Fiore di oleanro

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Talea Oleandro

La talea di oleandro è abbastanza semplice da produrre, e in genere da buone probabilità di successo, risulta quindi superfluo preparare tante talee: sarà sufficiente prelevare 4-5 talee per avere la certezza che almeno un paio attecchiscano perfettamente.

di Redazione

05 giugno 2018

Talea di oleandro

La talea di oleandro è un metodo di propagazione che tende a dare ottimi successi, anche in condizioni climatiche non del tutto favorevoli. Si procede prelevando in primavera gli apici dei rami più robusti e vigorosi, quando hanno già ricominciato a svilupparsi dopo la pausa esterna. Si tagliano i rametti in obliquo, ad una lunghezza di circa una decina di centimetri. Quindi si immergono nella polvere di ormone radicante e quindi in un terriccio costituito da una miscela di torba e sabbia in parti uguali, precedentemente ben annaffiato. Il vasetto contenente le talee va tenuto in luogo riparato dai raggi solari diretti, e annaffiato con regolarità, per evitare che il substrato dissecchi completamente. Quando le talee presentano qualche nuova fogliolina possono venire rinvasate singolarmente. Nel corso di circa un paio di anni saranno grandi abbastanza da venire poste a dimora in giardino.

La propagazione per talea

Gli oleandri che troviamo in vivaio appartengono spesso a varietà ibride, con fiori doppi o dai colori molto accentuati; purtroppo la semina di piante ibride porta a produrre piante che non sempre hanno fioriture identiche a quella della pianta madre. Per questo motivo, si preferisce propagare gli oleandri per talea: le talee sono a tutti gli effetti identiche alla pianta madre, e quindi ci permettono di preservare le caratteristiche di robustezza o di fioritura che ci interessano particolarmente. La talea di oleandro in genere tende a radicare con grande facilità, visto che i fusti di questo arbusto tendono a rimanere a lungo verdi, senza lignificare. Quando si preparano queste talee non è necessario prelevarne molte, perché anche solo con 4-5 piccole talee possiamo avere la certezza che almeno una radichi e si sviluppi rapidamente.

Coltivare l'oleandro

L'oleandro appartiene alla specie nerium oleander, diffusa allo stato naturale anche in tutto il bacino mediterraneo e in gran parte dell'Asia. Si tratta di un arbusto sempreverde, di altezza media, che con il passare degli anni può raggiungere i 3-4 metri di altezza. Queste piante sono molto coltivate in Italia, anche perché risultano molto resistenti al calore estivo, all'aria salmastra presente sulle coste e all'inquinamento urbano. Per questi motivi, moltissimi oleandri sono presenti nell'arredo urbano italiano, dove sfoggiano allegramente la loro splendida fioritura estiva. Sono piante facili da coltivare, che si pongono a dimora in giardino, in posizione soleggiata; è importante che il terreno sia profondo e molto ben drenato, perché gli oleandri non amano il ristagno idrico. Non amano neppure la siccità prolungata, e quindi necessitano in estate di annaffiature abbastanza regolari. Non temono eccessivamente il freddo, anche se gelate persistenti possono rovinare gli apici dei rami.

Una pianta velenosa

Come molti ben sanno, l'oleandro è una pianta assai velenosa: il fogliame, il legno ed i frutti contengono alte quantità di alcaloidi fortemente tossici per l'uomo ed i piccoli animali. Quando si maneggiano i rami di questa pianta, come durante le operazioni di preparazione di una talea, è importante indossare dei guanti, oppure lavarsi accuratamente le mani dopo aver toccato fogliame e legno. L'avvelenamento da oleandro può essere letale, anche se in Italia non si presentano molti casi di decesso a causa di questa pianta. Ma ci teniamo una pianta velenosa in giardino? fortunatamente il veleno contenuto nella pianta è una sorta di difesa contro gli animali selvatici, e non contro l'uomo; l'oleandro oltre ad un alto contenuto in sostanze tossiche, presenta anche un sapore amarissimo e un odore del fogliame che non invoglia a consumarle come cibo. Per questo motivo, non si corre alcun pericolo a coltivare questa pianta in giardino.

Domande frequenti

  • Quali sono i rischi legati alla coltivazione dell'oleandro?
    L'oleandro contiene alcaloidi altamente tossici in tutte le sue parti: foglie, legno e fiori. Il contatto con la linfa o l'ingestione possono causare avvelenamenti gravi, potenzialmente letali per uomini e animali domestici. È fondamentale indossare guanti durante la potatura o la gestione delle talee e lavarsi accuratamente le mani dopo il lavoro. Nonostante la tossicità, è sicura in giardino poiché il sapore amaro e l'odore forte dissuadono animali selvatici e bambini dal mangiarla. Non lasciare mai residui di potatura accessibili ai cani o gatti.
  • Quando e come eseguire correttamente la talea di oleandro?
    La talea va prelevata in primavera dagli apici dei rami più vigorosi, lunghi circa 10 cm, tagliandoli in obliquo. Immergere la base in polvere radicante e piantarla in un mix di torba e sabbia in parti uguali, mantenendo il substrato umido ma non zuppo. Posizionare il vaso in ombra indiretta. Con 4-5 talee è quasi certo che almeno una attecchisca. Le nuove foglioline indicano l'attecchimento; dopo un paio d'anni, le piante sono pronte per la messa a dimora definitiva.
  • Perché l'oleandro è adatto alle zone costiere e urbane?
    L'oleandro (Nerium oleander) è estremamente resistente e versatile. Tollera ottimamente il caldo estivo intenso, l'aria salmastra tipica delle zone marine e l'inquinamento atmosferico delle città. Queste caratteristiche lo rendono ideale per l'arredo urbano e i giardini costieri. Richiede comunque un terreno profondamente drenante per evitare il marciume radicale e annaffiature regolari in estate, poiché non sopporta la siccità prolungata nonostante la sua apparente robustezza.
  • Quanto cresce un oleandro e quanto vive?
    È un arbusto sempreverde che può raggiungere i 3-4 metri di altezza nel tempo. Cresce piuttosto velocemente nei primi anni, specialmente se le condizioni di luce e nutrimento sono ottimali. In vaso, la crescita è limitata dalle dimensioni del contenitore e dalla frequenza delle innaffiature/concimazioni. In piena terra, con un terreno profondo e ben drenato, può diventare un esemplare imponente e longevo, resistendo bene anche a gelate moderate se protetto agli apici.

Scheda Tecnica

Nerium oleander

Nome scientificoNerium oleander
FamigliaApocynaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineBacino mediterraneo e Asia
EsposizionePieno sole
TerrenoProfondo, ricco, molto ben drenato
IrrigazioneRegolare in estate; evitare ristagni
FiorituraEstiva (da maggio a ottobre)
Altezza3-4 metri
PotaturaPrimaverile, dopo la fioritura
MoltiplicazioneTalea legnosa/semilegnosa
Malattie e parassitiResistente, suscettibile afidi/cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneFacile