terriccio

Domande e Risposte Giardinaggio

terra usata

Il terriccio esausto viene in genere gettato tra i rifiuti, se le piante in esso coltivate non erano malate esistono vari modi in cui riutilizzarlo

di Redazione

15 marzo 2012

Domanda : terra usata

Quando rinvaso una pianta che uso posso fare del vecchio terriccio?

Risposta : terra usata

Gentile Laura, il terriccio nuovo e fresco, quello che comprimo in vivaio, è ricco di Sali minerali, che con il passare del tempo le nostre piante assorbono; in particolare ogni pianta, a seconda del tipo, della specie, e delle dimensioni, assorbe dal terreno un certo tipo di Sali minerali, piuttosto che altri, e in modo più o meno rapido. Quando cambiamo il terreno presente in un vaso, è perché, nonostante l’aggiunta di concime dall’esterno, tale substrato è ormai esausto, e quindi non contiene più grandi quantità di sostanze quali azoto, fosforo e potassio, o quantomeno non ne contiene in quantità sufficienti o in qualità interessanti per le nostre piante. Quindi ci troviamo con un terreno privo di Sali minerali utili, che spesso però ha accumulato Sali minerali poco utili, come avviene per il calcare contenuto nell’acqua delle annaffiature. Oltre a questo succede spesso che nel terreno si siano sviluppati parassiti di vario tipo, quali muffe, funghi o insetti, che sarebbero dannosi per la pianta. I vantaggi che può ancora mostrare sono dovuti più che altro all’impasto del terriccio che, pur essendo privo di Sali minerali, può essere ancora soffice e permeabile. Quindi, se la pianta che veniva coltivata in quel terriccio è perfettamente sana, allora possiamo utilizzare il terriccio esausto per migliorare l’impasto del terreno nelle aiole del giardino o dell’orto, spargendolo sulla superficie ed interrandolo con una zappa; oppure possiamo utilizzarlo per migliorare la composizione del cumulo contenuto nel composter, che spesso contiene troppi scarti verdi. Oppure possiamo mescolarlo con del buon stallatico, porlo in un angolo del giardino, e lasciarlo “maturare” fino all’anno successivo, quando potremo utilizzarlo per qualsiasi scopo. Molto utile risulta spesso aggiungere del terriccio di questo tipo alle aiole dell’orto o anche alla base degli arbusti a dimora da lungo tempo, che spesso soffrono a causa di un terreno eccessivamente compatto. Se la pianta in esso contenuta presentava delle malattie di qualsiasi genere sarebbe opportuno gettarlo; volendo possiamo provare a recuperarlo lasciandolo asciugare alla luce solare e poi compostandolo. Se il terriccio è quello contenuto in un piccolo vaso, o non siamo sicuri che la pianta in esso contenuta sia perfettamente sana, allora forse è il caso di gettarlo; nei comuni in cui si fa la raccolta differenziata dei rifiuti, spesso il terriccio viene considerato uno scarto da inserire nel sacchetto dell’organico, e non uno scarto verde. Quindi prima di gettarlo nel sacchetto sbagliato chiedete al vostro comune come utilizza i vari tipi di rifiuti e dove ritengono più giusto inserire i residui di terriccio.

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Domande frequenti

  • Posso riutilizzare il terriccio esausto per rinvasare nuove piante?
    In linea generale, sconsigliamo di riutilizzare il terriccio esausto direttamente per rinvasare nuove piante, poiché è povero di nutrienti essenziali come azoto, fosforo e potassio. Inoltre, potrebbe contenere residui di sali nocivi (come il calcare) o patogeni. Tuttavia, se la pianta precedente era sana, puoi usare quel terriccio per migliorare la struttura del suolo in giardino, interrandolo nelle aiole o miscelandolo allo stallatico per farlo maturare. In questi casi, agisce come ammendante strutturale piuttosto che come substrato nutritivo immediato.
  • Cosa fare del terriccio se la pianta era malata?
    Se la pianta coltivata nel terriccio presentava malattie fungine, batteriche o infestazioni parassitarie, la regola d'oro è smaltirlo correttamente per evitare contaminazioni. L'ideale è gettarlo nella raccolta dell'organico, verificando sempre le normative comunali specifiche. Un metodo alternativo, seppur rischioso, prevede l'esposizione del terriccio alla luce solare diretta per sterilizzarlo tramite raggi UV, seguito da un processo di compostaggio accurato. Tuttavia, per sicurezza sanitaria delle future colture, lo smaltimento rimane la scelta più prudente.
  • Come posso recuperare il terriccio esausto per usarlo in orto o giardino?
    Il terriccio esausto, purché sano, è ottimo per migliorare la struttura fisica del terreno. Puoi spargerlo sulla superficie delle aiole ortive o ornamentali e interrarlo leggermente con una zappa per aumentarne la permeabilità. Un'altra opzione efficace è aggiungerlo al cumulo del compostatore, bilanciando gli scarti verdi ricchi di azoto, oppure mescolarlo con stallatico maturo e lasciarlo riposare in un angolo del giardino per un anno, ottenendo così un ammendante ricco e strutturato.
  • Perché il terriccio esaurito diventa inadatto alle piante?
    Con il tempo, le piante assorbono i sali minerali essenziali necessari alla crescita, impoverendo il substrato. Contemporaneamente, il terriccio tende ad accumulare sostanze indesiderabili, come i residui di calcare derivanti dalle acque di irrigazione. Anche aggiungendo fertilizzanti esterni, la capacità di ritenzione nutrizionale del vecchio substrato diminuisce drasticamente. Inoltre, l'impasto può compattarsi o sviluppare microrganismi patogeni, rendendolo inefficace e potenzialmente dannoso rispetto al terriccio fresco specifico per la semina o il rinvaso.
  • Dove devo buttare il vecchio terriccio nella raccolta differenziata?
    La gestione del terriccio usato varia in base alle normative locali. In molti comuni, il terriccio esausto è considerato rifiuto organico e deve essere conferito nel sacchetto dell'umido/organico, distinguendosi dagli scarti verdi vegetali. È fondamentale verificare il regolamento del proprio municipio, poiché alcune città potrebbero richiedere il conferimento in ecocentro o prevedere regole diverse. Non confonderlo mai con la plastica o il vetro, e assicurati che non contenga residui chimici o piante malate che potrebbero alterare il processo di compostaggio cittadino.