Ibisco

Coltivazione ed irrigazione dell'ibisco

L'ibisco, o hibiscus, appartiene alla famiglia delle Malvaceae. E' una pianta che si adatta bene ai vari climi, ma non sopporta gli inverni troppo rigidi, per cui può crescere all'aperto solo nelle zone temperate. Per farlo crescere rigoglioso è bene conoscere e rispettare le sue esigenze, soprattutto per quanto riguarda l'umidità di cui ha bisogno, la frequenza delle annaffiature e la quantità di acqua da somministrare. Se l'ibisco è tenuto in vaso, è indispensabile predisporre sul fondo uno strato di materiale drenante, come sassolini, ghiaia, cocci o altro, in modo che l'acqua superflua possa defluire senza provocare marciumi alle radici. Dalla primavera all'autunno l'ibisco va annaffiato regolarmente, in modo da tenere il terriccio sempre umido. L'umidità ambientale è gradita all'ibisco, quindi va bene nebulizzare la pianta di tanto in tanto ed anche mettere il vaso su un sottovaso in cui sia stata messa della ghiaia e un po' d'acqua che, evaporando, crea umidità. Se possibile, meglio dare all'ibisco acqua piovana o comunque non calcarea, per mantenere il pH del terreno leggermente acido.
Fiori di ibisco

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Come coltivare e curare l'ibisco

Albero di ibisco L'ibisco, che nei luoghi d'origine diventa un vero e proprio albero, può arrivare ad essere un alberello anche alle nostre latitudini, oppure può essere coltivato a siepe. Predilige le zone luminose, soleggiate, ma leggermente umide e si adatta bene anche al freddo, purché non troppo prolungato e rigido. L'ibisco può anche essere tenuto all'interno di abitazioni, ma per lui occorre scegliere una posizione luminosa, non esposta a correnti e dove l'aria non sia troppo asciutta e secca. La maggior parte delle varietà di ibisco è a foglie caduche, ovvero si spoglia a cominciare dal tardo autunno, per ricoprirsi di foglie nuove in primavera. Ci sono però anche alcune varietà che sono perenni e non perdono le foglie come, ad esempio, l’hibiscus rosa sinensis. Tutte le infiorescenze delle diverse varietà di ibisco sono appariscenti e molto coreografiche. Anche se il fiore dura solo un giorno, la pianta ne produce in continuazione, garantendo lo spettacolo dei suoi colori per tutta l'estate. L'ibisco coltivato in vaso andrebbe travasato all'incirca ogni due anni, fino ad arrivare a vasi di trenta centimetri di diametro.

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Concimazione: come e quando concimare

Fiore doppio di ibisco Perchè la pianta di ibisco sia di un bel verde scuro, con foglie lucide e sane, e la fioritura sia copiosa, occorre fornirle la giusta dose di fertilizzante.L'ibisco va concimato dalla ripresa vegetativa, in primavera, fino all'autunno. Si può utilizzare un concime universale per piante da fiore da diluire in acqua, e somministrarlo ogni quindici giorni. Il concime completo contenente ferro, rame, manganese e boro è ottimale per le piante di ibisco.Un fertilizzante ricco di potassio stimolerà un'abbondante fioritura, mentre un accumulo di fosforo nel terreno può causare il deperimento della pianta.Quando la pianta si prepara al riposo invernale e non produce più boccioli, la concimazione può essere sospesa.In primavera, quando comiciano ad esserci temperature più tiepide, si riprende con la fertilizzazione.Bisogna comunque stare attenti a non esagerare nelle dosi e nella frequenza delle concimazioni, poiché si rischia di avere una pianta che cresce in fretta, ma non produce fiori.


Ibisco: Esposizione, malattie e possibili rimedi

Parassiti su bocciolo di ibisco L'ibisco ama stare al sole purché il terreno non sia troppo secco. Nelle zone del centro - nord Italia i vasi con le piante di ibisco possono essere esposte a sud, ma vanno portate al'interno quando le temperature scendono al di sotto dei 10 - 12 gradi.L'ibisco può essere attaccato da parassiti. I più comuni sono gli afidi e le cocciniglie. I primi possono essere tenuti a bada sfruttando la preferenza della pianta per le irrigazioni: spruzzare periodicamente la pianta con acqua serve a tenerla libera dagli afidi, anche se una forte infestazione va combattuta con appositi prodotti. Le cocciniglie, su una pianta di dimensioni piccole o medie, possono essere eliminate con un batuffolo di ovatta imbevuto di alcool. Le foglie gialle, se non sono la conseguenza di un eccesso di freddo, possono essere dovute al ragnetto rosso, un parassita che porta alla caduta delle foglie; anch'esso può essere combattuto con ovatta e acqua saponata, se l'infestazione è alle fasi iniziali, o con un insetticida specifico, se in fase avanzata. Una crescita molto lenta può essere causata dal vaso troppo piccolo, mentre i boccioli che non si aprono indicano che la pianta vuole una posizione più luminosa.


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