platycerium

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Felce a corna di cervo

Le platycerium o felci a corna di cervo sono delle felci molto adatte alla coltivazione in appartamento per l'elevato valore ornamentale e per la semplicità con la quale si coltivano

di Redazione

02 novembre 2011

Felce a corna di cervo

Bellissime felci, dal portamento elegante, e felci a corna di cervo si chiamano in latino platycerium, e provengono dalle foreste del Madagascar e dell'Australia; in natura si comportano da epifite, ovvero le loro radici non affondano nel terreno, ma nei pochi detriti decomposti che si possono trovare alla biforcazione dei rami degli alti alberi. Per poter sopravvivere in queste condizioni i platycerium sono evoluti, producendo due diversi tipi di foglie; alla base del cespo di foglie, che spunta da un tozzo rizoma, troviamo infatti delle foglie sterili a forma di scudo, spesse, leggermente spugnose, che coprono le radici, per mantenerle umide; con il passare del tempo queste foglie tondeggianti tendono a disseccare, formando una specie di fusto ingrossato e quasi sferico attorno all'apparato radicale. Tra le foglie sterili oltre all'acqua spesso si fermano detriti provenienti da altre piante, che con il tempo tendono a formare del suolo. Le altre foglie della felce a corna di cervo sono quelle fertili, le foglie a cui la pianta deve il nome comune: sono ampie, spesso arcuate, lobate, a formare la struttura di un grande palco di corna. Il fogliame, di un bel verde scuro, è ricoperto da una sottile pellicola di peletti, simili a quelli presenti sulla buccia delle pesche, che rende il fogliame opaco.

Coltivare la felce a corna di cervo

Questa pianta è decisamente adatta alla vita in appartamento, infatti vive senza problemi in luoghi non eccessivamente luminosi, come avviene per qualsiasi felce; la particolare pellicola presente sul fogliame ed il colore scuro però impediscono ai raggi solari di rovinare il fogliame che ne viene colpito, quindi anche se per sbaglio dovessimo posizionare la nostra felce in un luogo eccessivamente luminoso, difficilmente la pianta ne risentirà in modo grave. Necessita in inverno di temperature superiori ai 12-15°C, quindi già in settembre o ottobre deve forzatamente trovare posto in casa, perchè le temperature notturne cominciano ad essere troppo basse. Poniamo il nostro platycerium in un vaso ampio, non eccessivamente profondo, riempito con del terriccio per piante epifite, come ad esempio quello per le orchidee. Spesso le piante di questa felce sono molto ampie, mentre l'apparato radicale è di dimensioni compatte; per questo motivo sarà necessario riempire parte del vaso con ciottoli, per fare in modo che il peso delle fronde non lo rovesci; oltre a questo potrebbe essere necessario fissare la pianta al vaso con del filo metallico, per evitare che al primo colpo d'aria venga scalzata dal terreno incoerente. Si procede in genere utilizzando un filo metallico molto sottile, che va fatto girare attorno alla pianta, inserito nel vaso e fatto uscire dal foro di scolo dell'acqua, dove va fermato.

Annaffiare la felce a corna di cervo

Come avviene per la gran parte delle felci, la vita di questa pianta avviene in luoghi umidi e freschi; per ottenere una pianta rigogliosa e sana è bene annaffiare spesso il terriccio alla base del cespo di foglie, mantenendolo sempre leggermente umido; è anche bene vaporizzare spesso la pianta, soprattutto in estate e quando in casa è attivo l'impianto di riscaldamento o di climatizzazione. Da marzo a settembre possiamo anche fornire del concime per piante verdi, ogni 12-15 giorni, in piccole dosi. Il rinvaso avviene quando la pianta comincia ad essere di dimensioni eccessive rispetto al vaso; scegliamo un contenitore di poco più grande rispetto a quello in cui la pianta è invasata. Periodicamente rimuoviamo le foglie rovinate o secche, in modo da favorire lo sviluppo di fogliame nuovo.

Una felce molto particolare

I platycerium provengono da zone della terra dove il clima non è costantemente umido, ma con alternanza di stagioni umide e stagioni completamente secche; per sopravvivere queste piante si sono evolute in modo particolare rispetto ad altre felci, infatti hanno un ciclo vitale simile a quello delle piante succulente, ovvero la fotosintesi e il metabolismo acido delle crassulacee. Questo significa che i platycerium possono tranquillamente sopravvivere anche in condizioni aride ed asciutte, chiudendo gli stomi del fogliame per evitare che l'acqua in esso contenuto evapori. Per questo motivo queste felci sono particolarmente adatte a vivere in casa, poichè periodi di siccità, in cui ci scordiamo di annaffiarle, non portano a danni gravi alla pianta.

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Domande frequenti

  • La felce a corna di cervo può crescere attaccata a un tronco invece che in vaso?
    Sì, in natura le Platycerium sono epifite e crescono sui rami degli alberi. In coltivazione domestica è possibile fissarle a pezzi di corteccia o legno usando filo di rame o nylon, simulando il loro habitat naturale. Questa tecnica richiede però maggiore attenzione all'umidità ambientale, poiché il substrato si asciuga più velocemente rispetto al vaso. È fondamentale garantire un'alta umidità nell'ambiente circostante per evitare che le radici si disidratino rapidamente.
  • Perché le foglie sterili a forma di scudo diventano marroni e secche?
    Le foglie sterili (quelle a forma di scudo alla base) hanno la funzione di proteggere le radici e trattenere acqua e detriti organici. Con il tempo, queste foglie si degradano naturalmente, diventando marroni e secche, formando uno strato simile a terra. Non vanno rimosse immediatamente perché continuano a nutrire la pianta grazie alla decomposizione dei materiali intrappolati. Vanno eliminate solo quando sono completamente fragili o se ostacolano la crescita di nuove fronde fertili.
  • Quante volte bisogna innaffiare la felce a corna di cervo?
    Il substrato alla base del cespo deve rimanere leggermente umido, ma mai zuppo. In primavera ed estate, innaffiare regolarmente quando la superficie inizia ad asciugarsi. In inverno, ridurre le irrigazioni poiché la pianta cresce meno. Inoltre, è cruciale nebulizzare frequentemente le foglie, specialmente in ambienti riscaldati o climatizzati, per replicare l'umidità delle foreste tropicali. La pianta tollera brevi periodi di siccità meglio di un'esposizione costante all'umidità stagnante.
  • Qual è la temperatura minima tollerata dalla Platycerium?
    La temperatura minima consigliata è di 12-15°C. Sotto questi valori, la pianta rischia danni seri al apparato radicale e alle fronde. Per questo motivo, durante l'autunno inoltrato (settembre-ottobre), è necessario spostarla in casa. Non tollora le correnti d'aria fredda né i raggi diretti del sole, preferendo posizioni luminose ma filtrate. Un ambiente interno con buona ventilazione ma senza sbalzi termici bruschi è ideale per la sua sopravvivenza invernale.
  • Come si concima correttamente questa felce?
    Somministrare concime liquido specifico per piante verdi o per orchidee, diluito leggermente, ogni 12-15 giorni dal mese di marzo a settembre. Durante l'inverno, sospendere la concimazione poiché la pianta entra in una fase di crescita ridotta. Utilizzare dosi minime per evitare accumuli di sali minerali che potrebbero bruciare le delicate radici epifite. L'obiettivo è fornire nutrienti sufficienti per sostenere la produzione di grandi fronde fertili senza sovraccaricare il substrato.

Scheda Tecnica

Platycerium

Nome scientificoPlatycerium
FamigliaPolypodiaceae
Tipo di piantaEpifita
OrigineMadagascar e Australia
EsposizioneLuce indiretta, ombra parziale
Temperatura minima12-15°C
TerrenoSubstrato per epifite/orchidee
IrrigazioneRegolare, mantenere umido, alta umidità ambientale
FiorituraAssente (felci)
AltezzaVariabile in base alla specie
ConcimazioneLeggera, ogni 12-15 giorni da marzo a settembre
PotaturaAsportazione foglie secche/rovinate
Malattie e parassitiResistente, adattata a periodi di siccità
Difficoltà di coltivazioneFacile