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Domande e Risposte Giardinaggio

miglior stagione per attecchire

I trapianti delle piante del giardino andrebbero effettuati in autunno, quando il clima è caldo, ma anche umido, senza temperature eccessivamente alte

di Redazione

16 aprile 2013

Domanda : miglior stagione per attecchire

Devo rifare parte del giardino e sono incerto se piantare le nuove piante adesso in primavera oppure in autunno. le piante sono un tasso , dei piccoli pini, degli aghifoglie e degli aceri. tranne gli aceri che saranno esposti a nord-ovest, il resto sarà a sud perciò esposto a sole battente d'estate con assenza d'ombra e temperature fino a 38°. Per non stressante troppo le piante a causa del caldo é forse preferibile la stagione autunnale?

Risposta : miglior stagione per attecchire

Gentile Diego, generalmente si è portati a credere che la primavera sia il momento migliore dell’anno per porre a dimora le piante in giardino; questo avviene prima di tutto perché, dopo l’inverno, con le prime giornate di sole, si prova il desiderio di stare all’aperto, e si tende a desiderare qualche cambiamento in giardino, mettendo a dimora nuove piante. A causa di questo legittimo desiderio, in genere i negozi specializzati in piante, ma non solo, quindi anche supermercati e negozi di bricolage, tendono a mettere a disposizione per i clienti una grande quantità di piante proprio a fine inverno: chiaramente, questo è il momento per fare acquisti d’impulso, senza ragionare sulla pianificazione ed organizzazione del giardino. Ma in effetti la primavera non è il momento migliore per porre a dimora le piante. E il motivo è semplice: la gran parte delle piante che abbiamo in giardino, trascorrono i mesi freddi in parziale o totale riposo vegetativo; non appena il clima si scalda, e le giornate si allungano, le piante cominciano ad utilizzare la gran parte delle loro energie per produrre germogli, fiori, foglie. Spostare una pianta proprio nel momento in cui è completamente impegnata a lavorare per preparare i nuovi tessuti primaverili, è sicuramente fonte di fortissimo stress. Visto che anche i rinvasi e i trapianti sono forte fonte di stress, è chiaro che sarebbe opportuno evitare di sommare uno stress all’altro. Sicuramente molte piante possono venire spostate a fine inverno, prima che abbiano ricominciato a svilupparsi, in modo che siano già nel luogo di destinazione all’arrivo della primavera, senza causare alcun danno. Ma se vogliamo porre a dimora le piante nel momento che per loro è ideale, dovremo scegliere sicuramente l’autunno, e quindi i mesi di settembre e ottobre; in questo periodo dell’anno le piante sono ancora in completa vegetazione, soprattutto se il clima è mite; quindi non appena le porremo a dimora, tenderanno subito ad allargare il loro apparato radicale, in modo da essere completamente adattate al nuovo luogo di sviluppo all’arrivo del freddo, che di solito avviene in novembre o dicembre. In primavera queste piante avranno già sviluppato un buon apparato radicale, che permetterà loro di concentrarsi totalmente sui nuovi germogli, avendo già assorbito lo stress del trapianto. Come dici bene tu, le piante che non amano molto il caldo, sarebbero a maggior ragione da porre a dimora in autunno. Se però hai già acquistato le piante che elenchi, e le hai in vaso, forse sarebbe comunque opportuno trapiantarle adesso, perché tenerle per tutta l’estate in vaso non penso giovi loro. Il clima è già caldo e primaverile, quindi se decidi di trapiantarle ora, ti conviene cercare di non toccare il pane di terra presente nel vaso, in modo che subiscano il minor stress possibile.

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Domande frequenti

  • Perché l'autunno è considerato il periodo migliore per il trapianto rispetto alla primavera?
    In primavera le piante attivano rapidamente la produzione di germogli, foglie e fiori, utilizzando molta energia. Trapiantare in questo momento causa un doppio stress: quello dello spostamento sommato allo sforzo vegetativo. In autunno, invece, il terreno è ancora caldo ma l'aria si raffredda. Le piante mantengono l'apparato radicale attivo e possono sviluppare nuove radici nel nuovo suolo prima dell'arrivo del gelo invernale. Questo permette alla pianta di stabilizzarsi completamente, arrivando in primavera con un sistema radicale sano pronto a sostenere la nuova crescita.
  • Come comportarsi con le piante già acquistate in vaso durante la primavera?
    Se hai già acquistato piante in vaso a primavera, è meglio non tenerle in contenitore per tutta l'estate, poiché il ristagno idrico o la mancanza di spazio radicale potrebbero danneggiarle. È consigliabile procedere con il trapianto immediato. Per minimizzare lo shock, evita assolutamente di disturbare il pane di terra che avvolge le radici. Pianta il cespo intero così com'è nel vaso, interrandolo alla stessa profondità. Questa tecnica preserva la rete radicale delicata e riduce drasticamente lo stress post-trapianto, facilitando l'attecchimento nonostante la stagione calda.
  • Le piante da sole battante e caldo intenso richiedono accorgimenti specifici?
    Sì, le esposizioni a sud con temperature fino a 38°C e assenza d'ombra sono particolarmente critiche. Specie come tassi, pini e aceri soffrono molto la disidratazione estiva. L'autunno è ideale perché permette alle radici di assorbire acqua dal terreno umido autunnale per prepararsi al freddo. Se devi trapiantare in primavera sotto il sole cocente, assicurati un'annaffiatura abbondante immediata e continua nei primi mesi. Considera anche l'uso di pacciamatura intorno al tronco per mantenere l'umidità del suolo e proteggere le radici dal surriscaldamento diretto.
  • Quali sono i rischi di trapiantare piante a fine inverno prima della ripresa vegetativa?
    Trapiantare a fine inverno, appena prima della ripresa vegetativa, è tecnicamente fattibile e meno stressante rispetto ai mesi caldi, purché fatto tempestivamente. Tuttavia, il rischio principale è che la pianta inizi a crescere nel nuovo sito senza aver ancora sviluppato radici sufficienti per assorbire nutrienti e acqua. Se il clima diventa caldo improvvisamente, la pianta potrebbe appassire. Inoltre, molti vivai vendono piante già in piena attività vegetativa a febbraio-marzo; trapiantare queste piante specifiche comporta sempre un certo grado di shock, superiore a quello di piante in completo riposo invernale.
  • È vero che i negozi spingono sugli acquisti primaverili per abitudine più che per convenienza botanica?
    Assolutamente sì. La primavera coincide con il desiderio psicologico di rinnovare il giardino dopo l'inverno, portando i negozi a stockcare grandi quantità di piante. Questo crea un mercato di 'acquisti impulsivi' dove la pianificazione razionale viene spesso trascurata. Dal punto di vista botanico, però, vendere piante in piena attività primaverile non è ottimale per il cliente finale, poiché aumenta il rischio di fallimento del trapianto. L'acquisto in autunno o tardo inverno, quando le piante sono in riposo, garantisce una sopravvivenza e un attecchimento nettamente superiori.