Prato nel mese di febbraio

Il prato a febbraio

In questo mese ci si avvia decisamente verso la fine dell’inverno. Nella nostra penisola, tuttavia, le condizioni climatiche possono variare decisamente. Nelle regioni settentrionali le temperature, soprattutto notturne, di solito sono ancora basse e le gelate frequenti. Le nevicate non sono rare e, in generale, vi è un alto tasso di umidità. Si può dire che il prato è ancora in dormienza: consigliamo di evitare ogni operazione e, anzi, ridurre al minimo il calpestio che, con il suolo gelato, potrebbe causare danni.

Altrove, specialmente nelle regioni meridionali e lungo le coste, la situazione può essere radicalmente diversa. Le temperature minime sono più alte e il clima è in mitigato dalla presenza del mare. Non è raro quindi che la crescita possa essere già cominciata e sia necessario dedicarsi alle prime operazioni di manutenzione.

prato in inverno

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Pulizia della superficie

prato febbraio In inverno è quanto mai importante mantenere pulita la superficie del nostro prato. La presenza di residui organici o di muschio può portare a deperimento o soffocamento. Inoltre vengono favoriti i ristagni e la permanenza di umidità al suolo, causa principale dell’insorgere di malattie fungine. Il grande lavoro di rimozione delle foglie dovrebbe già essere stato fatto in autunno, ma può rendersi necessaria una seconda passata. Nel frattempo elimineremo anche, con un rastrello a maglie fini o con un coltello, le zone ricoperte dal muschio: eviteremo così che continui ad espandersi. Se durante la notte non gela più, possiamo cominciare la distribuzione del solfato di ferro, scegliendo possibilmente una formulazione in granuli. Questa garantisce una distribuzione più facile ed omogenea e un rilascio più graduale: scongiureremo in questa maniera i danni da bruciatura.

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Rimozione del feltro e aerazione del suolo

muschio prato inverno Verso la fine del mese, specie nelle aree più temperate, è possibile continuare con le operazioni di inizio primavera. In generale si possono rimuovere le parti morte tramite un’energica rastrellatura. Importante poi è favorire lo sgrondo delle acque, evitando di conseguenza dannosi ristagni. Questo risultato si può ottenere in diverse maniere. Innanzitutto possiamo fare uso di scarpe chiodate che, creando fori nel terreno, lo rendono più permeabile. Lavoriamo in una giornata non umida e effettuiamo diverse passate incrociando la direzione. Molto utile può essere inoltre, verso la fine del mese, iniziare con il carotaggio o con la scarificazione: nelle piccole aree si può effettuare una lavorazione manuale, diversamente è bene affittare o comprare un attrezzo specifico. Infine distribuiamo un leggero strato di terriccio fine.


Ripristino e concimazione

concimazione prato Terminate queste lavorazioni si saranno evidenziate aree con diradamenti se non completamente spoglie. Ciò è ancora più vero se per la realizzazione iniziale avevamo scelto essenze macroterme. Per ottenere nel più breve tempo possibile un manto folto è bene dedicarsi al ripristino o alla transemina. Acquistiamo semi specifici: germinano a temperature più basse e si insediano più profondamente e velocemente. Per avere un ottimo risultato grattiamo la superficie con un rastrello e distribuiamo poi uniformemente le sementi. Copriamo con uno strato di terriccio specifico e passiamo un rullo. Per avere un attecchimento rapido e profondo un ottimo alleato è un concime “starter” dotato di una buona dose di azoto ad effetto immediato, ma anche di fosforo e potassio per un buon radicamento. Importantissimo è anche mantenere la superficie sempre leggermente umida.


Prato nel mese di febbraio: Il primo taglio

taglio prato inverno Il primo taglio può rendersi necessario nell’ultima decade di questo mese. Di solito la ripresa vegetativa è ancora molto debole, ma il nostro scopo non è l’accorciamento dei fili. In realtà si tratta solo di rimuovere le impurità più fini che, con gli altri attrezzi, non siamo riusciti ad eliminare. La forza di aspirazione del tosaerba può infatti essere di grande aiuto, specialmente se non possediamo un aspirafoglie elettrico. È inoltre un metodo pratico per liberare un po’ il suolo e poter procedere con le altre operazioni di manutenzione, facilitandole enormemente. L’ideale è regolare l’apparecchio non troppo basso (tra i 2,5 e i 3 cm) e lavorare alla fine di una giornata calda e soleggiata, assicurandoci che le foglie risultino ben asciutte. Prima di procedere controlliamo il buon funzionamento dell’apparecchio e l’affilatura delle lame.


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