Lepidotteri

Parassiti e Malattie

Lepidotteri

Sono più di 160.000 le specie di lepidotteri, più comunemente noti come farfalle. Allo stadio larvale questi insetti sono voraci divoratori di piante.

di Redazione

04 gennaio 2017

Informazioni generali

I lepidotteri sono un ordine di insetti di circa 160.000 specie, più comunemente noti come farfalle e falene. La maggior parte delle specie conosciute appartiene al sottordine della Glossata. Il nome "lepidottero" deriva dall'unione delle parole greche "scaglia" e "ala", con riferimento alle scaglie, disposte come le tegole di un tetto, che ricoprono le ali. Sono proprio queste squame che, insieme a numerosi pigmenti chimici, regalano le variegate colorazioni agli esemplari adulti di lepidottero. I lepidotteri possono essere di diverse dimensioni: le farfalle più grandi si trovano nelle zone tropicali, nei Paesi mediterranei invece sono di dimensioni più contenute. I lepidotteri si spostano in volo, passando da tragitti molto brevi per alcune specie a vere e proprie migrazioni per altre, fino a 2500 km. Questi insetti sfuggono generalmente ai predatori grazie ai loro colori che ne permettono la mimetizzazione o che avvertono vivacemente gli altri animali della presenza di sostanze tossiche o repellenti, talvolta accompagnati da suoni e odori particolari.

Ciclo biologico

Il ciclo biologico dei lepidotteri è composto da quattro stadi: uovo, bruco, pupa e forma adulta. In ogni stadio cambiano considerevolmente forma e abitudini alimentari (metamorfosi). Le uova vengono deposte sulle foglie, dove si schiudono facendo fuoriuscire le larve, o bruchi. I bruchi sono di forma cilindrica allungata e si mimetizzano bene con il fogliame; possono avere setole e si spostano con tre paia di zampe toraciche e con delle pseudozampe addominali. Hanno un potente apparato masticatore e si nutrono di foglie e legno. Giunti a maturità le larve si incrisalidano all'interno di un bozzolo o restano ancorate a un substrato mediante un supporto di seta: è il momento in cui si trasformano in pupa. Dal rivestimento della pupa uscirà la farfalla (sfarfallamento), che a sua volta potrà dare vita ad un altro ciclo biologico deponendo nuove uova. I cicli biologici dei lepidotteri variano generalmente da due a quattro ogni anno.

Caratteristiche morfologiche

I lepidotteri nella loro forma adulta hanno un corpo distinto in capo, addome e torace; le ali e le zampe sono appendici del torace. Ogni lepidottero ha due paia di ali e generalmente quelle anteriori sono più grandi delle posteriori. Le ali dei lepidotteri sono membranose e sono attraversate da fibre nervose e tubicini che trasportano ossigeno. Sulla testa, di dimensioni contenute, sono collocati occhi composti, formati da centinaia di piccole lenti. Talvolta sono presenti anche occhi semplici, chiamati ocelli. Tra gli occhi sono poste le antenne, fondamentali in quanto organi di senso chimico e tattile. La maggior parte dei lepidotteri si nutre di liquidi zuccherini come il nettare attraverso una spirotromba, una sorta di proboscide che a riposo viene avvolta a spirale sotto il capo. La spirotromba può raggiungere anche dimensioni triple rispetto al corpo della farfalla, permettendole di nutrirsi vibrandosi in volo sopra il fiore. Le farfalle sprovviste di spirotromba si cibano di polline.

Danni provocati

I lepidotteri adulti sono innocui per le piante, ma allo stadio larvale sono voraci divoratori di foglie. I bruchi si dividono in tre categorie: bruchi minatori, che scavano gallerie nelle foglie e nel legno; bruchi defogliatori, che lasciano solo la nervatura della foglia; bruchi ricamatori, che lasciano un ricamo sulla patina della foglia di cui si nutrono. Per debellare questo parassita è importante eliminare subito manualmente le uova dalle piante. Se l'infestazione è estesa però è necessario ricorrere a insetticidi chimici o naturali. I rimedi chimici vanno usati solo se le infestazioni sono di grave entità, visto il loro impatto negativo sull'ecosistema. Esistono ormai infatti numerosi rimedi naturali efficaci contro i bruchi, come il piretro e il bacillus thuringiensis. Il piretro è una sostanza estratta dai fiori, che ha però lo svantaggio di debellare sia gli insetti nocivi che quelli utili. Il bacillus thuringiensis è un batterio presente nel suolo che neutralizza le larve.

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Domande frequenti

  • Quali danni causano i lepidotteri alle piante?
    Gli adulti sono innocui, ma le larve (bruchi) sono voraci divoratrici. Si classificano in tre tipi: i minatori scavano gallerie in foglie e legno; i defogliatori mangiano il tessuto fogliare lasciando solo le nervature; i ricamatori perforano la superficie creando effetti decorativi simili a ricami. L'attività larvale compromette gravemente la fotosintesi e la salute della pianta ospite.
  • Come riconoscere un'infestazione di lepidotteri?
    L'infestazione si manifesta con foglie bucherellate, ridotte a sole nervature o con gallerie interne. Osservando attentamente, puoi trovare le uova deposte sulle pagine fogliari o i bruchi stessi, spesso mimetizzati con il verde. La presenza di escrementi solidi sulle foglie o sui rami sottostanti è un altro segnale distintivo dell'attività nutritiva delle larve.
  • È possibile eliminare i bruchi con metodi naturali?
    Sì, esistono efficaci alternative ecologiche. Il Bacillus thuringiensis è un batterio specifico che neutralizza le larve senza danneggiare altri organismi. Il piretro, estratto dai crisantemi, agisce come insetticida ad ampio spettro ma elimina anche gli insetti utili. Per infestazioni lievi, la raccolta manuale delle uova e dei bruchi rimane il metodo più sicuro ed immediato.
  • Quando usare gli insetticidi chimici contro i lepidotteri?
    Gli insetticidi chimici dovrebbero essere considerati solo come ultima risorsa per infestazioni di grave entità, dato il forte impatto negativo sull'ecosistema e sugli insetti impollinatori. Prima di procedere, prova sempre con metodi meccanici (rimozione manuale) o biologici (Bacillus thuringiensis). L'uso indiscriminato di prodotti chimici può creare resistenze e squilibri ambientali duraturi.
  • Quanto dura il ciclo vitale di un lepidottero?
    Il ciclo comprende quattro fasi: uovo, bruco, pupa e adulto. La durata varia notevolmente: alcune specie compiono due cicli annuali, altre fino a quattro. La fase larvale è quella più breve ma intensamente nutritiva, mentre la metamorfosi in pupa richiede tempo prima dello sfarfallamento. Le condizioni climatiche influenzano direttamente la velocità di sviluppo di ogni stadio.