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Frutteto

Stadi di sviluppo del frutteto

Vediamo passo per passo i diversi stadi di sviluppo del frutteto e delle differenti piante da frutto, con informazioni dettagliate di ognuno di essi per conoscere a fondo i nostri frutteti.

di Redazione

16 giugno 2016

Stadi di sviluppo frutteto

Il ciclo vitale delle colture arboree da frutteto si compone di 3 stadi periodici: lo stadio giovanile, lo stadio di maturità e lo stadio senile. Gli stadi nel frutteto hanno durata variabile in relazione a svariate condizioni endogeno-ambientali e diventano, per il frutticoltore, un diverso valore economico in rapporto sia dalle diverse cure colturali sia alla diversa capacità produttiva. La rapidità di passaggio trai vari stadi è regolata da fattori genetici, tecnico-colturali e pedo-climatici e, pertanto, risulta variabile a seconda della specie e dell'ambiente colturale.

Stadio giovanile

Inizia con la vita dell'albero da frutto e termina con la sua entrata in produzione. In questo periodo l'albero presenta un intenso sviluppo vegetativo, ma è incapace di produrre frutti. Questo stadio, detto "stadio improduttivo", ha una durata che è stretto rapporto con la specie e nell'ambito di questa varia a seconda che si tratti semenzale (pianta ottenuta da seme) oppure di ASTONE (pianta innestata). L'impiego di semenzali è riservato principalmente alla ricerca per il miglioramento genetico volto alla costituzione di nuove cultivar e nuovi portainnesti; in campo pratico vengono usati astoni aventi, in genere, 1 anno di età. La durata dello stadio giovanile dei SEMENZALI di POMACEE, in particolare melo e pero, supera il decennio. In questo periodo evidenziano aspetti morfologici, istologici e fisiologici aventi un'impronta selvatica. Lo stadio giovanile dei semenzali di drupacee, solitamente non supera i 5 anni e non evidenzia particolari modificazioni. Nel caso dei fruttiferi innestati, il periodo improduttivo ha in genere una durata inferiore ai 3 anni , che varia comunque in relazione alla specie e al portainnesto impiegato. In genere il portainnesto FRANCO (cioè ottenuto da seme previa selezione), prolunga lo stadio improduttivo rispetto ai portainnesti ottenuti per via vegetativa nell'ambito di questi ultimi, quelli di debole vigoria anticipano il completamento dello stadio giovanile rispetto a quelli più vigorosi.

Stadio di maturità

Prende avvio quando la porzione epigea ha raggiunto uno sviluppo idoneo. Viene rallentata l'attività vegetativa, tipica dello stadio giovanile, mentre le foglie acquisiscono sempre più capacità di sintetizzare specifici fitoregolatori endogeni (ormoni) in grado di indurre la differenziazione a fiore delle gemme neutre. Così inizia la prima manifestazione del ciclo riproduttivo che va via via evolvendosi in una sempre più regolare fruttificazione. Per quanto riguarda i SEMENZALI nel passaggio da stadio giovanile a stadio di maturità avviene un particolare processo chiamato di INGENTILIMENTO nel corso del quale la parte epigea comincia a perdere le impronte selvatiche per portarsi verso quelle normali. Tutto ciò avviene con gradualità a partire dalla zona apicale via via verso la base. La zona basale manterrà le caratteristiche di giovanilità fintantoché tutta la sovrastante porzione epigea avrà raggiunto lo stadio di maturità.

Stadio di insenilimento

Prende avvio con l'invecchiamento dell'apparato radicale e conseguente riduzione dell'attività assorbente. Provoca un generale indebolimento dell'attività vegetativa e un rallentamento di tutte le funzioni vitali. L'albero manifesta una scarsa formazione di nuovi germogli, il rinnovo dei rami a frutto tende ad esaurirsi e la produzione diminuisce e diventa saltuaria, antieconomica e quantitativamente scadente. Il rapporto fra massa fogliare e nuovi organi risulta alterato e determina un eccessivo accumulo di sostanze idrocarbonate: la massa fogliare risulta essere notevole rispetto alla modesta quantità di nuovi organi formati. Si altera anche il cilclo annuale: la durata del periodo vegetativo risulta essere di poche settimane mentre si prolunga notevolmente quella del periodo di elaborazione.

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Domande frequenti

  • Quali sono i tre stadi principali dello sviluppo di un frutteto?
    Il ciclo vitale delle colture arboree da frutteto si articola in tre fasi distinte: lo stadio giovanile, quello di maturità e lo stadio senile. Ogni fase presenta caratteristiche fisiologiche ed economiche specifiche per il frutticoltore. La transizione tra questi stadi non è fissa, ma dipende da fattori genetici della pianta, tecniche colturali adottate e condizioni pedo-climatiche dell'ambiente. Comprendere queste fasi è essenziale per gestire correttamente le cure agronomiche e ottimizzare la produttività economica del frutteto nel tempo.
  • Quanto dura lo stadio giovanile di un melo o pero semenzale?
    Lo stadio giovanile, definito improduttivo perché l'albero sviluppa vegetativamente ma non produce frutti, ha durate molto variabili. Nei semenzali di pomacee, come melo e pero, questo periodo supera spesso il decennio (oltre 10 anni), mostrando tratti morfologici e fisiologici simili alle piante selvatiche. Al contrario, nei semenzali di drupacee la durata non supera generalmente i 5 anni. L'uso di piante innestate (astonii) riduce significativamente questo periodo, portandolo solitamente sotto i 3 anni grazie all'impiego di portinnesti selezionati.
  • Cosa succede durante lo stadio di maturità del frutteto?
    Nello stadio di maturità, l'albero raggiunge uno sviluppo vegetativo idoneo e rallenta la crescita tipica della giovinezza. Le foglie iniziano a sintetizzare fitoregolatori (ormoni) che inducono la differenziazione delle gemme a fiore, dando inizio alla fruttificazione regolare. Nei semenzali, avviene un processo di 'ingentilimento': la parte alta dell'albero perde le caratteristiche selvatiche per assumere quelle normali, processo che si estende gradualmente dall'apice alla base. È la fase di massima efficienza produttiva e biologica della pianta.
  • Come riconoscere lo stadio di senescenza in un albero da frutto?
    La senescenza è segnata dall'invecchiamento dell'apparato radicale e dal conseguente calo dell'attività assorbente. Si manifestano indebolimento vegetativo, scarsa formazione di nuovi germogli ed esaurimento del rinnovo dei rami da frutto. La produzione diventa saltuaria, quantitativamente scarsa e antieconomica. Un segnale distintivo è l'alterazione del rapporto massa fogliare/novi organi: c'è un eccessivo accumulo di carboidrati nelle foglie, che risultano numerose rispetto ai pochi nuovi organi prodotti. Anche il ciclo annuale si accorcia, con periodi vegetativi brevissimi.
  • Come influenzano il portinnesto e il metodo di propagazione la durata degli stadi?
    Il metodo di propagazione incide fortemente sui tempi. I semenzali hanno stadi giovanili lunghi (decenni per alcune pomacee), mentre gli astonii innestati entrano in produzione rapidamente (sotto i 3 anni). Tra i portinnesti, quelli franchi (da seme) tendono a prolungare lo stadio improduttivo rispetto a quelli clonali (vegetativi). Inoltre, tra i portinnesti vegetativi, quelli a debole vigoria anticipano il completamento dello stadio giovanile rispetto a quelli vigorosi, permettendo una messa a frutto più rapida del frutteto.