calle selvatiche

Piante da Giardino

Calla selvatica

La calla selvatica è una pianta perenne facile da coltivare. Fornisce dei bei fiori (maggiormente bianchi) e bacche rosse ad un mese dalla fioritura.

di Redazione

07 dicembre 2016

Come annaffiare la calla selvatica

Le operazioni di annaffiatura sono certamente tra le più delicate quando si tratta della coltivazione della calla selvatica. Gli apporti idrici, infatti, non devono assolutamente andare al di là di una certa soglia. In particolare, durante la stagione primaverile e durante quella estiva non occorrerà annaffiare eccessivamente ma fare semplicemente in modo che il terreno risulti ben umido. In inverno ed in autunno non è necessaria alcuna operazione di irrigazione. La calla selvatica, infatti, è perfettamente in grado di provvedere in maniera completamente autonoma ai propri fabbisogni idrici, specialmente nelle stagioni più fredde. Importantissimo risulta ricordare che non bisogna mai favorire i ristagni d'acqua, temutissimi dalla pianta che può anche giungere alla morte a causa del marciume che ne colpirebbe l'impianto radicale.

Coltivare e curare adeguatamente la calla selvatica

La calla selvatica è sicuramente caratterizzata da una coltivazione semplicissima. Si tratta, infatti, di una pianta dalle pochissime esigenze. Normalmente, la calla selvatica nasce spontaneamente in natura ma questo non significa assolutamente che essa non possa essere coltivata con successo sia in vaso che in terra aperta. I terreni ideali devono risultare freschi e ricchi di elementi organici. Per mettere a dimora la calla selvatica, occorre scavare una buca profonda circa una decina di cm e posizionarvi all'interno il tubero ben eretto, ricoprendolo con il terreno ed annaffiando immediatamente. Ogni 2 anni è necessario procedere con il rinvasamento per dare alla pianta un maggiore spazio disponibile. La moltiplicazione avviene per seme (molto raramente) e, più spesso, per divisione dei tuberi.

Concimazione calla selvatica

Così come la calla selvatica è una pianta semplicissima da piantare e coltivare, lo è anche sotto il profilo delle concimazioni. Non si tratta, infatti, di una pianta particolarmente esigente sotto questo punto di vista. E' sufficiente, infatti, utilizzare un apposito fertilizzante liquido (specifico per calle) da diluire semplicemente con l'acqua che si andrà poi ad utilizzare per l'annaffiatura della pianta. Le concimazioni possono tranquillamente avvenire con cadenza settimanale ed esclusivamente nel periodo dell'anno in cui la calla selvatica viene sottoposta ad irrigazione, ovvero quello compreso tra la primavera e l'estate. In particolare è importantissimo dare un occhio di riguardo a questa operazione nel periodo in cui le calle selvatiche sono in fioritura, ovvero tra il mese di aprile e quello di luglio, al fine di rinforzare la pianta.

Esposizione e malattie calla selvatica

La calla selvatica è una pianta abbastanza resistente che, per questa motivazione, tende ad adattarsi benissimo alle condizioni più disparate. L'esposizione ideale, comunque, è quella in zone ombreggiate o, al massimo, in semi-ombra. La calla selvatica resiste benissimo anche alle temperature fredde anche se è meglio che non siano troppo rigide. I parassiti che più frequentemente possono arrivare ad infestare la calla selvatica sono il ragnetto rosso e la cocciniglia cotonosa. Questi sono in grado di provocare danni importanti alla pianta che appare notevolmente ingiallita nel primo caso e piena di macchie bianche farinose nel secondo. Importantissimo trattare immediatamente con appositi antiparassitari. Le calle selvatiche sono soggette anche al marciume radicale in caso di eccessivo ristagno idrico o della cosiddetta clorosi.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente la calla selvatica?
    L'annaffiatura richiede attenzione per evitare il marciume radicale. In primavera ed estate, mantieni il terreno semplicemente umido, senza eccedere. Durante l'autunno e l'inverno, sospendi completamente le irrigazioni poiché la pianta soddisfa i suoi fabbisogni idrici grazie alle precipitazioni naturali. È fondamentale garantire un drenaggio perfetto: i ristagni d'acqua sono letali per la calla selvatica e possono causare la morte della pianta per decomposizione delle radici.
  • Qual è l'esposizione ideale per la calla selvatica?
    La calla selvatica predilige posizioni ombreggiate o, al massimo, semi-ombrose. Questa esposizione protegge la pianta dal sole diretto intenso, favorendo uno sviluppo ottimale. Nonostante sia una specie piuttosto resistente capace di adattarsi a varie condizioni, la zona d'ombra rimane la scelta migliore per preservarne la salute e la bellezza fogliare, specialmente nei climi caldi dove il sole diretto potrebbe stressare la vegetazione.
  • Quando e come concimare la calla selvatica?
    Concima solo durante il periodo attivo, ovvero dalla primavera all'estate, utilizzando un fertilizzante liquido specifico per calle diluito nell'acqua di annaffiatura. L'applicazione deve avvenire con cadenza settimanale. Presta particolare attenzione durante il periodo di fioritura (aprile-luglio), somministrando il nutrimento per rinforzare la pianta e sostenere la produzione di fiori. Non concimare in autunno e inverno, periodi di riposo vegetativo.
  • Come si moltiplica la calla selvatica?
    Il metodo di moltiplicazione più efficace e comune è la divisione dei tuberi. Questo processo va eseguito periodicamente, idealmente ogni due anni, per rinnovare la pianta e fornire nuovo spazio vitale alle radici. La moltiplicazione per seme è possibile ma molto rara e meno praticata dai giardinieri domestici. Il rinvaso periodico aiuta a prevenire il deperimento e favorisce una crescita vigorosa anno dopo anno.
  • Quali parassiti e malattie colpiscono la calla selvatica?
    I principali nemici sono il ragnetto rosso, che causa ingiallimento fogliare, e la cocciniglia cotonosa, visibile come macchie bianche farinose. Entrambi richiedono un trattamento immediato con antiparassitari specifici. Inoltre, la pianta è soggetta al marciume radicale se il terreno è troppo bagnato e alla clorosi. Prevenire questi problemi garantisce un'igiene vegetale ottimale: assicurati sempre un ottimo drenaggio e ispeziona regolarmente le foglie per interventi precoci.

Scheda Tecnica

FamigliaAraceae
Tipo di piantaPerenne erbacea rizomatosa/tuberosa
OrigineSpontanea in natura
EsposizioneOmbra o semi-ombra
Temperatura minimaResistente al freddo, evitare estremi rigidi
TerrenoFresco e ricco di sostanza organica
IrrigazioneTerreno umido in primavera/estate; nessuna in autunno/inverno. Mai ristagni.
FiorituraAprile - Luglio (fiori bianchi)
ConcimazioneFertilizzante liquido specifico ogni settimana in primavera/estate, soprattutto in fioritura.
PotaturaNessuna specifica menzionata
MoltiplicazioneDivisione dei tuberi (più comune); seme (raro)
Malattie e parassitiMarciume radicale (da ristagni), clorosi, ragnetto rosso, cocciniglia cotonosa
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare

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