Un esempio di pacciamatura in giardino

Tecniche di giardinaggio

La pacciamatura

La pacciamatura è un'operazione molto importante per chi possiede un orto o un giardino perchè permette di proteggere le radici; è estremamente semplice ed ha numerosi effetti positivi.

di Redazione

30 novembre 2016

Cos'è la pacciamatura

Tale operazione consiste nel ricoprire il suolo di un orto o di un giardino con materiali inerti o organici o con appositi teli sintetici o in bioplastica. Si tratta di una tecnica che imita quello che accade in natura, nei boschi, dove intorno agli alberi le foglie secche danno origine alla cosiddetta lettiera; con questo termine si indica l'insieme delle sostanze organiche morte che si accumulano sulla superficie del terreno. La pacciamatura mira a ricreare gli effetti di questo processo naturale: quelli fisici, tra cui la riduzione dello spazio per le piante infestanti, e quelli chimici, come la produzione di sostanze che inibiscono la nascita di erbacce. L'operazione viene ampiamente praticata in numerosi ambiti del settore agricolo, come quello detto naturale, che prevede l'abbandono diretto, sul campo, degli scarti della coltivazione.

I vantaggi

Pacciamare un terreno ha numerose conseguenze positive. Viene limitata, innanzitutto, la crescita di erbe infestanti grazie agli effetti fisici e chimici precedentemente menzionati, ed è più efficacemente conservata l'umidità del suolo grazie alla riduzione dell'evaporazione: in questo modo non saranno necessarie frequenti annaffiature. Durante l'inverno il terreno risulterà protetto dal freddo, e le radici più fragili non saranno danneggiate. Viene, tra l'altro, favorita una migliore circolazione di acqua nel sottosuolo. Se si utilizzano materiali organici, la tecnica incrementa anche la fertilità del terreno e ne migliora le caratteristiche fisico-chimiche, dato che la decomposizione di sostanze organiche provoca la formazione di humus e garantisce elementi nutritivi alle piante. Spesso si usano insieme materiali organici ed inorganici.

I materiali

La scelta dei materiali va effettuata a seconda delle proprie esigenze. Un telo di plastica, ad esempio, è l'ideale per controllare lo sviluppo delle erbacce, ma potrebbe creare problematiche legate al ristagno idrico; l'utilizzo di paglia e foglie secche, invece, è meno efficace nel contrastare le piante infestanti ma più utile per aumentare l'umidità del suolo, senza provocare danni, e per migliorarne la fertilità. Diversi materiali possono essere ricavati dalle quotidiane operazioni di giardinaggio, come le foglie cadute, ottime per mantenere il terreno areato, o l'erba tagliata, adoperata soprattutto negli orti. In diversi casi ci si serve di aghi di pino, perfetti se si vuole accentuare l'acidità del suolo, o di corteccia di pino, esteticamente gradevole ed usata in particolare per le aiuole.

Come procedere

Prima di praticare la pacciamatura, è necessario preparare il terreno, strappare le erbacce, eliminare le piante malate, lavorare il suolo con la vanga, collocare eventuali bordi per delimitare l'area designata. Il pacciame applicato deve essere spesso almeno 5-10 centimetri, e tra il materiale e le piante bisogna lasciare uno spazio di 10-15 centimetri; un rastrello può essere utile per uniformare il tutto. Le sostanze organiche devono essere rinnovate entro alcuni anni a causa della decomposizione. Se invece ci si serve di un telo, in genere nero o trasparente, è necessario praticarvi dei fori per l'irrigazione e per le piante stesse, queste ultime da sistemare a circa 40-50 centimetri l'una dall'altra; per la foratura si consiglia il piantabulbi. Il telo va fissato con pietre appoggiate agli angoli o con comuni picchetti.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici della pacciamatura per il giardino?
    La pacciamatura offre numerosi vantaggi ecologici e pratici. Innanzitutto limita drasticamente la crescita delle erbe infestanti grazie a barriere fisiche e all'emissione di sostanze chimiche inibenti. Conserva l'umidità del suolo riducendo l'evaporazione, diminuendo così la frequenza delle irrigazioni. Protegge le radici dal gelo invernale e favorisce una migliore circolazione dell'acqua nel sottosuolo. Inoltre, utilizzando materiali organici, si arricchisce il terreno di humus e nutrienti durante la decomposizione, migliorandone la fertilità e le caratteristiche fisico-chimiche.
  • Come si prepara il terreno prima di applicare il pacciame?
    La preparazione è fondamentale per il successo della tecnica. Bisogna innanzitutto rimuovere manualmente tutte le erbacce esistenti ed eliminare qualsiasi pianta malata per evitare che si propaghino sotto il manto. È consigliabile lavorare il suolo superficialmente con una vanga per ossigenarlo. Se necessario, si installano bordi per delimitare chiaramente l'area da trattare. Solo dopo aver completato questi passaggi preparatori si procede allo stendimento uniforme del materiale scelto, assicurandosi di rispettare le distanze indicate dalle piante.
  • Quanto deve essere spesso il livello di pacciamatura?
    Lo spessore ottimale del pacciame applicato deve essere compreso tra i 5 e i 10 centimetri. Questo livello garantisce un'efficace protezione contro le infestanti e una buona ritenzione idrica senza soffocare il terreno. È cruciale lasciare sempre uno spazio libero di 10-15 centimetri alla base del fusto delle piante. Questo accorgimento previene il contatto diretto del materiale umido con il colletto vegetale, riducendo significativamente il rischio di marciumi e infezioni fungine durante i periodi piovosi o di elevata umidità.
  • Quando è meglio usare teli sintetici rispetto a materiali organici?
    I teli sintetici, neri o trasparenti, sono ideali quando l'obiettivo principale è il controllo totale delle infestanti e la gestione precisa dell'irrigazione tramite fori dedicati. Tuttavia, richiedono attenzione per evitare ristagni idrici e vanno fissati con picchetti o pietre. Al contrario, materiali organici come paglia, foglie secche o corteccia sono preferibili per migliorare la struttura del suolo, aumentarne la fertilità attraverso l'humus e mantenere l'umidità in modo naturale. La corteccia è particolarmente indicata per le aiuole per il suo aspetto estetico, mentre gli aghi di pino acidificano il terreno.
  • Con quale frequenza va rinnovata la pacciamatura organica?
    I materiali organici, come foglie, erba tagliata, paglia e corteccia, subiscono un processo di degradazione naturale nel tempo. Di conseguenza, perdono efficacia strutturale e si decompongono, trasformandosi parzialmente in humus. Per mantenere le proprietà protettive e nutrizionali, è necessario rinnovare o integrare il pacciame organico periodicamente, generalmente entro pochi anni dalla stesura iniziale. La frequenza esatta dipende dal materiale usato e dalle condizioni climatiche locali, ma un monitoraggio annuale aiuta a decidere quando reintegrare lo strato.