Anguria

Orto

Anguria

L'anguria risulta essere uno degli ortaggi più dolci, oltre che più grandi esistenti al mondo. Ecco come coltivarlo per ottenere di conseguenza delle vere e proprie angurie giganti.

di Redazione

22 giugno 2018

Generalità

Conosciuto fin dai tempi antichi, è stato ed è tuttora molto amato per la sua polpa fresca e dissettante. Il cocomero, detto anche anguria, (Cuccumis citrullus o Citrullus vulgaris) è pianta a ciclo vegetativo annuale; ha fusto erbaceo, lungo prostrato, a portamento strisciante, foglie pelose, picciolate, fiori gialli a corolla campanulata. Il frutto è un peponide con forma varia, dallo sferico all'ovoidale, buccia di colore dal verde scuro al biancastro, polpa rossa (ma in alcune varietà biancastra o rosea) di sapore dolce per il contenuto di zuccheri. Le dimensioni del frutto sono variabili, secondo le varietà botaniche della pianta, dal C. vulgaris maximus, grossissime, alle varietà ibride a frutto piccolo con diametro di circa 20 cm.

Varietà

ricordiamo la Crimson sweet medioprecoce con frutti di grossezza media, la Sugar baby ibrida F1, precoce, la Charleston gray 133 a frutto oblungo, tardiva, la Blue Belle Ibrido F1 rotonda, molto produttiva, l'Iimperial Ibrido F1 rotonda, precoce, la Florida Giant, La Blue Ribbon, la Ashai Miyako Ibrido F1 precoce con frutto rotondo. Le varietà più coltivate sono: il cocomero di Pistoia e di Faenza, l'ibrido Baby Funn grandi e quest'ultimo resistente alle malattie, Black Diamond, Il Klondike Blue Ribbon a frutto oblungo grande, la sugar Baby medio, ottime sono la quarantina e la Cinquantina dal tempo necessario a maturare.

Clima

predilige il clima temperato-caldo, per dare buoni risultati, vuole calore, luce e acqua in abbondanza.

Terreno

il terreno deve essere di medio impasto, sciolto, ricco di sostanza organica, profondo e permeabile con reazione da 5,5 a 7.

Propagazione

Si effettua direttamente a dimora nell'orto all'inizio primavera al sud e in aprile-maggio al nord. I semi, in numero di 2 o 3, vengono posti in buchette distanziate 1-1,5 m tra loro sulla fila e 2-2,3 m tra le file, alla profondità di circa 3-4 cm. La semina per la produzione normale avviene in aprile, in buche distanti fra loro un metro e mezzo in ogni senso e profonde una cinquantina di centimetri. Poiché il raccolto inizia in luglio si può sfruttare lo spazio fra una pianta e l'altra con un ortaggio in consociazione di assai rapido sviluppo, che possa concludere il suo ciclo prima che i cocomeri siano sviluppati al massimo. Alla semina si fanno cadere cinque o sei semi in ogni buchetta, per lasciare poi solo le due piante che si presentano più robuste. Si può seminare il cocomero anche in epoche diverse, in vasetti pieni di terriccio in colture protette per trapiantare poi a dimora, in file all'aperto o in tunnel per una coltura forzata.

Concimazione e cure colturali

si interrano 4 q/100mq di letame o composto maturi. Prima della preparazione del letto di semina, si effettua una concimazione fosfo-potassica. Le cure colturali prevedono il diradamento col quale si lasciano due piantine per ogni buchetta, la cimatura, ovvero la troncatura del tralcio primario dopo la quarta foglia, per stimolare la crescita di altri tralci che andranno ugualmente cimati, scerbature e zappature per arieggiare il terreno e tenerlo pulito dalle infestanti; un paio di interventi idrici a richiesta delle condizioni climatiche , da non effettuarsi, comunque, alla maturazione e raccolta frutti; si fanno scacchiature per eliminare germogli secondari inutili. I frutti vengono isolati dal terreno con fogli di plastica (o assicelle di legno se si tratta di poche piante) per ripararli da umidità e parassiti. Durante il ciclo vegetativo si mantiene il terreno con sarchiature e zappettature: le annaffiature si rallentano e, se possibile, si sospendono man mano si avvicina la completa maturazione. Il cocomero può essere raccolto quando si stacca il viticcio del peduncolo o appare completamente disseccato. Aiutare lo sviluppo delle piante con la somministrazione di un concime complesso come l'8-24-24 in forma granulare.

Avvicendamento

si consiglia di attendere qualche anno prima di ripetere la coltura sullo stesso terreno. L'anguria va considerata alla stregua di una coltura da rinnovo.

Consociazione

si sposa bene con molti ortaggi: cipolle, carote, lattughe, ravanelli, spinaci, pomodori, piselli ecc.

Raccolta

procede a scalare durante l'estate. Solo l'esperienza ci permette di staccare il frutto a maturazione ideale. Indicativamente il viticcio del peduncolo deve presentarsi secco e sulla scorza del frutto si deve evidenziare la tipica pruina.

Avversità

Tra le crittogame segnaliamo la peronospora che pur causando danni gravi ha manifestazioni sporadiche, l'oidio, la cladosporiosi, la tracheofusarosi e il marciume radicale, la peronospora. Tra i parassiti animali portano attacchi gli afidi, il grillotalpa, il maggiolino, le nottue, i nematodi, gli acari.

Scheda

Origine: Africa tropicale Famiglia: Cucurbitacee Genere: Cucurbita Specie: citrullus Varietà: frutto sferico, ovale, oblungo; verde scuro, verde chiaro, striato, polpa rossa, rosea, giallastra; ciclo precoce, semiprecoce, tardivo. Clima: clima: temperato-caldo, esposizione aperta e soleggiata; temperatura ottimale 21-29°C. Terreno: profondo, organico, di elevata capacità idrica; pH tendenzialmente acido. Esigenze nutritive: abbondanti letamazioni anticipate, o terricciato, misto a pollina, in presemina, unitamente a concimi ternari a elevato titolo di potassio e fosforo; nitrato potassico in copertura. Esigenze idriche : normali in fase di germogliazione, elevate e costanti in fase di sviluppo. Ciclo produttivo: annuale; occupa il terreno per 90-150 giorni. Semina: - a dimora: aprile-maggio, 5-6 semi in buchette distanti tra loro m 1-1,5; profondità di semina cm 2; quantità di seme g 15-20/mq; diradamento: piantine alte cm 3; 1-2 piante per buca; · in semenzaio: protetto, gennaio febbraio; in vasetti di cm 10 di diametro (2-3 semi per vasetto); profondità di semina cm 1; trapianto: marzo-aprile, 20-30 giorni dopo la semina; piante alte cm 10, con 4-5 foglie; distanza: tra le file, cm 150, sulla fila cm 100 germogliazione: giorni 4-15; temperatura ottimale 25-28°C, temperatura minima 20°C. Irrigazioni: l'anguria riesce molto bene in esposizioni caldissime, purché le venga assicurato un abbondante rifornimento idrico; in periodi siccitosi si usa la sommersione notturna del campo. Rispetto alle elevatissime necessità di acqua, l'anguria è dotata di un apparato radicale poco profondo; le varietà d'importazione tuttavia hanno radici più sviluppate in profondità e quindi sono meno esigenti.

Lavori Colturali

Lavori colturali: sarchiatura, scacchiatura, cimatura, eventuale diradamento Raccolta: al disseccamento del viticcio prossimo al frutto, lieve depressione della buccia attorno al peduncolo, comparsa della patina cerosa (pruina) che riveste la scorza, scricchiolio della polpa sotto pressione, tipico suono sordo che si avverte alla percussione; luglio-settembre, 90-150 giorni dopo la semina; scalare, per 1 mese Produzione media: kg 5/mq Conservazione: 20-30 giorni a 3-4°C Rotazione: coltura da rinnovo; non segue se stessa, altre cucurbitacce, patata, pomodoro, melanzana, peperone, aglio, cipolla Consociazione: non consigliabile Per l'elevata percentuale d'acqua, l'anguria è un alimento scarsamente nutritivo, ma sufficientemente energetico per il buon contenuto in zuccheri assimilabili. Si ritiene in genere che sia un frutto piuttosto indigesto, ma ciò può attribuirsi appunto al notevole contenuto idrico, che diluisce fortemente i succhi gastrici, e all'abitudine a consumarla molto fredda, quando si è accaldati, con effetto tipico delle bibite ghiacciate. L'anguria è un alimento voluminoso, che soddisfa il senso di sazietà abbastanza a lungo e per questa prerogativa viene consigliata nelle diete dimagranti, in sostituzione di qualche pasto. La sua polpa deliquescente, croccante, particolarmente dissetante, si presta alla preparazione di frullati privi di zucchero, molto utili anche per gli effetti diuretici, lassativi e disintossicanti. Con l'anguria sì può fare una periodica cura, analoga alla ben nota "cura dell'uva" La polpa deve essere perfettamente matura, cioè uniformemente rossa; le parti bianche, soprattutto in prossimità della buccia, vanno scartate.

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Domande frequenti

  • Come capire quando l'anguria è pronta per la raccolta?
    La maturazione dell'anguria si riconosce osservando tre segnali principali. In primo luogo, il viticino posto vicino al punto di attacco del frutto al tralcio deve essiccarsi completamente e diventare marrone. In secondo luogo, la zona della buccia appoggiata a terra perde la lucentezza e diventa opaca, assumendo spesso una colorazione giallo crema e sviluppando una leggera pruina cerosa. Infine, battendo leggermente il frutto con le nocche, il suono dovrebbe essere sordo e pieno, non metallico. Rimuovere il frutto con cautela per non danneggiarlo.
  • Quanto spazio serve per coltivare un'anguria nell'orto?
    Le angurie sono piante vigorose con tralci striscianti che possono estendersi notevolmente. È necessario garantire uno spazio adeguato per evitare che le foglie ombreggino altre colture o soffochino la pianta stessa. La distanza raccomandata tra le piante è di circa 1,5 metri lungo la fila e 2-2,3 metri tra le file. Se lo spazio è limitato, si possono allevare i tralci verticalmente su tutori robusti, ma la resa potrebbe ridursi rispetto alla coltivazione tradizionale a terra.
  • Qual è il momento migliore per innaffiare l'anguria?
    L'anguria necessita di molta acqua, specialmente durante la fioritura e la formazione del frutto, poiché ha un apparato radicale superficiale. Le irrigazioni devono essere regolari e abbondanti, preferibilmente al mattino presto o alla sera per ridurre l'evaporazione. Attenzione però: interrompere quasi totalmente le innaffiature 7-10 giorni prima della raccolta. Questo stress idrico controllato concentra gli zuccheri nella polpa, migliorando significativamente il sapore e la dolcezza del frutto finale.
  • È vero che l'anguria è un alimento poco nutriente?
    L'anguria è composta per oltre il 90% da acqua, quindi apporta poche calorie e nutrienti macroscopici rispetto ad altri cibi solidi. Tuttavia, non è priva di valore: fornisce zuccheri semplici per energia rapida, vitamine A e C, e minerali come il potassio. La sua proprietà principale è l'effetto dissetante, diuretico e depurativo grazie all'alto contenuto idrico. Viene spesso consigliata nelle diete ipocaloriche per saziare la fame senza apportare grassi, ma va integrata con proteine e grassi sani nei pasti principali.
  • Come proteggere i frutti dall'umidità e dai parassiti?
    Poiché il frutto tocca direttamente il suolo, rischia di marcire per l'umidità o di subire attacchi di insetti e lumache. Una pratica efficace consiste nel sollevare il frutto maturo dal terreno inserendo sotto di esso una lastra di legno, una tegola o un disco di plastica rigida. Questo isolamento mantiene il frutto asciutto, migliora la circolazione dell'aria intorno alla scorza e previene le macchie verdi o i marciumi basali, garantendo una conservazione migliore post-raccolta.

Scheda Tecnica

Citrullus lanatus (sin. Citrullus vulgaris)

Nome scientificoCitrullus lanatus (sin. Citrullus vulgaris)
FamigliaCucurbitacee
Tipo di piantaEracea annuale rampicante/strisciante
OrigineAfrica tropicale
EsposizionePieno sole, luogo caldo e riparato
Temperatura minima20°C (germogliazione ottimale 25-28°C)
TerrenoSciolto, profondo, ricco di sostanza organica, ben drenato (pH 5,5-7)
IrrigazioneAbbondante e costante durante lo sviluppo; ridurre in fase di maturazione
FiorituraPrimavera-Estate (maggio-luglio)
AltezzaStrisciante, fino a diversi metri di lunghezza dei tralci
ConcimazioneLetame maturo in pre-semina; concimi fosfo-potassici e azotati in copertura
PotaturaCimatura del tralcio principale dopo la quarta foglia; scacchiatura dei germogli laterali
MoltiplicazioneSemina diretta in aprile-maggio (Nord/Sud) o in semenzaio protetto (gen-feb)
Malattie e parassitiPeronospora, oidio, cladosporiosi, tracheofusariosi, marciume radicale, afidi, grillotalpa, maggiolini, nottue, nematodi, acari
Difficoltà di coltivazioneFacile, richiede calore e acqua