ortensie

Ortensie

Curiosità ortensie

Alcune interessanti notizie sulle ortensie e sulla loro coltivazione per ottenere il massimo dalle proprie piante e togliersi grandi soddisfazioni in giardino

di Redazione

17 marzo 2016

Curiosità

Alcune piccole curiosità su queste piante semplici e straordinarie allo stesso tempo: in Giappone si utilizzano i fusti di Hydrangea paniculata per ottenere bastoni da passeggio, pipe, chiodi di legno e manici d'ombrello; mentre con le foglie giovani di Hydrangea serrata, cotte a vapore e arrotolate a mano, si prepara una bevanda chiamata Ama-tsia (thè celeste) che veniva usata per lavare la statua del Buddha nel giorno del suo compleanno. Sempre in Giappone la varietà di ortensia paniculata viene utilizzata per realizzare carta di pregio, attraverso l'uso della corteccia unita a cellulosa e acqua. Gli indiani Cherokee utilizzavano invece le radici di Hydrangea arborescens nei disturbi legati ai calcoli renali, preparando decotti ritenuti in grado di rimuoverli ed alleviare il dolore dovuto alla loro emissione. Queste piante sono conosciute fin dall'antichità, mentre in Europa sono giunte solo nel '700, grazie ai viaggi dei botanici alla scoperta di nuove varietà di piante e fiori che si avventuravano nei paesi lontani per avere la possibilità di conoscere specie sconosciute sul territorio europeo e che hanno permesso la diffusione degli splendidi fiori di ortensie.

Ortensie

Le ortensie sono fiori molto coltivati all'interno di parchi e giardini per la loro grande fioritura, che le rende perfette come piante ornamentali. I fiori di queste piante, poi, con la loro imponenza, vengono spesso impiegati per la realizzazione di originali composizioni floreali, capaci di stupire. Non tutti, però, forse sanno che queste specie arboree possono avere anche proprietà officinali ed essere impiegate a scopi terapeutici, fatto noto già agli indiani d'America. Sono piante di semplice coltivazione, che per crescere al meglio, non richiedono particolari accortezze, se non quelle di una buona e costante fornitura di acqua, soprattutto nei periodi più caldi, quando le elevate temperature possono fiaccare le piante di questo genere e un'esposizione che consenta di proteggere i fiori durante le ore più calde del giorno, ma che permetta all'ortensia di riceve l'irraggiamento solare diretto quando questo è meno aggressivo. Vediamo quali sono le curiosità più interessanti riguardanti questi fiori dall'aspetto maestoso.

Nome

Pare che il nome Ortensia sia stata dato a questa varietà arborea da un botanico francese, Philibert Commerson, che ne chiamò così alcuni esemplari provenienti dalle Indie Orientali per rendere onore al figlio del principe di Nassau. Questa pianta è comunque di origine molto antica, con tracce che risalgono addirittura all'era terziaria. Per avere questi fiori in Europa, invece, è stato necessario attendere il '700, quando esse sono state importate dai paesi asiatici, dove erano già diffuse nel 1600, ma, dato il fatto che le frontiere del Giappone sono rimaste chiuse per lungo tempo, il fatto di poterne portare degli esemplari all'esterno risultava molto difficile. Il nome botanico può anche fare riferimento ad una figura mitologica piuttosto spaventosa, Hydra, una giovane che si trasforma in figura con capelli diventati serpenti; c'è da dire, però, che il nome botanico viene fatto comunemente risalire ai termini greci che di acqua e vaso, che si riferiscono alle capsule che contengono i semi di questa pianta.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Perché i fiori delle ortensie cambiano colore?
    Il colore dei fiori dell'ortensia (specialmente H. macrophylla e H. quercifolia) dipende principalmente dal pH del terreno e dalla disponibilità di alluminio. In terreni acidi (pH sotto 5,5), l'alluminio diventa assorbibile dalle radici, rendendo i fiori blu. In terreni neutri o alcalini (pH sopra 6,5), l'alluminio non è disponibile e i fiori tendono al rosa o al bianco. La variazione cromatica non è casuale ma chimica: per ottenere il blu intenso si può aggiungere solfato di alluminio, mentre per mantenere il rosa si usa calcite o cenere per alzare il pH.
  • Quando e come si potano le ortensie?
    La potatura varia in base alla specie. Le ortensie a fioritura estiva (come H. paniculata e H. arborescens) fioriscono sui rami nuovi, quindi vanno potate vigorosamente a fine inverno/inizio primavera, tagliando i rami a pochi centimetri da terra. Al contrario, le ortensie a fioritura primaverile (come H. macrophylla) fioriscono sui rami vecchi formatisi l'estate precedente: vanno potate subito dopo la fioritura, eliminando solo i fiori appassiti e i rami deboli, per non asportare le gemme fiorifere future. Una potatura sbagliata nel periodo errato è la causa principale della mancata fioritura.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare un'ortensia?
    Le ortensie amano il terreno costantemente fresco e richiedono annaffiature regolari e abbondanti, specialmente durante i mesi estivi e i periodi di siccità. Il terreno non deve mai asciugarsi completamente tra un'annaffiatura e l'altra, poiché lo stress idrico provoca rapidamente l'appassimento delle foglie e dei fiori. Tuttavia, il substrato deve essere ben drenato per evitare ristagni idrici che causano marcescenza radicale. In autunno e inverno, riducendo l'evaporazione, le irrigazioni vanno diradate, mantenendo il terreno appena umido.
  • È vero che le ortensie sono velenose?
    Sì, tutte le parti della pianta di ortensia contengono glicosidi cianogenici, sostanze tossiche se ingerite in quantità significative. L'ingestione può causare nausea, vomito, dolori addominali e, nei casi gravi, problemi respiratori. È fondamentale tenere le ortensie fuori dalla portata di bambini piccoli e animali domestici (cani e gatti). Il contatto cutaneo con la linfa o le foglie può inoltre causare dermatiti da contatto in soggetti sensibili. In caso di ingestione accidentale, è consigliabile consultare immediatamente un medico o un centro antiveleni.
  • Come si conservano le ortensie recise in vaso?
    Le ortensie recise durano poco se trattate come fiori comuni. Per prolungarne la vita, è essenziale tagliare i gambi con un taglio netto e obliquo, preferibilmente immergendo la pianta nell'acqua prima del taglio per evitare che l'aria blocchi i vasi linfatici. Immergere l'intero capolino in acqua fredda per qualche minuto aiuta a reidratare i petali. Mettere i fiori in un vaso con acqua fresca e biocida, tenendoli lontano da fonti di calore e frutta matura (che emette etilene accelerando l'invecchiamento), permette loro di durare fino a una settimana.

Scheda Tecnica

Hydrangea

Nome scientificoHydrangea
FamigliaIdrangacee (Hydrangeaceae)
Tipo di piantaArbusto deciduo
OrigineAsia (Giappone, Cina) e Americhe
EsposizioneSole parziale/ombra leggera (protezione dal sole cocente)
TerrenoFresco, umifero, acido o sub-acido, ben drenato
IrrigazioneAbbondante e regolare, soprattutto in estate
FiorituraPrimavera-Estate (da maggio a settembre)
AltezzaDa 0,5 m a 3 m (dipende dalla varietà)
ConcimazioneSpecifica per acidofile, in primavera
PotaturaDopo la fioritura (specie a fioritura estiva) o fine inverno (H. macrophylla)
MoltiplicazioneMargotte, talee semilegnose
Malattie e parassitiCocciniglie, afidi, oidio, ruggine, marciume radicale
Difficoltà di coltivazioneFacile