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coltivazione dello spatisfillo

Aggiornato il 07 settembre 20115 domande frequenti
spatifillo

Lo spatifillo è una piccola pianta erbacea di origine tropicale, di semplice coltivazione. Predilige posizioni ben luminose, ma evitiamo di porre la pianta in luoghi direttamente colpiti dalla luce del sole, che potrebbe rovinare il fogliame, preferiamo luoghi luminosi, ma senza sole diretto. Le richieste di coltivazioni sono semplici: cerchiamo di mantenere il terreno umido, ma non inzuppato d’acqua, annaffiando con buona frequenza, da marzo a ottobre; durante i mesi freddi invece annaffiamo solo sporadicamente, inumidendo leggermente il substrato. Per mantenere sano l’apparato radicale evitiamo i ristagni idrici, quindi leviamo eventuali residui di acqua dai sottovasi ed evitiamo di annaffiare con grandi quantità d’acqua. Ogni 10-15 giorni all’acqua delle annaffiature aggiungiamo del concime per piante verdi. Queste piante prediligono climi freschi, con temperature superiori ai 12-15°C, per tutto l’arco dell’anno; ed amano anche l’umidità: per mantenere una elevata umidità ambientale ricordiamo di vaporizzare spesso le foglie, con acqua demineralizzata; questa operazione è particolarmente utile durante i periodi caldi e secchi dell’estate, ma anche durante l’inverno, quando l’impianto di riscaldamento asciuga eccessivamente l’aria. I giovani esemplari di spatifillo vanno rinvasati anche ogni anno, utilizzando del buon terriccio fresco; gli esemplari adulti invece possono rimanere sempre nello stesso vaso, ma in primavera rimuoviamo lo strato superficiale di terreno e sostituiamolo con del buon terriccio universale. Se desideriamo ottenere nuove piante dal nostro spatifillo già grande e ben sviluppato possiamo semplicemente dividere il cespo di foglie, rinvasando singolarmente porzioni delle grosse radici rizomatose: praticando quest’operazione è importante mantenere almeno 3-4 foglie sane e grandi per ogni porzione di rizoma praticata.

Domande frequenti

  • Quante volte devo innaffiare lo spatifillo?
    La frequenza di irrigazione varia in base alla stagione. Da marzo a ottobre, mantieni il terreno umido annaffiando con buona frequenza, evitando però i ristagni idrici che danneggiano le radici. Rimuovi sempre l'acqua in eccesso dai sottovasi. Durante i mesi invernali, riduci drasticamente le annaffiature, limitandoti a inumidire leggermente il substrato sporadicamente per prevenire il marciume radicale.
  • Qual è il posto migliore per posizionare lo spatifillo in casa?
    Lo spatifillo predilige posizioni ben luminose, ma mai esposte alla luce diretta del sole, che potrebbe bruciare e rovinare il fogliame. Assicurati che la pianta riceva luce indiretta sufficiente. Inoltre, ama l'umidità ambientale: vaporizza spesso le foglie con acqua demineralizzata, specialmente in estate o in inverno quando il riscaldamento domestico rende l'aria troppo secca.
  • Come si moltiplica lo spatifillo?
    Il metodo più efficace è la divisione dei cespi. Prendi un esemplare adulto e dividi il gruppo di foglie insieme alle grosse radici rizomatose. È fondamentale che ogni nuova porzione di rizoma abbia almeno 3-4 foglie sane e grandi per garantire la sopravvivenza. Rinvasa poi ciascuna parte singolarmente in vasi adatti con terriccio fresco.
  • Quando e come va fatto il rinvaso?
    I giovani esemplari richiedono il rinvaso annuale per adattarsi alla crescita, utilizzando sempre terriccio fresco. Gli esemplari adulti, invece, possono restare nello stesso vaso per anni: in primavera basterà rimuovere lo strato superficiale del terreno vecchio e sostituirlo con nuovo terriccio universale. Questo rinnovo superficiale garantisce nutrienti sufficienti senza disturbare eccessivamente l'apparato radicale.
  • Che tipo di concimazione richiede lo spatifillo?
    Per mantenere la pianta sana e vigorosa, aggiungi del concime specifico per piante verdi all'acqua delle annaffiature. La frequenza consigliata è ogni 10-15 giorni durante il periodo vegetativo attivo. Questo apporto nutritivo regolare supporta la crescita fogliare e favorisce la fioritura, integrando le sostanze essenziali che il terreno perde col tempo.

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