Piante da esterno

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Piante da esterno

Queste piante da esterno hanno fiori, foglie o entrambe. Ovviamente la struttura ed i metodi sono diversi dal punto di vista della coltivazione infatti, esistono trattamenti diversi tra vasi o cassette e terra piena. Nel nostro caso ci occupiamo di due piante da esterno che producono fiori; la prima è la borragine prevalentemente composta da foglie mentre la seconda è l’ipomea divisa ugualmente tra fiori e foglie. La borragine appartiene alla famiglia delle Boraginaceae; è una pianta erbacea di tipo annuale diffusa in tutte le regioni italiane dalle rive del mare alle colline di cui si utilizzano le foglie, i fiori e tutta la parte alta. Vengono raccolti in piena estate e sono ottimi per essere coltivati come fiori secchi. La borragine presenta fusti erbacee robusti, ramosi alla base, fogliosi, alti circa 40-60 centimetri e ricoperti di peli biancastri; le foglie sono alterne, ovate-acute, rugose e gibbose di colore verde scuro. I fiori sono di colore azzurro intenso, raccolti in cime racemose e riuniti in pannocchie; il calice è diviso e forma di una stella a cinque punte. L’ipomea appartiene alla famiglia delle Convolvulaceae ed è originaria dell’America tropicale ma viene spesso confusa erroneamente con il convolvolo. Alcune specie sono annuali, mentre altre nei climi caldi sono perenni. I lunghi fusti dell’ipomea possono raggiungere i 5-6 metri di altezza; i fiori sono a forma di campanella, non sono durevoli però sono numerosi, grandi e di svariati colori e si succedono continuamente per tutta l’estate.
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Coltivazione borragine

borragine La borragine cresce un po’ dovunque sia nei luoghi coltivati che nei prati incolti. Nell’Italia meridionale viene coltivata come erba aromatica (per uso domestico) in terreni arenosi e fertili ed in esposizione soleggiata; nei terreni aridi e secchi le foglie diventano ispide e più difficili da trattare. La borragine si moltiplica mediante semina primaverile. Si può seminare in aprile direttamente a dimora in file distanti 30-40 centimetri l’una dall’altra. Dopo un paio di mesi si può cominciare la raccolta delle foglie. Si usa fare due o più semine a distanza di un mese e mezzo per avere sempre un buon raccolto. La semina di settembre /ottobre darà il prodotto(foglie ) in primavera. Le foglie sono succulenti e la loro essiccazione richiede un ambiente molto areato e fresco, altrimenti anneriscono. I fiori della borragine sono apprezzati per gli splendidi colori e vengono recisi per composizioni ornamentali nel periodo di maggiore fioritura che avviene nei mesi di giugno e luglio. Tuttavia questa pianta oltre alle spiccate doti medicinali viene utilizzata anche per usi alimentari. Una ricetta originale è diffusa in Liguria dove la borragine entra con le sue foglie come ingrediente d’obbligo nel ripieno di ravioli. Sempre le foglie immerse in una pastella di acqua e farina e fritte nell’olio bollente, rappresentano un’autentica ghiottoneria.


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Ipomea

borragine pianta Tra le piante da esterno troviamo anche l'ipomea. Le vere ipomee hanno fiori a forma di imbuto allargato ai margini, mentre il convolvolo ha fiori a forma di campana. L’ipomea tricolore che si sviluppa in altezza fino a circa tre metri, fiorisce in agosto e settembre con fiori grandi a gola bianca mentre il lembo è porporino al suo schiudersi e diventa poi blu cielo. Si può coltivare come pianta annuale in vasi o cassette. La varietà a fiori azzurri si trova in commercio con il nome di rubro-coerulea ma il suo nome esatto è Heavenly blue. Gli ibridi dell’ipomea purpure sono numerosi in commercio, ma i loro fiori sono più piccoli di quella dell’ipomea purpurea vera e propria; restano aperti dall’alba fino alle nove o alle dieci del mattino quando c’è il sole mentre, se il cielo è nuvoloso restano aperti invece un paio di ore in più. Fioriscono da luglio a settembre e per svilupparsi bene richiedono un terreno non acido.