Fiore melo

Frutteto

Melo

Il melo è un albero da frutto appartente alla famiglia delle Rosaceae, ed è molto diffuso in tutta Europa. Ecco la guida su come coltivarlo.

di Redazione

04 gennaio 2017

Esigenze idriche

Il melo è un albero di medie dimensioni, che può raggiungere al massimo 10 metri. Vive in zone temperate e, nel periodo tra aprile e maggio, produce dei fiori bianchi. È una pianta che teme i ristagni idrici, potenziale causa di marciumi radicali e malattie, per questo motivo deve essere impiantata in terreni umidi ma allo stesso tempo drenanti. La quantità e la frequenza delle irrigazioni devono dipendere dalla stagione: in inverno, gli interventi devono essere limitati quanto più possibile, mentre in estate - e soprattutto nei periodi di siccità prolungata - deve essere fornita acqua ad intervalli regolari. Per questo albero, nello specifico, è bene utilizzare un impianto a goccia e, nei periodi di caldo intenso, somministrare alla pianta circa 100 litri di acqua per unità di superficie ogni 10 giorni.

Cure da fornire

Sebbene le varietà di melo siano tutte mediamente tolleranti alla siccità, è bene assicurare alla pianta una modesta quantità di acqua, necessaria per far sì che i frutti maturino nel modo più opportuno. Il melo resiste inoltre a temperature anche molto fredde, e richiede molte ore di luce diretta del sole; è inoltre opportuno che gli alberi siano disposti in zone fresche ma non eccessivamente ventilate. È opportuno effettuare una potatura di formazione dopo che i fiori sono sbocciati, rimuovendo i rami troppo ingombranti in modo da garantire una buona esposizione di tutte le parti della pianta alla luce solare ed una forma adeguata. Nel periodo di tempo che va da agosto ad ottobre è importante effettuare la raccolta dei frutti, verificandone la maturità. Una mela è matura se in seguito a rotazione si stacca dal ramo, portando con sé il penduncolo.

Quanto concimare

Il terreno in cui si trova il melo dev'essere molto ricco di sostanze nutritive, così da garantire una rigogliosa crescita dei frutti; inoltre, non deve essere eccessivamente calcareo né estremamente compatto, per non pregiudicarne la drenanza. Nel momento in cui l'albero viene messo a dimora, è importante somministrare 3 chilogrammi di letame al terreno; il fertilizzante può essere dello stallatico maturo ternario, a lenta cessione. Questa pianta necessita inoltre di elevate quantità di azoto, quindi ogni anno è opportuno aggiungere al terreno 60 grammi di solfato di ammonio per unità di superficie; a questo composto vanno aggiunti ogni due anni circa composti molto ricchi di fosforo e potassio, per evitare un impoverimento del terreno (e quindi dell'albero) di questi due importanti macroelementi.

Malattie e parassiti

Il melo è soggetto all'attacco di un vasto numero di parassiti. Innanzitutto, gli afidi rappresentano la principale causa di danneggiamento della pianta; questi minuscoli insetti si nutrono della linfa vitale della pianta, e causano l'appassimento delle foglie e, nei casi più gravi, la morte dell'intero organismo. Per l'eliminazione di questi parassiti è possibile agire per via manuale, eliminandoli con l'utilizzo di un cotton fioc imbevuto in alcol etilico (se sono presenti pochi esemplari), oppure con l'impiego di un antiparassitario. Un'ulteriore minaccia per l'albero è rappresentata dall'attacco da parte del ragnetto rosso. Anche questo acaro, dalle dimensioni molto piccole, si nutre della linfa vitale della foglia, localizzandosi soprattutto negli organi vegetativi più giovani e sulla pagina inferiore delle foglie. In seguito al suo attacco, le foglie perderanno la clorofilla e non avranno la possibilità di effettuare la fotosintesi, il che provocherà la necrosi della foglia. La loro presenza può essere limitata sia utilizzando specifici prodotti chimici, sia diminuendo le quantità di azoto apportate al terreno.

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Domande frequenti

  • Come capire quando le mele sono mature e pronte per la raccolta?
    La maturità del frutto si verifica facilmente testando il distacco dal ramo. Ruota delicatamente la mela: se si stacca spontaneamente portando con sé il peduncolo, significa che è pronta. Questo metodo evita di raccogliere frutti acerbi o troppo maturi. La raccolta avviene generalmente tra agosto e ottobre, a seconda della varietà e del clima locale. È fondamentale controllare periodicamente lo stato di maturazione per garantire la migliore qualità del frutto e la sua conservabilità.
  • Quali sono le principali cure idriche necessarie per il melo?
    Il melo teme fortemente i ristagni idrici, che possono causare marciumi radicali. Va coltivato in terreni umidi ma ben drenanti. In inverno le irrigazioni devono essere minime, mentre in estate, specialmente durante la siccità, è necessario fornire acqua regolarmente. Si consiglia un impianto a goccia e, nei periodi di caldo intenso, circa 100 litri d’acqua ogni 10 giorni per unità di superficie. Una modesta quantità d’acqua è comunque essenziale per una corretta maturazione dei frutti.
  • Come difendersi dagli afidi e dal ragnetto rosso sul melo?
    Gli afidi succhiano la linfa causando appassimento fogliare; per piccoli infestamenti si possono rimuovere manualmente con cotone imbevuto di alcol etilico, altrimenti servono antiparassitari specifici. Il ragnetto rosso attacca le foglie giovani e la pagina inferiore, causando perdita di clorofilla e necrosi. Oltre ai trattamenti chimici mirati, è efficace ridurre le dosi di azoto nel terreno, poiché un eccesso favorisce la proliferazione di questi acari. Monitorare spesso la vegetazione aiuta a intervenire tempestivamente.
  • Quale concimazione è consigliata per il melo?
    Il terreno deve essere ricco di nutrienti. Alla messa a dimora somministrare 3 kg di letame maturo (stallatico ternario a lenta cessione). Annualmente, aggiungere 60 grammi di solfato di ammonio per unità di superficie per fornire azoto. Ogni due anni integrare con fertilizzanti ricchi di fosforo e potassio per prevenire l’impoverimento del suolo. Evitare terreni eccessivamente calcarei o compatti per non compromettere la drenatura e la salute radicale della pianta.
  • Quando e come effettuare la potatura del melo?
    La potatura di formazione va eseguita dopo la fioritura, ovvero quando i fiori bianchi di aprile-maggio sono già sbocciati. L’obiettivo è rimuovere i rami troppo ingombranti o incrociati per garantire una buona esposizione alla luce solare di tutte le parti della pianta e mantenere una forma equilibrata. Una corretta potatura favorisce la ventilazione interna, riduce il rischio di malattie crittogamiche e migliora la qualità e la dimensione dei frutti prodotti nella stagione successiva.

Scheda Tecnica

Malus domestica

Nome scientificoMalus domestica
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineEuropa e Asia occidentale
EsposizionePieno sole, zone fresche e poco ventilate
TerrenoRicco, ben drenante, non calcareo né compatto
IrrigazioneRegolare in estate, limitata in inverno; evitare ristagni
FiorituraAprile-Maggio (fiori bianchi)
AltezzaFino a 10 metri
ConcimazioneLetame a dimora, solfato di ammonio annuale, P/K biennale
PotaturaDi formazione post-fioritura, rimozione rami ingombranti
Malattie e parassitiAfidi, ragnetto rosso, marciumi radicali
Difficoltà di coltivazioneMedia