Cuscuta campestris

Vegetazione spontanea

Cuscuta campestris

Scopri come riconoscere la cuscuta campestris, una pianta molto particolare che spesso viene considerata infestante per i motivi che spieghiamo in questo articolo

di Redazione

29 giugno 2018

Cuscuta campestris

La cuscuta è una pianta davvero particolare perchè può essere considerata parassita totale. Infatti non possiede radici e, allo stadio adulto, non è neanche in grado di fare la fotosintesi clorofilliana. Vive del tutto a spese dell’ospite ricavandone acqua e nutrimento. I botanici la trovano interessantissima e sono numerosissimi gli studi che la riguardano: principalmente si indaga il suo rapporto con le piante parassitate e come “capisca” in quale direzione dirigere la propria crescita nei primi stadi di sviluppo. D’altro canto è una delle più odiate dai giardinieri e dagli agricoltori: il suo arrivo è capace di rovinare l’estetica delle aiuole, ma, soprattutto, è di grave danno per le coltivazioni da reddito. È inoltre molto difficile da eliminare totalmente e si diffonde facilmente tramite seme. La cuscuta campestris, in particolare, non è endemica del nostro paese, essendo originaria del Nord America, ma è ormai diffusa in quasi tutte le regioni.

Caratteristiche della cuscuta campestris

La cuscuta è una pianta unica: non possiede radici ed è quasi del tutto priva di foglie. Si sviluppa per lo più da seme: da questo, in condizioni favorevoli in un primo tempo emesse delle piccolissime foglie e per un breve periodo si ha la fotosintesi clorofilliana. Contemporaneamente si sviluppa lo stelo che comincia a “girare” su sé stesso fino a quando non riesce ad aggrapparsi alla pianta ospite. Gli studi effettuati hanno stabilito che ogni cuscuta si fa guidare verso quella che preferisce captando degli specifici composti organici volatili. Una volta raggiunta vengono prodotte delle piccole ventose dette austori: penetrano all’interno dei tessuti e cominciano a succhiare la linfa. Da quel momento continua la diffusione sull’appezzamento prendendo la classica colorazione dal giallo al rossastro. In seguito produrrà i fiori (bianchi, a campanella) e in seguito anche i semi, finissimi, bianchi o neri.

Su quali colture si sviluppa? Perché le danneggia così gravemente?

La cuscuta campestris cresce in particolare sulla barbabietola da zucchero e sulle patate. Questa specie e le altre diffuse sul nostro territorio parassitano però anche moltissime altri vegetali tra cui segnaliamo erba medica, lino, crisantemi, dalie, ipomee, helenium, echinacea ed edera. Precisiamo però che, in mancanza di queste, si adatta a vivere anche su moltissime altre essenze. È particolarmente dannosa per vari motivi: innanzitutto mano a mano che si sviluppa copre buona parte del fogliame dell’ospite riducendone l’insolazione e di conseguenza lo sviluppo. Tra le sue molte capacità poi vi è anche quella di influenzare la crescita della pianta parassitata: all’arrivo delle alte temperature stimola la produzione di fiori e frutti, ma poi ruba la linfa che servirebbe per nutrirli usandola, invece, per far crescere i suoi. Vi è quindi una forte riduzione della resa negli appezzamenti interessati. Per di più, un’alta percentuale di cuscuta nei foraggi può essere dannosa per gli animali che se ne nutrono.

Come evitare che arrivi sul nostro terreno

Le strategie da mettere in atto sono molte. Per l’industria sementiera la cuscuta ha rappresentato per lungo tempo un ostacolo quasi insormontabile. Non era raro che le sementi fossero contaminate da quelle, piccolissime, di questo parassita: ciò contribuiva alla sua ulteriore diffusione e gettava ombre sulla serietà dei produttori. Oggi si è posto rimedio ponendo in atto varie tecniche: la più diffusa consiste nel mescolarvi della limatura di ferro. Questa si inserisce nel tegumento della cuscuma (più poroso di quello dell’erba medica) permettendo a dei magneti di separarla dal prodotto “buono”: sotto questo aspetto possiamo quindi essere molto più tranquilli. Dobbiamo però prestare attenzione all’acqua di irrigazione: deve essere sempre pulita e non venire a contatto con altri appezzamenti di terreno. Evitiamo inoltre di usare terricci non sterilizzati. È necessario poi essere molto scrupolosi con lo stallatico: sebbene meno ricco, quello di bovino è più sicuro, grazie alla doppia digestione che inattiva molte sementi. Ancora migliore è quello pellettato.

E se ci fosse già?

Purtroppo liberarsene definitivamente non è semplice, si può però, anno dopo anno, limitarne moltissimo la diffusione. Se si sviluppa nell’orto o in un appezzamento da reddito il consiglio è innanzitutto spruzzare più volte con un prodotto antigeminazione. L’ideale però sarebbe utilizzare un diserbante totale e passare in seguito con un dispositivo per il pirodiserbo, soffermandosi a lungo in maniera che il calore non rimanga solo in superficie. In alternativa o in abbinamento sono anche abbastanza efficaci le arature molto profonde rivoltando almeno 50 cm di terreno. Purtroppo i semi sono molto resistenti: il freddo per loro non è un problema e conservano una buona germinabilità per almeno 10 anni: solo dopo questo lasso di tempo, lasciando l’appezzamento libero da colture, si può essere sicuri che la cuscuta sia completamente debellata.

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Domande frequenti

  • Cos'è la Cuscuta campestris e perché è considerata un parassita totale?
    La Cuscuta campestris è una pianta parassita totale originaria del Nord America, oggi diffusa in Italia. A differenza delle piante normali, non possiede radici vere né foglie significative nello stadio adulto, perdendo anche la capacità di effettuare la fotosintesi clorofilliana. Vive esclusivamente a spese della pianta ospite, dalla quale ricava acqua e nutrienti attraverso strutture chiamate austori, che penetrano nei tessuti dell'ospite come ventose. Questo comportamento la rende estremamente dannosa per l'agricoltura e il giardinaggio, poiché indebolisce o uccide le piante su cui si aggancia.
  • Come fa la Cuscuta a trovare la pianta ospite giusta?
    La Cuscuta guida la propria crescita nei primi stadi di sviluppo captando specifici composti organici volatili rilasciati dalle piante vicine. Studi botanici hanno dimostrato che questa capacità chimica permette alla pianta parassita di orientarsi verso l'ospite preferito prima ancora di toccarlo fisicamente. Una volta raggiunto il supporto adeguato, la Cuscuta avvolge il suo stelo attorno all'ospite e sviluppa gli austori per iniziare a succhiare la linfa, interrompendo gradualmente il proprio metabolismo indipendente.
  • Quali colture e piante sono più minacciate dalla Cuscuta?
    La Cuscuta campestris predilige colture come la barbabietola da zucchero e le patate, ma attacca anche erba medica, lino, crisantemi, dalie, ipomee, helenium, echinacea ed edera. Tuttavia, la sua adattabilità è elevata: in assenza delle specie preferite, è in grado di sopravvivere su moltissime altre essenze vegetali. Il danno principale deriva dal fatto che la pianta avvolge il fogliame dell'ospite, riducendo l'insolazione necessaria alla fotosintesi, e sottrae linfa vitale, causando una forte riduzione della resa nelle coltivazioni agricole.
  • È possibile prevenire l'arrivo della Cuscuta nel giardino o orto?
    La prevenzione è fondamentale poiché l'eradicazione è complessa. Assicurati che l'acqua di irrigazione sia pulita e non provenga da terreni infestati. Utilizza solo terricci sterilizzati e stallatico ben decomposto o pellettato, poiché la digestione animale inattiva molte sementi di Cuscuta. Per le sementi acquistate, verifica che siano certificate libere da contaminanti; l'industria utilizza tecniche come la separazione magnetica con limatura di ferro per garantire prodotti sani. Evitare di introdurre materiale vegetale sospetto è la misura più efficace.
  • Come si elimina la Cuscuta se è già presente nel terreno?
    L'eliminazione definitiva richiede tempo e metodi combinati. Puoi applicare prodotti antigeminazione o diserbanti totali, seguiti da pirodiserbo per agire con il calore profondo. Arature molto profonde (almeno 50 cm) aiutano a seppellire i semi, rendendoli inaccessibili. Tieni presente che i semi possono mantenere la germinabilità per circa 10 anni nel suolo. Pertanto, la strategia vincente è lasciare l'appezzamento libero da colture per diversi anni, monitorando costantemente la comparsa di nuovi germogli e rimuovendoli tempestivamente.

Scheda Tecnica

Cuscuta campestris

Nome scientificoCuscuta campestris
FamigliaCuscutaceae
Tipo di piantaParassita totale
OrigineNord America
EsposizioneSole
TerrenoAdattabile a molti substrati
IrrigazioneAssorbida dall'ospite
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaStrisciante/Avvolgente
ConcimazioneNon necessaria (parassita)
PotaturaNessuna (da rimuovere)
MoltiplicazioneSeme
Malattie e parassitiDiffonde malattie all'ospite
Difficoltà di coltivazioneAlta da eradicare