cavolo cappuccio

Orto

Cavolo cappuccio - Brassica oleracea var. capitata

Il cavolo cappuccio si differenzia dal cavolo broccolo per il tipo di coltivazione e per il periodo di raccolta. La Brassica oleracea var. capitata è un tipico ortaggio del centro Italia caratterizzato dal colore verde chiaro.

di Redazione

03 giugno 2016

Generalità

La Brassica oleracea var. capitata è un ortaggio coltivato in Europa da millenni; sembra venisse coltivato e consumato già ai tempi degli antichi romani; esistono tre principali raggruppamenti, il cavolo cappuccio bianco, il cavolo cappuccio viola e la verza; si tratta della stessa pianta, di ogni raggruppamento sono disponibili decine di cultivar, diverse per tempo di maturazione, stagione di sviluppo, forma e dimensione del cappuccio. Si tratta di piante annuali, che sviluppano un denso capolino, costituito da grandi foglie tondeggianti, il capolino è tanto stretto e compatto che al centro si forma una grande “testa” tondeggiante, le cui dimensioni varia no dal 10-15 cm di diametro fino al 70-80 cm di diametro nelle varietà giganti. Le foglie di Brassica oleracea var. capitata si consumano crude o cotte, vengono utilizzate per preparare i crauti, cuocendo le foglie in acqua ed aceto, per poterle conservare a lungo.

Coltivazione

Gli esemplari di Brassica oleracea var. capitata raggiungono la maturazione in circa 60-120 giorni a partire dalla semina; esistono varietà a semina primaverile, autunnale ed estiva; in genere lo sviluppo migliore si ha con clima fresco, quindi in Italia si tende a piantare le giovani piantine nell’orto in autunno o a fine inverno, per un raccolto invernale o tardo primaverile. Le giovani piante si possono ottenere anche dalle sementi degli esemplari dell’anno precedente: tenendo in terra una pianta di cavolo questa produrrà sottili fusti eretti che portano numerosi piccoli fiori gialli, seguiti dai baccelli dei semi. Poiché il cavolo viene coltivato da millenni nei nostri orti poniamo a dimora sempre delle cultivar, per questo motivo le piante ottenute da seme non sono sempre identiche alla pianta madre; per questo motivo si preferisce acquistare le giovani piante già sviluppate, o anche le sementi, già selezionate.

Tecniche colturali

Si coltivano in un terreno soffice, arricchito con stallatico maturo e ben lavorato in profondità; le giovani piante si dispongono in file distanti almeno 20-35 cm le une dalle altre. Necessitano del pieno sole e amano un terreno fresco e ben drenato; non sopportano la siccità, quindi è necessario intervenire con le annaffiature quando il terreno è asciutto da alcuni giorni: la coltivazione invernale in genere non necessita di annaffiature, in quando il clima di solito provvede le giuste precipitazioni. E' bene controllare che il substrato scelto non consenta la formazione di ristagni idrici che potrebbero portare facilmente all'insorgenza di marciumi.

Possibili Malattie

La brassica in genere teme l’attacco delle lumache, soprattutto le giovani piante, e delle farfalle cavolaie, le cui larve divorano rapidamente il fogliame; in genere la coltivazione invernale ovvia anche a questo problema, visto che il clima inclemente non favorisce lo svilupparsi di parassiti; se si coltivano invece cavoli primaverili è consigliabile coprirli con agritessuto o con rete a maglia fine, in moda da impedire meccanicamente l’accesso degli insetti al fogliame delle nostre piante. In caso di infestazione già in atto invece provvediamo tempestivamente a debellare gli insetti che potrebbero distruggere l’intero raccolto.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per seminare il cavolo cappuccio?
    Il cavolo cappuccio può essere seminato in primavera, estate o autunno, a seconda della varietà scelta. Tuttavia, lo sviluppo ottimale si ottiene in climi freschi. In Italia, la pratica più comune consiste nel mettere a dimora le giovani piantine in autunno o a fine inverno, così da raccogliere i cappucci durante l'inverno o la tarda primavera. Esistono cultivar specifiche per ciascuna stagione, ma il freddo moderato favorisce la formazione di teste compatte e sane.
  • Come devo preparare il terreno per la coltivazione?
    Il cavolo cappuccio richiede un terreno soffice, lavorato in profondità e arricchito con stallatico maturo per garantire nutrienti sufficienti. È fondamentale che il suolo sia ben drenato per evitare ristagni idrici, che causano facilmente marciumi alle radici. Le piante vanno disposte in file distanti almeno 20-35 cm l'una dall'altra per permettere una corretta circolazione dell'aria e uno sviluppo adeguato delle teste.
  • Quali sono i principali nemici del cavolo cappuccio?
    I principali avversari sono le lumache, che attaccano specialmente le giovani piante, e le farfalle cavolaie, le cui larve divorano rapidamente il fogliame. La coltivazione invernale riduce naturalmente questi problemi grazie al clima rigido che sfavorisce i parassiti. Per le colture primaverili, si consiglia l'uso di agritessuto o reti a maglie fini per bloccare meccanicamente l'accesso degli insetti. In caso di infestazione attiva, è necessario intervenire tempestivamente per salvare il raccolto.
  • Quanto tempo impiega il cavolo cappuccio a maturare?
    Dalla semina alla raccolta, il cavolo cappuccio impiega generalmente tra i 60 e i 120 giorni, a seconda della varietà selezionata. Le dimensioni della testa finale possono variare notevolmente, dai 10-15 cm delle varietà standard fino a 70-80 cm per quelle giganti. La tempistica dipende anche dalle condizioni climatiche e dalla stagione di impianto, con raccolti invernali o tardoprimaverili che offrono spesso risultati migliori rispetto a quelli estivi.
  • Posso risparmiare i semi dai miei cavoli?
    Tecnicamente sì, lasciando in terra una pianta dell'anno precedente questa produrrà steli eretti con fiori gialli e successivamente baccelli contenenti semi. Tuttavia, poiché il cavolo cappuccio è coltivato da millenni e si usano cultivar selezionate, le piante ottenute da seme auto-raccolto raramente saranno identiche alla pianta madre. Per garantire uniformità e qualità del raccolto, è preferibile acquistare sementi selezionate commercialmente o direttamente le giovani piantine già sviluppate.

Scheda Tecnica

Brassica oleracea var. capitata

Nome scientificoBrassica oleracea var. capitata
FamigliaBrassicaceae
Tipo di piantaAnnuale
OrigineEuropa (coltivata fin dall'epoca romana)
EsposizionePieno sole
TerrenoSoffice, ricco di stallatico maturo, fresco e ben drenato
IrrigazioneRegolare, evitare siccità e ristagni idrici
FiorituraPrimavera (se lasciata seminare)
AltezzaVariabile in base alla cultivar
ConcimazioneStallatico maturo prima della messa a dimora
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneSemina o acquisto di giovani piantine
Malattie e parassitiLumache, farfalle cavolaie (larve), marciumi radicali
Difficoltà di coltivazioneFacile, adatta a principianti