Domanda: gli agrumi da seme fioriscono?
salve ho due piante nate da seme, una di limone, e una di arancio amaro. La prima (limone) a quasi dieci anni, mentre la seconda(arancio amaro)due-tre anni. Domanda: fioriranno mai? Grazie per la risposta.
Risposta: gli agrumi ottenuti da seme
Gentile Lucio, gli agrumi che coltiviamo sono tutti (e ripeto tutti) varietà ibride, innestate su portainnesti ottenuti da seme, o di particolari varietà di citrus, molto resistenti o addirittura su varietà di poncirus, per fare in modo che la pianta ottenuta sia vigorosa, rigogliosa, e abbastanza resistente alla siccità ed al freddo. Quando prendiamo un seme da un agrume, prendiamo un seme che ha un patrimonio genetico assai variegato, i cui antenati vennero ibridati già secoli orsono, e quindi non potremo mai sapere che tipo di pianta verrà originata. La maggior parte degli agrumi ottenuti da seme tendono a non fiorire, e quindi a non fruttificare; e se lo fanno in genere producono frutti spesso del tutto inutili. Quindi in pratica tutti gli agrumi che consumiamo sulle nostre tavole provengono da piante innestate: si prende un agrume sano e vigoroso, nato da seme, e vi si innesta sopra l’agrume della varietà desiderata. Solo in questo modo si ottengono fiori e frutti. Se desideri quindi che i tuoi agrumi da seme producano fiori e frutti commestibili, dolci e profumati, ti conviene praticare l’innesto. Gli agrumi si innestano in primavera inoltrata, quando le piante sono in piena vegetazione, e possiamo vedere chiaramente le gemme rigonfie; il metodo che si utilizza è quello dell’innesto a corona o a spacco; si procede tagliando tutta la chioma del portainnesto, praticando un taglio netto all’apice del tronco, in modo da ottenere una superficie piana, parallela al terreno; in questa superficie si pratica uno spacco, o più spesso due spacchi, perpendicolari al terreno, disposti a croce. Agli apici dei due spacchi si inseriscono le marze dell’agrume desiderato. Le marze sono dei rametti di circa 10-15 centimetri, vigorosi e sani, che contengano circa a metà un internodo, a cui si tagliano le foglie e con la parte bassa tagliata a formare una sorta di cuneo. Le marze si inseriscono fino a far combaciare il legno con quello del portainnesto, fino alla corteccia. Si riempie lo spacco con terra o carta, si lega il fusto con della rafia e si copre tutto il legno vivo con del mastice per potature, e si spera che l’innesto abbia successo. Se desideri ulteriori chiarimenti su come praticare l’innesto a spacco, o a corona, in rete troverai tanti diversi video, che ti chiariranno meglio le idee. Non ti spaventare, sembra una pratica difficile, ma non è poi così impossibile; chiaro che, l’aiuto di una persona esperta sicuramente aiuta.