terreno argilloso

Domanda : terreno argilloso

Salve. Io ho un giardino abbastanza grande, posizionato a nord. Metà porzione di giardino rimane all'ombra fino alle tre del pomeriggio.

la terra è argillosa (abbiamo impiegato due anni a ripulirlo dalle varie rotture abbandonate da precedenti ristrutturazioni). Vorrei sapere come posso ottenere un tappeto erboso fitto, anche misto a erbacce, purché sia fitto! Vi ringrazio, sul vostro sito ho imparato tantissimo sul giardinaggio!

Carlotta

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Risposta : terreno argilloso

Gentile Carlotta,

in molti desiderano avere un tappeto erboso compatto, simile appunto ad un tappeto; per ottenere un effetto perfetto, e un prato sano, ci sono molti metodi, ma è importante partire da basi solide, in modo da non dover poi praticare cure sempre più regolari. Partiamo dalle prime indicazioni che ci dai: “a terra è argillosa (abbiamo impiegato due anni a ripulirlo dalle varie rotture abbandonate da precedenti ristrutturazioni).”; quindi, il tuo giardino (come quello di molti di noi) è costituito dai resti degli scarti di cantiere dell’abitazione attorno a cui è situato; questo tipo di terreno sicuramente causa una serie di problemi, primo fra tutti una totale disomogeneità: in certe zone sarà molto drenante e costituito soprattutto da sabbia, in altre zone sarà più compatto, con pezzi di cemento e scarsamente drenate. Questo significa che, un terreno del genere, se irrigato in modo regolare, tenderà a rimanere zuppo in certe zone, e asciutto in altre. La cosa migliore da fare consisterebbe nel rimuovere i primi 30-40 cm di terreno, e sostituirli con della terra di buona qualità. Oppure, dove possibile, si potrebbe rialzare il livello del giardino, aggiungendo terra buona. Chiaro che questo tipo di lavoro costa dei bei soldi, e quindi è probabile che si tratti di operazioni che non è possibile effettuare. Se manterrai il terreno che hai adesso, considera che dovrai tu stessa controllare che le annaffiature del tappeto erboso siano regolari, annaffiando più spesso le zone dove il terreno è più drenante (si può fare). Ora, per avere un bel tappeto erboso, è necessario porlo in opera nel modo migliore e poi curarlo regolarmente. Per la zona semi-ombreggiata, con il sole solo nelle ore più calde del giorno, puoi comunque scegliere un miscuglio adatto alla mezz’ombra; scegli sementi di ottima qualità, ed evita i pacchettini del supermercato: piuttosto vai in un bel garden center, e fatti consigliare da qualcuno, spiegando che vuoi un bel prato resistente. Poi lavora bene il terreno, mescolandolo a poco stallatico sfarinato; l’ideale sarebbe lavorarlo a fondo con una motozappa (la puoi affittare nel garden center di cui sopra, o nei negozi di bricolage, un pomeriggio è più che sufficiente), il periodo migliore dell’anno è l’autunno, o l’inizio della primavera, perché il cima fresco e umido è perfetto per favorire la germogliazione e l’attecchimento dei semi. Dopo averlo lavorato compatta bene il terreno, con apposito rullo (che ti procurerai come hai fatto con la motozappa); in seguito, se hai scelto di seminare, spargi le sementi, in modo da ricoprire tutto il terreno, oppure posiziona un sottile strato di sabbia e sopra posaci il prato pronto in rotoli. Ricompatta bene con il rullo, e poi annaffia a pioggia, molto bene, in modo da bagnare il terreno in profondità. Se il clima è umido e fresco, non dovrai lavorare poi tanto per mantenere il terreno fresco, senza lasciarlo asciutto per giorni; se il clima è siccitoso, ogni due o tre giorni, annaffia bene il terreno, in modo che ‘l’acqua lo intrida per almeno 15-20 cm. Una volta spuntato il prato, risemina in eventuali zone poco fitte o spoglie. Per mantenere sempre il prato bello fitto è fondamentale arieggiarlo, in primavera o in autunno, una volta l’anno, riseminando nelle zone dove trovi delle lacune, solo dopo aver sparso sul prato del terriccio per tappeto erbosi, che contiene anche sabbia e concime rinverdente. In primavera spargi poco concime, a spaglio, senza esagerare con le dosi. E poi annaffia: l’erba per crescere deve avere una buona quantità di annaffiature; in primavera e in autunno in genere piove abbastanza da non dover annaffiare il parto, ma le estati italiane sono lunghe e siccitose, e sarà necessario annaffiare ogni due o tre giorni, possibilmente nelle prime ore del mattino, controllando che l’acqua penetri bene in profondità nel terreno, in modo da favorire lo sviluppo in profondità delle radici dell’erba.


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