fosforo pomodori

Botanica

Elementi nutritivi Fosforo

Il fosforo, presente nei nostri denti, è un elemento nutritivo molto potente in grado da solo di dare sussistenza ad un vegetale

di Redazione

07 settembre 2011

Indice:

Generalità

Il fosforo è un elemento basilare per le piante ornamentali e da fiore perché legato alla formazione dei fiori, allo sviluppo delle radici e alla struttura dei germogli. Nel suolo è presente in quantità rilevante sottoforma di minerale (vari tipi di fosfato), oppure lo si può trovare contenuto nella componente organica, vale a dire l'Humus. La pianta assorbe il fosforo contenuto nella soluzione circolante in forma di ione fosforico direttamente utilizzabile. Il Fosforo minerale contenuto nel terreno è però soggetto a molte interazioni con gli altri elementi presenti nel suolo (formazione di sali insolubili), che ne limitano la diffusione e la disponibilità per le piante. Un classico esempio di retrogradazione è dato dalla interazione tra fosfati e calcio che porta alla formazione di fosfato tricalcico insolubile. Il fosforo nella pianta svolge funzioni plastiche ed energetiche poichè entra nella composizione di molecole fondamentali nella biologia vegetale quali gli acidi nucleici (DNA-RNA) e l'adenosintrifosfato (ATP). Proprio dal processo di utilizzo dell'ATP la pianta trae l'energia necessaria per svolgere tutte le funzioni vitali, tra cui la fotosintesi clorofilliana. Inoltre il fosforo è un attivatore di numerose attività enzimatiche, entra nella composizione delle sostanze di riserva e delle vitamine. Gli effetti che il fosforo determina su una pianta si manifestano in modo più evidente con lo stimolo alla formazione dei fiori e delle radici e nella maggiore elasticità dei germogli. La Carenza di fosforo si manifesta per una reale carenza dell'elemento nel substrato oppure, caso più frequente, perché ci sono situazioni che ne bloccano la disponibilità per la pianta (la retrogradazione di cui abbiamo già parlato). I fattori che limitano la disponibilità del fosforo sono il terreno eccessivamente argilloso, che trattiene fortemente l'elemento, il pH alcalino e il calcare elevato che determinano la formazione di composti insolubili (fosfato bi e tricalcico). In queste condizioni le piante mostrano chiari sintomi di carenza fosfatica che generano uno scarso sviluppo vegetativo dei germogli (nanismo) e delle radici (piante poco ancorate nel terreno), rami scarsamente lignificati e poco eretti (tipico nella rosa), foglie piccole, esili, con colorazione bronzea. La fioritura avviene con una intensità minore e in modo tardivo, come pure la maturazione dei frutti. Alcune manifestazioni specifiche si riscontrano nel pomodoro, dove si nota una colorazione violacea della pagina inferiore delle foglie. Inoltre, tra le floricole,in particolare nel garofano, si determina una crescita ridotta con foglie sottili, strette, dritte e con fiori piccoli. Nelle composite (Astro, Margherita, Crisantemo) si ha una crescita stentata e in seguito le foglie più vecchie ingialliscono, imbruniscono e muoiono. Nelle bulbose si ha una scarsa formazione radicale. Nella rosa si rileva una precoce caduta delle foglie senza ingiallimento, con i germogli che si presentano poco lignificati, deboli e contorti. Nei concimi il Fosforo si trova associato all'Azoto e al Potassio formando i classici Fertilizzanti NPK. Sulle confezioni, il Fosforo è presente nella sezione relativa alla composizione ed è indicato convenzionalmente come Anidride Fosforica, che ha come simbolo "P2O5". Gli apporti dei fertilizzanti ad elevato tenore in fosforo sono consigliabili nelle fasi iniziali e centrali dello sviluppo della pianta, per favorire la formazione di radici e l'induzione alla fioritura. Solitamente il Fosforo, vista la ridotta mobilità nel terreno, si apporta al momento della preparazione dello stesso prima delle semine o dei trapianti, oppure, nelle piante in vaso, al momento dei rinvasi e nel periodo autunno-invernale.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi visibili di carenza di fosforo nelle piante?
    La carenza di fosforo si manifesta principalmente con uno scarso sviluppo vegetativo, causando nanismo nei germogli e un apparato radicale debole che ancor male la pianta al terreno. I rami risultano spesso poco lignificati e deboli. Le foglie tendono a rimanere piccole ed esili, assumendo talvolta una colorazione bronzea o violacea, specialmente sulla pagina inferiore in specie come il pomodoro. La fioritura diventa meno intensa e tardiva, mentre la maturazione dei frutti viene rallentata. In alcune piante ornamentali, come le rose, si osserva una precoce caduta delle foglie senza ingiallimento previo.
  • Perché il fosforo presente nel terreno non sempre è disponibile per le piante?
    Anche se il fosforo è abbondante nel suolo sotto forma di minerali o humus, la sua disponibilità è spesso limitata da interazioni chimiche. Il fattore principale è il pH: terreni alcalini o ricchi di calcare favoriscono la formazione di composti insolubili come il fosfato bi e tricalcico. Inoltre, l'eccesso di calcio può legarsi ai fosfati rendendoli indisponibili. Terreni eccessivamente argillosi trattengono fortemente l'elemento, impedendone il movimento verso le radici. Questi fenomeni, detti retrogradazione, bloccano l'assorbimento da parte della pianta nonostante la presenza fisica dell'elemento nel substrato.
  • In quale fase dello sviluppo è consigliato apportare fosforo alle piante?
    Gli apporti di fosforo sono particolarmente indicati nelle fasi iniziali e centrali dello sviluppo della pianta. In questa fase, il nutriente è cruciale per favorire la formazione di un robusto apparato radicale e per stimolare l'induzione alla fioritura. Praticamente, si consiglia di somministrare fertilizzanti ad alto tenore di fosforo durante la preparazione del terreno prima delle semine o dei trapianti. Per le piante in vaso, il momento ideale coincide con i rinvasi o durante il periodo autunno-invernale, sfruttando la ridotta mobilità del fosforo nel suolo per mantenerlo disponibile alle radici.
  • Come si legge il contenuto di fosforo sulle etichette dei fertilizzanti?
    Sulle confezioni dei concimi, il fosforo è indicato convenzionalmente come 'Anidride Fosforica', con il simbolo chimico P2O5. Questo valore fa parte della classica triade NPK (Azoto, Fosforo, Potassio) riportata sull'etichetta. È importante notare che il numero associato al P2O5 non rappresenta il peso puro del fosforo elementare, ma la quantità equivalente di anidride fosforica contenuta nel prodotto. Questa indicazione permette al giardiniere di confrontare facilmente la potenza fertilizzante tra diversi prodotti commerciali e scegliere quelli più adatti alle esigenze nutrizionali specifiche della propria coltivazione.
  • Quali sono le funzioni biologiche essenziali del fosforo nella pianta?
    Il fosforo svolge ruoli plastici ed energetici fondamentali per la vita vegetale. Entra nella composizione degli acidi nucleici (DNA e RNA), garantendo la trasmissione genetica e la sintesi proteica. È inoltre costituente chiave dell'ATP (Adenosintrifosfato), la molecola che fornisce l'energia necessaria per tutte le funzioni vitali, inclusa la fotosintesi clorofilliana. Agisce inoltre come attivatore di numerose reazioni enzimatiche e fa parte delle sostanze di riserva e delle vitamine. Senza un adeguato apporto di fosforo, questi processi metabolici risulterebbero compromessi, bloccando la crescita e la riproduzione della pianta.