Domande e Risposte Orto e Frutta

Innesto su biancospino

Un tempo il binacospino veniva utilizzato per l'innesto dei fruttiferi, è stato abbandonato a causa della sua sensibilità ad una malattia

di Redazione

10 luglio 2012

Domanda : innest0

Salve, ho un terreno inpervio, dove ci sono molti biancospini, anche di grosse dimensioni, è vero che sono un buon portainnesto per il melo?

Risposta : innest0

Gentile Francesco, in effetti il biancospino (crataegus monogyna) veniva tradizionalmente utilizzato come portainnesto per molte piante da frutto, quali pero, melo, pesco, susino; purtroppo questo tipo di innesto è stato abbandonato negli anni, a causa del fatto che i biancospini risultano spesso molto soggetti ad una malattia, detta colpo di fuoco batterico. Si tratta di una malattia causata da un batterio, chiamato Erwynia amylovora, che colpisce in particolare le pomacee, quali meli, peri, cotogni, a anche piracanta, cotoneaster e biancospino. Questa malattia un tempo non esisteva in Europa, e quindi il biancospino veniva utilizzato senza problemi come portainnesto, essendo una pianta molto robusta e vigorosa. Da alcuni anni questo batterio è giunto in Europa dal nord America, e si sta diffondendo. Fortunatamente l’unione Europea sta cercando di contenere la diffusione di tale batterio, e quindi in commercio sono presenti moltissimi portainnesti per fruttiferi, resistenti al colpo di fuoco. Le piante colpite da questo batterio presentano fogliame che improvvisamente dissecca, a partire dagli apici di alcuni rami verso l’interno; come dice il nome comune, sembra che le piante siano state rovinate dal calore, come se qualcuno avesse accesso un fuocherello nelle vicinanze dei rami colpiti. L’unico metodo che si conosce ora come ora per contenere la malattia consiste nel rimuovere i rami colpiti e distruggerli; se la malattia si diffonde troppo, si brucia l’intera pianta. Questo batterio si diffonde nell’aria, grazie al vento, e tende a colpire le piante sui tessuti teneri dei germogli, o dove sono presenti cicatrici o tagli dovuti alle potature. Una volta penetrato in una pianta, si sviluppa e si diffonde molto rapidamente. Se ritieni che il tuo terreno possa divenire un domani un frutteto, puoi provare ad utilizzare i tuoi biancospini come portainnesti, ma preparati a vigilare spessissimo per la presenza di tale tipo di malattia, che può divenire rapidamente distruttiva, e può costringerti a rimuovere e distruggere tutte le piante presenti sul tuo terreno.

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Domande frequenti

  • Perché non si usa più il biancospino come portainnesto?
    Il biancospino era un tempo il portainnesto tradizionale per meli, peri, peschi e susini grazie alla sua robustezza e vigoria. Tuttavia, questa pratica è stata abbandonata perché il biancospino è estremamente suscettibile al colpo di fuoco batterico, una malattia devastante causata dal batterio Erwinia amylovora. Poiché il batterio colpisce gravemente sia il portainnesto che le specie innestate (specialmente le pomacee), l'uso del biancospino comporta rischi elevati di perdita totale delle colture. Oggi si preferiscono portainnesti selezionati specifici per ogni fruttifero, che offrono resistenza a questa patologia.
  • Cos'è il colpo di fuoco batterico e come si manifesta?
    Il colpo di fuoco batterico è una malattia infettiva causata dal batterio Erwinia amylovora, originario del Nord America e arrivato in Europa recentemente. I sintomi principali includono un disseccamento improvviso del fogliame e dei rami, che assumono un aspetto bruciato o carbonizzato, partendo dalle punte verso l'interno. Il nome deriva proprio dall'aspetto delle parti vegetali colpite, simili a quelle toccate dal fuoco. La malattia si diffonde rapidamente attraverso il vento, gli insetti e gli strumenti da potatura contaminati, attaccando i tessuti teneri e le ferite delle piante.
  • È possibile usare i biancospini selvatici del mio terreno per innestare frutti?
    Tecnicamente sì, poiché il biancospino è compatibile con molte piante da frutto, ma è fortemente sconsigliato farlo oggi. Utilizzare biancospini esistenti nel tuo terreno come portainnesto ti esporrebbe a un rischio altissimo di contrarre il colpo di fuoco batterico. Dato che il batterio è presente e si diffonde facilmente, qualsiasi pianta innestata su biancospino diventerebbe un serbatoio della malattia, minacciando non solo i nuovi alberi ma potenzialmente l'intero frutteto. Inoltre, dovresti monitorare costantemente le piante per individuare tempestivamente i primi sintomi di infezione.
  • Come si combatte il colpo di fuoco batterico?
    Non esiste una cura chimica definitiva per guarire le piante già infette. L'unica strategia efficace è preventiva e chirurgica: bisogna identificare immediatamente i rami colpiti (riconoscibili dal disseccamento bruciato) e rimuoverli accuratamente, sterilizzando gli attrezzi tra un taglio e l'altro. I rami asportati devono essere distrutti (bruciati o smaltiti come rifiuti speciali) per impedire la propagazione del batterio. Se l'infezione è estesa e interessa gran parte della chioma o il tronco principale, l'unica soluzione per salvare il resto del giardino è l'abbattimento e la distruzione dell'intera pianta infetta.

Scheda Tecnica

Crataegus monogyna

Nome scientificoCrataegus monogyna
FamigliaRosacee
Tipo di piantaArbusto/Albero
OrigineEuropa, Asia occidentale e Nord Africa
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoQualsiasi, ben drenato, anche arido
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
AltezzaFino a 8 metri
ConcimazioneLeggera, a fine inverno con concime organico
PotaturaLeggera, dopo la fioritura, per eliminare rami secchi o malati
MoltiplicazioneSeme, margotte o innesti
Malattie e parassitiColpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora), afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneFacile