicare i fertilizzanti per evitare bruciature alle radici, specialmente se la pianta è giovane o in vasi piccoli.

Scheda Tecnica

Ficus retusa L.

Nome scientificoFicus retusa L.
FamigliaMoraceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde tropicale/subtropicale
OrigineSud-Est asiatico (Malesia)
EsposizioneLuminosa, riparata da correnti fredde
Temperatura minimaNon inferiore a 10-15°C (consigliato >20°C)
TerrenoAcquitrinoso, ricco di sostanza organica, drenante (Akadama, sabbia, terra universale)
IrrigazioneAbbondante e regolare, preferibilmente con acqua piovana o demineralizzata
FiorituraRara in coltivazione, infiorescenze (siconi) estive
AltezzaIn natura fino a 10-15 metri; in vaso controllata tramite potatura bonsai
ConcimazioneOgni 10-15 giorni con liquido, ogni 6 settimane con solido a lento rilascio
PotaturaTagli netti per stimolare la ramificazione; attenzione al lattice irritante
MoltiplicazionePropaggine, talea o margotta
Malattie e parassitiCocciniglie, ragnetto rosso, afidi; suscettibile a marciumi radicali se ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneFacile da mantenere come bonsai indoor, richiede umidità ambientale elevata