proteaceae

Speciali

Proteacee

Molte proteaceae possono essere coltivate alle nostre latitudini nonostante la provenienza esotica. Vediamo insieme come prenderci cura di queste piante al meglio.

di Redazione

07 settembre 2011

Le proteacee

Le proteacee sono un'ampia famiglia di piante sempreverdi, in genere alberi o arbusti, originari dell'emisfero Australe; esistono centinaia di specie, tutte adattatesi alla vita in ambienti con stagioni molto diversificate, dove a stagioni con piogge abbondanti succedono lunghi periodi di siccità con temperature elevate. Le varie specie differiscono di molto le une dalle altre; come caratteristica generale si notano foglie coriacee, di colore cupo, che tendono a divenire rossastre o giallastre, se esposte per lungo tempo ai raggi solari diretti. La principale particolarità che ha fatto si che le proteacee venissero coltivate nei giardini di tutto il globo sono le fantastiche infiorescenze; tute le specie di proteacee producono a fine inverno o in primavera grandi infiorescenze dall'aspetto esotico e particolare, dei colori più disparati.

Le specie più comuni

Piuttosto che specie più comuni dovremmo in effetti riferisci ai generi che più facilmente sono reperibili in Italia; nella nostra penisola le proteacee sono arrivate da molti anni, ma vengono coltivate soprattutto dai floricoltori, visto l'ampio mercato di cui godono le grandi infiorescenze, utilizzate nei bouquets, sia fresche, sia essiccate. Da pochi anni alcuni generi sono sfuggiti alle coltivazioni intensive e cominciano a trovare posto anche in giardino; si tratta prevalentemente di Banksiae, Protee, Hakea, Grevillea e Leucospermum. Le specie più gradite in Europa sono in genere quelle che danno origine ad arbusti di media o piccola misura. In generale è più facile trovare nei nostri vivai proteacee ben adattate a vivere in clima mediterraneo; quindi la coltivazione non è delle più difficili. In generale si adattano meglio nelle zone d'Italia più calde, con inverni miti; ma alcune specie possono essere poste in piena terra anche dove il clima invernale è rigido. Generalmente prediligono posizioni soleggiate, o semiombreggiate; nelle zone con temperature minime molto rigide è conveniente posizionare gli arbusti in luogo riparato dal vento e dal freddo, oppure coltivarli in contenitore. Il substrato di coltivazione consigliabile è molto poroso e drenato, con una buona percentuale di sabbia o pietra pomice, in modo da evitare dannosi ristagni idrici. Le annaffiature si forniscono solo durante i mesi caldi, quando il terreno è ben asciutto da alcuni giorno; non temono la siccità, purché non si protragga eccessivamente.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le specie di Proteacee più adatte al giardino italiano?
    In Italia sono comunemente coltivati generi come Banksia, Protea, Hakea, Grevillea e Leucospermum. Queste piante provengono dall'emisfero australe e si sono adattate bene ai climi mediterranei. Sono preferibili le specie che formano arbusti di medie o piccole dimensioni, poiché sono più facili da gestire in vaso o in piena terra rispetto agli alberi di grande taglia. Molti vivai italiani offrono ormai esemplari selezionati per resistere meglio alle condizioni locali.
  • Come preparare il terreno per piantare le Proteacee?
    Il substrato deve essere estremamente poroso e ben drenato per evitare i pericolosi ristagni idrici. Si consiglia di mischiare terra con una buona percentuale di sabbia grossolana o pietra pomice. Questo tipo di miscela garantisce un'ottima circolazione dell'aria intorno alle radici e previene marciumi radicali, fondamentali per la sopravvivenza di queste piante originarie di ambienti spesso aridi.
  • Quante volte bisogna innaffiare le Proteacee?
    Le irrigazioni vanno somministrate principalmente durante i mesi caldi. È fondamentale aspettare che il terreno sia completamente asciutto da diversi giorni prima di intervenire nuovamente. Le Proteacee sono generalmente resistenti alla siccità, ma soffrono se l'assenza di pioggia si protrae per tempi eccessivamente lunghi. Evita di bagnare il fogliame e mantieni il substrato umoro ma mai zuppo.
  • Posso coltivare le Proteacee in zone con inverni rigidi?
    La maggior parte delle specie predilige climi miti e posizioni soleggiate o semiombreggiate. Tuttavia, alcune specie più robuste possono essere messe a dimora in piena terra anche in aree con inverni freddi, a patto che siano protette dal vento e dal gelo diretto. Nelle zone con minime molto basse, è consigliato coltivarle in vaso, così da poterle spostare in luoghi riparati durante le ondate di freddo intenso.
  • Perché le foglie delle Proteacee cambiano colore?
    Le foglie sono tipicamente coriacee e di colore scuro. Una caratteristica comune è che, se esposte per lunghi periodi ai raggi solari diretti intensi, tendono ad assumere tonalità rossastre o giallastre. Questo cambiamento cromatico è una reazione fisiologica all'esposizione luminosa e non indica necessariamente una malattia, ma piuttosto l'adattamento della pianta alle condizioni ambientali specifiche.

Scheda Tecnica

Famiglia Proteaceae

Nome scientificoFamiglia Proteaceae
FamigliaProteaceae
Tipo di piantaArbusti e alberi sempreverdi
OrigineEmisfero Australe
EsposizioneSoleggiata o semiombreggiata
Temperatura minimaVariabile in base alla specie; alcune tollerano il gelo, altre richiedono climi miti
TerrenoPoroso, ben drenato, ricco di sabbia o pomice
IrrigazioneModerata, solo nei mesi caldi quando il terreno è asciutto
FiorituraFine inverno - Primavera
AltezzaVariabile (da arbusti piccoli a alberi)
Difficoltà di coltivazioneMedia (adatte a chi conosce le esigenze di drenaggio)