Pioppi

Botanica

Piante latifoglie

Esistono famiglie diverse di piante a alberi che si distinguono in due divisioni, angiosperme e gimnosperme, le prime con fiore, le seconde con seme nudo. Le piante latifoglie presentano una foglia larga a differenza delle conifere, che sono aghiformi o con foglia piatta a scaglie triangolari.

di Redazione

17 ottobre 2014

Le piante latifoglie

Le piante e gli alberi latifoglie si possono distinguere per la caratteristica di avere il seme avvolto da un frutto, in questo modo risulta protetto e ne viene facilitata la disseminazione. Il fiore delle angiosperme è composto da diverse parti, alcune sterili, sepali e petali, altre fertili, stami. Negli stami si differenziano i pollini che serviranno poi per far nascere nuove piante. L'impollinazione delle piante latifoglie non avviene solamente tramite il vento come per le gimnosperme, ma soprattutto grazie all'azione di insetti o a volte uccelli. Le angiosperme possono essere monocotiledoni o dicotiledoni. I cotiledoni sono foglie embrionali che servono come nutrimento dell'embrione. Le latifoglie possono essere piante erbacee, legnose, arbustive od arboree, a foglie persistenti o caduche.

Caratteristiche delle piante latifoglie

Le foglie hanno forma molto variabile e i fiori maschili e femminili sono uniti o separati, quindi entrambi sulla medesima pianta o su piante differenti. Le latifoglie hanno la caratteristica, in alcune specie, di far ricrescere i germogli dai ceppi quando la parte aerea, rami e foglie, vengano tagliati o danneggiati dal fuoco. Un'altra caratteristica delle latifoglie arboree è che hanno un legno secondario costituito da cellule di diverso tipo: vasi conduttori, fibre di sostegno e cellule parenchimatiche. Molte latifoglie hanno degli organi di riserva che consentono loro di ricostituire l'apparato vegetativo e la fioritura quando le condizioni ambientali sono favorevoli. Questi organi possono essere il fusto, i tuberi o le foglie succulente come nei bulbi di cipolla o in radici come nelle carote e nel ravanello.

Nomi di piante e alberi latifoglie

Le piante della divisione delle angiosperme, quindi delle piante e degli alberi latifoglie appartengono a tipologie di piante diverse, sia ad arbusto, sia arboree, sia erbacee, quindi una diversità piuttosto evidente e che raggruppa numerose caratteristiche diverse. Il Noce, il Castagno, il Pioppo bianco, la Roverella, il Pioppo tremolo, il Sorbo degli uccellatori, il Salice, il Ciliegio selvatico, l'Ontano nero, il Maggiociondolo, l'Ontano bianco, la Robinia, la Betulla, l'Acero montano, il Carpino nero, il Tiglio, il Nocciolo, il Mirtillo, il Faggio, il Frassino, l'Euforbia, il Ricino, l'Olmo, il Moro, il Fico, la Canapa, il Papavero, il Cappero, la Mimosa, il Pisello, la Malva, il Cotone, la Vite, gli Agrumi in generale, il Baobab, il Papiro, il Giglio, il Frumento, l'Orchidea, la Palma, l'Asparago, l'Aglio.

Le conifere

Le conifere sono piante vascolari con semi che sono contenuti all'interno di un cono, sono piante legnose e per lo più appartengono al genere arboreo con pochi e rari arbusti. Le conifere hanno una conformazione tipica con tronco singolo e con rami laterali. Le foglie di moltissime conifere sono aghiformi, con alcune eccezioni con foglie piatte a scaglie triangolari. Il colore delle foglie può variare a seconda della specie, anche se quasi tutte sono sempreverdi e le foglie possono rimanere molti anni sulla pianta. Solo tre generi perdono le foglie in autunno: il Larix, il Taxodium e la Metasequoia. Molte specie di conifere producono una particolare resina che le aiuta a difendersi da funghi e insetti. Gli aghi servono come difesa dalla disidratazione o dalle condizioni ambientali estreme.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è la principale differenza tra piante latifoglie e conifere?
    La distinzione fondamentale risiede nella struttura del seme e della foglia. Le piante latifoglie, appartenenti alle Angiosperme, possiedono semi racchiusi all'interno di un frutto e foglie ampie e piatte. Al contrario, le Conifere (Gimnosperme) presentano semi 'nudi', solitamente contenuti nelle pigne, e foglie trasformate in aghi o scaglie triangolari per ridurre la traspirazione. Inoltre, mentre le latifoglie affidano spesso l'impollinazione agli insetti, le conifere dipendono prevalentemente dal vento.
  • Cosa sono le monocotiledoni e le dicotiledoni?
    Sono le due grandi classi in cui si dividono le Angiosperme (latifoglie), basandosi sul numero di cotiledoni, ovvero le prime foglie embrionali che nutrono la pianta durante la germinazione. Le dicotiledoni possiedono due cotiledoni e includono la maggior parte degli alberi e arbusti comuni (come querce e rose). Le monocotiledoni ne hanno uno solo e comprendono piante come palme, graminacee e orchidee. Questa differenza influisce sulla venatura delle foglie e sull'organizzazione dei tessuti vascolari.
  • Come si riproducono le piante latifoglie rispetto alle conifere?
    Le piante latifoglie utilizzano il fiore come organo riproduttivo, proteggendo il seme all'interno di un frutto maturo. L'impollinazione avviene principalmente tramite agenti biotici come insetti, uccelli o mammiferi, che trasportano il polline. Questo meccanismo favorisce una maggiore specificità rispetto alle conifere, che affidano il polline al vento (impollinazione anemofila). La protezione offerta dal frutto facilita inoltre la dispersione dei semi nell'ambiente circostante.
  • Quali esempi comuni di piante latifoglie posso trovare in giardino?
    Esiste un'enorme varietà di latifoglie, dagli alberi ornamentali come Acero, Tiglio, Betulla e Faggio, ai frutti come Ciliegio, Olivo, Vite e agrumi. Non mancano gli arbusti come Mirtillo, Rosa e Ligustro, né le erbacee come Malva, Papavero e Giglio. Anche piante apparentemente diverse come la Palma o il Bambù rientrano in questa categoria botanica. La scelta dipende dall'esposizione e dal clima, poiché le esigenze variano notevolmente tra le diverse specie elencate.
  • Perché alcune latifoglie perdono le foglie in autunno?
    Le latifoglie si classificano in caduche (che perdono le foglie) e persistenti (sempreverdi). Quelle caduche interrompono la fotosintesi e abbandonano le foglie per conservare acqua ed energia durante l'inverno, quando le basse temperature e la scarsa luce rendono difficile la sopravvivenza del tessuto fogliare. Le foglie persistenti, invece, possiedono cuticole spesse o strutture che resistono al freddo, mantenendo la capacità fotosintetica tutto l'anno.

Scheda Tecnica

Angiosperme

Nome scientificoAngiosperme
FamigliaDiversa (es. Betulaceae, Rosaceae, Fabaceae)
Tipo di piantaErbacea, arbustiva, arborea
OrigineDiffuse globalmente
EsposizioneVariabile in base alla specie
TerrenoVarie tipologie
IrrigazioneIn base alle esigenze specifiche
FiorituraPrimavera-Estate (varia)
AltezzaDa pochi cm a decine di metri
ConcimazioneNecessaria per crescita ottimale
PotaturaSecca o verde, a seconda della specie
MoltiplicazioneSeme, talea, innesto
Malattie e parassitiFunghi, insetti defogliatori
Difficoltà di coltivazioneMedia/Alta (diversificata)