Piante Officinali

noni

Pianta originaria della Polinesia, il Noni o Nonu, è arrivata anche in Europa grazie alle sue innumerevoli proprietà benefiche.

di Redazione

23 gennaio 2013

Il Noni

Il suo nome botanico è Morinda Citrifolia ed appartiene alla famiglia delle Rubacee. Il suo frutto assomiglia ad una patata e anche se del Noni vengono utilizzate, fiori, foglie, radici e corteccia, gli abitanti della Polinesia, già dall’antichità usavano il frutto come elemento più efficace. La pianta che contiene vitamine, oligoelementi, alcaloidi benefici, steroli , minerali ed enzimi è considerata una pianta dalle eccezionali virtù terapeutiche ed in Polinesia viene considerata la Regina tra le piante infatti, le troviamo seminate dovunque. Il Noni è amatissimo in Polinesia ma nel 1950, il dottore biochimico Ralph Heinicke, portò a conoscenza del mondo occidentale questa pianta e sue proprietà terapeutiche di notevole importanza. Si pensava fossero solo leggende polinesiane, le numerose storie che venivano raccontate sulle qualità del Noni ma dopo approfonditi studi, gli scienziati della fitoterapia, hanno compreso che la pianta ha davvero del miracoloso. Un gruppo di medici statunitensi infatti, utilizzò dei volontari per provare le tanto decantate virtù del succo del frutto del Noni e constatò che già dopo una settimana, i volontari che si erano sottoposti al test, avevano tratto enormi benefici.

Proprietà del Noni

Il Noni, utilizzato dai Polinesiani come potente ricostituente e come adattogeno, fu studiato nel 1983 da due chimici statunitensi del settore dell’alimentazione. Venne scoperto così, che il frutto contiene un’altissima concentrazione di xeronina che è un elemento importantissimo già facente parte dell’organismo umano ma che permette i processi di sintesi delle proteine e la scissione delle cellule. Negli anni 2000, prestigiose riviste scientifiche, si sono interessati al Noni e pare che una delle sue principali virtù, sia quella di beneficiare chi è affetto da Tubercolosi e non riesce a contrastarla nemmeno con i più potenti antibiotici. Ricordiamo che nel mondo muoiono migliaia di persone per questa malattia e la scoperta delle proprietà del succo del frutto del Noni, fece davvero scalpore. Sembra infatti, che il beneficio si raggiunga con una percentuale del 97% rispetto ad un normale antibiotico. Gli Hawaiani invece, usavano il succo del Noni, quasi prevalentemente per curare la glicemia e quindi il Diabete ma pare che questo tipo di beneficio, non abbia trovato alcun riscontro, negli studi degli scienziati fitoterapici. Ma le virtù del Noni, non sono finite qui. E’ capace di combattere e contrastare dolori di diverso tipo come quelli mestruali, artritici e scheletrici ed inoltre pare che riequilibri la mente afflitta da stress e stati depressivi. E’ largamente usato anche come lassativo, antibatterico, decongestionante, emolliente ed emmenagogo. Poco tempo fa questo succo di frutto esotico, fu fatto provare a circa 8000 persone e il 60% di loro, guarirono da malattie anche di una certa gravità. Parecchi soggetti manifestarono un alto miglioramento dei disturbi di astenia, mancanza di energia e debolezza, altri migliorarono la concentrazione, altri ancora ebbero ottimi risultati su patologie molto più serie come ictus e cancro.

Le malattie cliniche per le quali può essere utilizzati il succo del frutto del Noni

Dopo questi molteplici studi da parte di importanti scienziati, si è perciò appurato, che il succo del frutto del Noni, può contrastare una variegata serie di malattie quali la carenza di energia vitale dovuta a mutamenti dello stato fisico energetico. Il succo riesce a migliorare moltissimo malattie reumatiche, artriti in genere, psoriasi, malattie della tiroide, malattia di Chrons ed eritema Lupus. La xeronina presente nel succo inoltre, da un valido aiuto a chi è affetto da immunodeficienza come la malattia dell’HIV. Questa ultima scoperta, ha qualcosa di veramente sensazionale, basti solo pensare all’innumerevole parte di popolazione affetta da tale grave patologia. Ma il succo, contrasta anche delle infezioni molto gravi come le epatiti, le infiammazioni del pancreas e della tiroide, le infiammazioni del muco della vagina e le infezioni micotiche in genere.

I principi attivi del Noni

Il Noni è ricchissimo di composti fitochimica come i bioflavonoidi che hanno un alto valore nutritivo ed inoltre in esso, sono presenti vari tipi di vitamine come quella A e quella C oltre che ad acido linoleico, alizarina, acido ursolico, potassio, selenio, rutinia e acidi grassi capaci di contribuire al processo digestivo e al processo di micosi nel tubo digerente. La proxeronina contenuta nel succo del frutto del Noni, è considerata come precursore della xeronina ed insieme sono regolatori metabolici tanto che sono in grado di modificare la struttura delle proteine. La xeronina, si trova anche in tantissimi alimenti che mangiamo ogni giorno ma purtroppo l’impoverimento dei terreni e l’uso di quei fertilizzanti ed anticrittogamici chimici, fanno si che l’organismo umano, non assimili appieno questa proteina. Si accusano perciò stati di stanchezza ed indebolimento fisico.

Utilizzo del Noni come analgesico

Dalle radici del Noni, si estrae una sostanza acquosa che riduce significativamente parecchi dolori come quelli causati dall’artrite, dalle mestruazioni, dalle cefalee, dalle borsiti e dalle tendinite. Sembra che già dopo appena 15 minuti dalla somministrazione, si abbiano notevoli miglioramenti fisici. L’organismo infatti, produce endorfine capaci di calmare qualsiasi tipo di dolore anche forte. La xeronina inoltre, agisce direttamente sull’area colpita dal dolore. L’effetto è praticamente uguale a quello della Morfina ma senza nessun tipo di controindicazione a differenza di questa ultima. I ricercatori sono convintissimi che il Noni, non abbia nessun effetto tossico.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali principi attivi del Noni e a cosa servono?
    Il Noni (Morinda citrifolia) è ricco di composti fitochimici come bioflavonoidi, vitamine A e C, acido linoleico, potassio e selenio. Il componente più noto è la proxeronina, precursore della xeronina, una proteina fondamentale per la sintesi cellulare e la riparazione dei tessuti. Questi elementi contribuiscono alle proprietà antiossidanti, anti-infiammatorie e metaboliche attribuite alla pianta, supportando il sistema immunitario e la salute generale delle cellule.
  • Il Noni è efficace nel trattamento del diabete?
    Secondo il testo fornito, gli hawaiani tradizionalmente usavano il succo di Noni per regolare la glicemia e gestire il diabete. Tuttavia, è importante notare che gli studi scientifici moderni citati nell'articolo non hanno trovato riscontri concreti a sostegno di questa specifica efficacia terapeutica per il controllo della glicemia. Pertanto, mentre la tradizione popolare lo sostiene, la scienza fitoterapica attuale ne dubita, invitando alla cautela e al consulto medico.
  • Come funziona il Noni come analgesico naturale?
    Le radici del Noni forniscono una sostanza acquosa capace di ridurre rapidamente dolori articolari, mestruali, cefalee e tendiniti. Secondo quanto riportato, l'effetto avviene stimolando l'organismo a produrre endorfine, i naturali antidolorifici del corpo, agendo direttamente sull'area infiammata. L'efficacia sarebbe rapida (entro 15 minuti) e paragonabile a quella della morfina, ma senza i rischi di tossicità o dipendenza associati ai farmaci oppioidi convenzionali.
  • Per quali condizioni di salute viene comunemente utilizzato il succo di Noni?
    Il succo di Noni è impiegato come ricostituente generale e adattogeno per combattere astenia, stress e depressione. Viene utilizzato per alleviare dolori reumatici, artritici e scheletrici, nonché come coadiuvante in condizioni infiammatorie come psoriasi, morbo di Crohn e lupus. Inoltre, la letteratura riportata ne suggerisce l'uso contro infezioni batteriche, micotiche, epatiche e pancreatiche, oltre a supportare chi soffre di immunodepressione.
  • Esistono effetti collaterali o tossicità noti nell'uso del Noni?
    Basandosi sulle informazioni fornite, i ricercatori affermano che il Noni non presenta effetti tossici né controindicazioni significative, distinguendosi positivamente da farmaci potenti come la morfina. La pianta è considerata sicura e priva di danni avversi documentati nei contesti descritti. Tuttavia, dato che si tratta di una pianta con forti attività biologiche, è sempre consigliabile valutare l'uso sotto supervisione professionale, specialmente in caso di terapie farmacologiche in corso.

Scheda Tecnica

Morinda citrifolia

Nome scientificoMorinda citrifolia
FamigliaRubiacee
Tipo di piantaAlbero/subarbusto tropicale
OriginePolinesia
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaNon specifica (tropicale)
TerrenoFertile, ricco, ben drenato
IrrigazioneRegolare, mantenere umido ma non zuppo
FiorituraPrimavera-Estate (fiori bianchi profumati)
AltezzaDa 2 a 6 metri circa
ConcimazionePeriodica con concime bilanciato per agrumi o piante tropicali
PotaturaLeggera per contenere la crescita e rimuovere rami secchi
MoltiplicazioneSemi, talee o margotte
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, attenzione a cocciniglie e afidi
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede clima caldo/umido)