Stagno

Principali caratteristiche dello stano

Il giardino di casa se curato in maniera opportuna può diventare un'oasi privata per concedersi un momento di relax. Oltre agli arredi e alle piante un altro elemento può arricchire ulteriormente il vostro spazio verde: lo stagno. Bisogna però iniziare facendo una piccola premessa. Spesso si parla di stagno e laghetto come fossero la medesima cosa. In realtà tra i due esistono delle differenze. Lo stagno infatti rispetto al laghetto artificiale è meno profondo, basti pensare che la sua profondità massima raggiunge il livello di mezzo metro. Possiede poi una vegetazione più ricca, che può galleggiare in superficie o essere sommersa. Lo stagno può essere visto dunque come un vero e proprio microcosmo popolato da una sua flora e fauna, per la cui buona sopravvivenza è bene rispettare alcune regole. Ad esempio le dimensioni dello stagno non devono essere troppo ridotte, in quanto dalla quantità d'acqua che riesce a contenere dipende la vita degli esseri che abitano al suo interno, influenzando anche la capacità della flora e della fauna di reagire agli sbalzi termici senza subire danni.
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Come realizzare uno stagno in un giardino domestico

Ttelo stagno artificiale Per realizzare uno stagno nel giardino di casa con la tecnica del fai da te è bene seguire alcune piccole regole per una buona riuscita. Innanzitutto è indispensabile non realizzarlo in muratura, piuttosto è preferibile orientarsi verso la realizzazione con un telo in PVC, facilmente reperibile in commercio. Prima di tutto bisogna individuare un punto strategico in cui collocarlo, in genere il punto più basso dove l'acqua naturalmente tenderebbe a raccogliersi. Inoltre bisogna tenere conto delle dimensioni dello spazio a disposizione in giardino. Fatto ciò si segna quella che sarà la riva dello stagno e si procede allo scavo della profondità desiderata, al termine del quale vanno rimossi i residui che potrebbero compromettere la posa del telo. Prima di stendere il telo è bene posizionare sul fondo della buca uno strato di sabbia, che fungerà da cuscinetto. Dopo il posizionamento è necessario ancorare i bordi del telo con l'uso di rocce da giardino. Infine andranno poste sul fondo uno strato di substrato e rocce di varie dimensioni che faranno da habitat per le piante e la fauna dello specchio d'acqua.

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Come arredare e popolare uno stagno

Ninfee stagno Dopo aver predisposto il telo nel letto dello stagno bisogna procedere all'arredo. Per riempirlo e abbellirlo si possono disporre lungo la riva del substrato, piante, rocce ornamentali. Per quanto riguarda la popolazione dello stagno in esso possono convivere vari esemplari di flora e fauna. Le piante possono essere sommerse e galleggianti (o idrofite) o semi-galleggianti (elofite). Queste ornano il bordo dello stagno e contribuiscono all'ossigenazione dell'acqua. Le piante acquatiche più utilizzate sono le canne, le ninfee e le tife. Per quanto riguarda la fauna in genere è costituita da animali che vivono in acque basse o anche sulla terra. Potete inserire pesci, rane, tartarughe, coleotteri o anche oche, in base allo spazio disponibile. Fattori fondamentali per la flora e la fauna sono l'illuminazione e la temperatura. Dalla luce dipende infatti la fotosintesi delle piante, per cui la presenza di piante galleggianti, comportando zone d'ombra, ostacolerà questo processo nelle piante sommerse. La temperatura poi va tenuta sotto controllo, soprattutto in estate per preservare piante e animali nello stagno.


Stagno: Come effettuare la manutenzione

Flora laghetto Primo aspetto da curare sempre è la pulizia dell'acqua, visto che in essa si trovano creature viventi. Per far ciò vanno eliminate regolarmente foglie morte galleggianti perchè potrebbero compromettere la corretta ossigenazione delle acque, soprattutto in inverno. Per lo stesso motivo è utile assicurarsi che nella stagione fredda non si formi sulla superficie una lastra di ghiaccio. Questo si può evitare lasciando alcuni tronchi d'albero galleggiare all'interno delllo stagno. La manutenzione va effettuata ogni anno, nel periodo a cavallo tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. Questo per far sì che gli animali dello stagno siano ancora attivi e non in letargo, e possano allontanarsi liberamente durante le operazioni. Inoltre quanto minori saranno le dimensioni del bacino d'acqua, quanto più spesso andrà svolta la manutenzione dello stesso.


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