Melo

Esigenze idriche

Il melo è un albero di medie dimensioni, che può raggiungere al massimo 10 metri. Vive in zone temperate e, nel periodo tra aprile e maggio, produce dei fiori bianchi. È una pianta che teme i ristagni idrici, potenziale causa di marciumi radicali e malattie, per questo motivo deve essere impiantata in terreni umidi ma allo stesso tempo drenanti. La quantità e la frequenza delle irrigazioni devono dipendere dalla stagione: in inverno, gli interventi devono essere limitati quanto più possibile, mentre in estate - e soprattutto nei periodi di siccità prolungata - deve essere fornita acqua ad intervalli regolari. Per questo albero, nello specifico, è bene utilizzare un impianto a goccia e, nei periodi di caldo intenso, somministrare alla pianta circa 100 litri di acqua per unità di superficie ogni 10 giorni.
Fiore melo

Pezzi di legno di melo per affumicatura BBQ

Prezzo: in offerta su Amazon a: 28,54€


Cure da fornire

Mele ramo Sebbene le varietà di melo siano tutte mediamente tolleranti alla siccità, è bene assicurare alla pianta una modesta quantità di acqua, necessaria per far sì che i frutti maturino nel modo più opportuno. Il melo resiste inoltre a temperature anche molto fredde, e richiede molte ore di luce diretta del sole; è inoltre opportuno che gli alberi siano disposti in zone fresche ma non eccessivamente ventilate. È opportuno effettuare una potatura di formazione dopo che i fiori sono sbocciati, rimuovendo i rami troppo ingombranti in modo da garantire una buona esposizione di tutte le parti della pianta alla luce solare ed una forma adeguata. Nel periodo di tempo che va da agosto ad ottobre è importante effettuare la raccolta dei frutti, verificandone la maturità. Una mela è matura se in seguito a rotazione si stacca dal ramo, portando con sé il penduncolo.

  • Fior di pesco Il fior di pesco o Cydonia è un piccolo arbusto deciduo da fiore originario della Cina e del Giappone. Costituisce densi ciuffi di rami leggermente spinosi, dalla corteccia verde-marrone, liscia; le f...
  • Fior di pesco Il chaenomeles, detto comunemente “cotogno giapponese, cotogno da fiore” o “fior di pesco”, è un arbusto, o piccolo albero, a foglia caduca molto apprezzato per la sua fioritura precoce e variopinta o...
  • fritillaria imperialis La Fritillaria imperialis è una bulbosa perenne originaria dell'Asia; produce lunghi fusti eretti, rigidi, alti fino a 100-120 cm, con foglie alterne fino a circa un terzo dell'altezza; le foglie sono...
  • fritillaria meleagris alba La fritillaria Meleagris è una bulbosa perenne originaria dell'Europa e dell'Asia settentrionale. A fine inverno i bulbi producono lunghe foglie lineari, simili ad erba, di colore verde brillante, e f...

Zwilling 40990-006-0 Twin Specials Trucioli di Legno per Affumicatore, Faggio

Prezzo: in offerta su Amazon a: 11,94€
(Risparmi 2,91€)


Quanto concimare

Terra fertilizzante Il terreno in cui si trova il melo dev'essere molto ricco di sostanze nutritive, così da garantire una rigogliosa crescita dei frutti; inoltre, non deve essere eccessivamente calcareo né estremamente compatto, per non pregiudicarne la drenanza. Nel momento in cui l'albero viene messo a dimora, è importante somministrare 3 chilogrammi di letame al terreno; il fertilizzante può essere dello stallatico maturo ternario, a lenta cessione. Questa pianta necessita inoltre di elevate quantità di azoto, quindi ogni anno è opportuno aggiungere al terreno 60 grammi di solfato di ammonio per unità di superficie; a questo composto vanno aggiunti ogni due anni circa composti molto ricchi di fosforo e potassio, per evitare un impoverimento del terreno (e quindi dell'albero) di questi due importanti macroelementi.


Melo: Malattie e parassiti

Albero melo Il melo è soggetto all'attacco di un vasto numero di parassiti. Innanzitutto, gli afidi rappresentano la principale causa di danneggiamento della pianta; questi minuscoli insetti si nutrono della linfa vitale della pianta, e causano l'appassimento delle foglie e, nei casi più gravi, la morte dell'intero organismo. Per l'eliminazione di questi parassiti è possibile agire per via manuale, eliminandoli con l'utilizzo di un cotton fioc imbevuto in alcol etilico (se sono presenti pochi esemplari), oppure con l'impiego di un antiparassitario. Un'ulteriore minaccia per l'albero è rappresentata dall'attacco da parte del ragnetto rosso. Anche questo acaro, dalle dimensioni molto piccole, si nutre della linfa vitale della foglia, localizzandosi soprattutto negli organi vegetativi più giovani e sulla pagina inferiore delle foglie. In seguito al suo attacco, le foglie perderanno la clorofilla e non avranno la possibilità di effettuare la fotosintesi, il che provocherà la necrosi della foglia. La loro presenza può essere limitata sia utilizzando specifici prodotti chimici, sia diminuendo le quantità di azoto apportate al terreno.


Guarda il Video

COMMENTI SULL' ARTICOLO