cavolo

Tecniche di giardinaggio

Cavolo - Brassica

Un orto che si rispetti non può essere orfano di uno degli ortaggi più diffusi in Italia, il cavolo. Scopriamo come si semina e come si può cucinare questa delizia di ortaggio.

di Redazione

07 settembre 2011

Generalità

Queste verdure sono tutte ibridi della stessa pianta, la Brassica oleracea; nell'arco dei millenni l'uomo ha selezionato ed ibridato le specie di brassica, che tendono anche naturalmente ad ibridarsi, in questo modo ora abbiamo a disposizione svariati ibridi di piante, la maggio parte delle quali viene utilizzata per l'alimentazione; alla famiglia della brassica appartengono infatti verza, cavolo cappuccio, broccoli, cavolfiori, senape, rape, rapanelli, colza. Dalla singola specie Brassica oleracea hanno avuto origine svariati ibridi, tra cui il cavolo verza, il cavolo cappuccio, il cavolfiore e il broccolo. Si tratta quindi di varietà molto affini, derivando tutte dalla stessa specie di pianta selvatica, che vengono quindi coltivate in modo molto simile e con le stesse esigenze colturali.

Come coltivarli

Prima di porre a dimora il cavolo da noi prescelto è bene lavorare in profondità il terreno, arricchendolo con concime naturale ben maturo, o con concime granulare a lenta cessione; il terreno deve essere ben lavorato, ricco di materia organica, e molto ben drenato. Una volta preparato l'appezzamento andremo a porre a dimora i nostri cavoli; generalmente si preferisce porre a dimora direttamente le piccole piante, in modo da sistemarle in file, distanziate di circa 45-65 cm le une dalle altre. Le piccole piante vengono preparate in semenzaio, in modo da poter posizionare i semi in luogo riparato, e non direttamente nell'orto. Dopo aver posto a dimora le piccole piante annaffiamo il terreno, e quindi attendiamo che le piante si sviluppino, annaffiando solo se il terreno rimane eccessivamente asciutto per un periodo di tempo prolungato. Dal giorno dell'impianto al giorno del raccolto trascorrono circa 70-90 giorni. I cavoli vengono coltivati durante i mesi freschi, da ottobre fino all'inizio della primavera, ed esistono moltissime varietà, da quelle che vengono poste a dimora a fine agosto, fino a quelle che prediligono i climi freddi e che quindi vanno interrate in gennaio-febbraio. Visto che la coltivazione si effettua durante i mesi più freddi e piovosi dell'anno, in generale non è necessario intervenire con le annaffiature, anche se è bene vigilare perchè il terreno non rimanga completamente asciutto per periodi di tempo eccessivamente prolungati.

Malattie dei cavoli

Può capitare che alcuni parassiti rovinino il nostro raccolto di cavoli; le malattie fungine più diffuse sono spesso dovute al freddo e all'umidità persistente sul terreno, quali marciumi basali o del colletto, muffe grige o peronospora; questo tipo di parassiti si sviluppano soprattutto in luoghi molto freddi e con grandi precipitazioni invernali, o anche a causa di carenza di ventilazione. Questo tipo di malattie fungine si prevengono con un trattamento all'impianto a base di rame e zolfo, per ripulire il terreno da eventuali spore dei funghi patogeni. I parassiti animali che più spesso colpiscono i cavoli sono gli afidi, che hanno in genere uno sviluppo autunnale e primaverile; durante l'inverno infatti questi insetti non resistono alle basse temperature. Solitamente poi gli afidi tendono ad annidarsi sulle foglie più esterne dei cavoli, che in genere vengono scartate quando si ripulisce la verdura per il consumo, quindi difficilmente si annidano sulle parti commestibili della pianta. Quando invece si pongono a dimora le giovani piante di cavolo dovremo fare grande attenzione alle lumache, che sono voraci consumatrici delle aromatiche foglie del cavolo; possiamo difenderci utilizzando le tipiche esche anti lumaca presenti in commercio; esistono anche particolari bande in materiale plastico, che creano una vera e propria barriera attorno all'appezzamento, impedendo alle lumache di raggiungere le piante.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali malattie fungine che colpiscono i cavoli e come si prevengono?
    Le malattie fungine più comuni nei cavoli sono causate dal freddo e dall'umidità persistente, includendo marciumi basali o del colletto, muffe grigie e peronospora. Queste patologie si sviluppano specialmente in condizioni di grandi precipitazioni invernali o scarsa ventilazione. La prevenzione principale consiste nel trattare il terreno all'impianto con prodotti a base di rame e zolfo, utili per eliminare le spore dei funghi patogeni e proteggere le giovani piante fin dall'inizio del ciclo colturale.
  • Come si prepara il terreno e quando si effettua la messa a dimora dei cavoli?
    Prima di piantare, è fondamentale lavorare il terreno in profondità e arricchirlo con concime naturale ben maturo o concime granulare a lenta cessione. Il substrato deve essere ricco di materia organica e molto ben drenato. La messa a dimora avviene generalmente trasferendo le piccole piante preparate in semenzaio, disposte in file distanziate tra i 45 e i 65 centimetri. Questa tecnica permette di proteggere i semi in un luogo riparato prima del trapianto definitivo nell'orto.
  • Quali parassiti animali rappresentano la minaccia maggiore per i cavoli e come difendersene?
    I parassiti animali più problematici sono gli afidi e le lumache. Gli afidi compaiono principalmente in autunno e primavera, nascondendosi spesso nelle foglie esterne che vengono solitamente scartate durante la pulizia per il consumo. Le lumache, invece, sono particolarmente voraci e distruttive per le giovani piante. Per difendersi dalle lumache si possono utilizzare esche specifiche antilumaca o installare barriere fisiche in materiale plastico attorno all'appezzamento, creando un ostacolo invalicabile per questi molluschi.
  • Quali sono i tempi di coltivazione e le cure irrigue necessarie per i cavoli?
    Dal trapianto alla raccolta trascorrono mediamente 70-90 giorni. I cavoli sono ortaggi da stagione fresca, coltivabili da ottobre fino all'inizio della primavera, con varietà che si adattano sia a semine tardive (agosto) sia a climi molto freddi (gennaio-febbraio). Poiché la coltivazione coincide con i mesi piovosi, le annaffiature sono generalmente ridotte; è sufficiente intervenire solo se il terreno rimane eccessivamente asciutto per lunghi periodi, evitando comunque i ristagni idrici che favoriscono le malattie radicali.
  • Che relazione esiste tra i diversi tipi di cavolo (verza, cappuccio, broccoli)?
    Verza, cavolo cappuccio, broccoli, cavolfiori e molti altri ortaggi comunemente distinti appartengono tutti alla stessa specie botanica, Brassica oleracea. Sono il risultato di secoli di selezione umana e ibridazione naturale sulla stessa pianta selvatica originaria. Essendo varietà geneticamente molto affini, condividono esigenze colturali simili: necessitano di terreni ricchi, fresco e ben drenati, e vengono gestite con tecniche di semina e cura analoghe, pur presentando differenze morfologiche evidenti nelle parti vegetative raccolte.

Scheda Tecnica

Brassica oleracea

Nome scientificoBrassica oleracea
FamigliaBrassicaceae
Tipo di piantaOrtaggio erbaceo annuale/biennale
OrigineSelezione umana da specie selvatiche
EsposizionePieno sole o mezz'ombra leggera
Temperatura minimaResistente al freddo, adatta ai climi freschi
TerrenoRicco di materia organica, ben drenato
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraNon rilevante per la raccolta orticola (semina/coltivazione)
AltezzaVariabile in base alla varietà (generalmente 30-80 cm)
ConcimazioneConcime naturale maturo o granulare a lenta cessione prima della messa a dimora
PotaturaNessuna richiesta specifica, eventuale rimozione foglie esterne danneggiate
MoltiplicazioneSemina in semenzaio e successiva trapianto a dimora
Malattie e parassitiPeronospora, muffe grigie, marciumi basali, afidi, lumache
Difficoltà di coltivazioneFacile, richiede terreni fertili e gestione dell'umidità