Albero del pepe

vedi anche: Alberi

Albero del pepe

L’albero di pepe è una liana legnosa perenne capace di arrivare, in determinate condizioni, anche a 5 metri di altezza. Le foglie misurano tra i 5 e i 10 centimetri e tendenzialmente hanno forma ovale; i fiori sono molto piccoli e sbocciano su un gambo pendulo con lunghezza massima di 10 centimetri; il frutto è una drupa che contiene un unico seme molto piccolo che assume colore rosso una volta giunto a maturità. Un singolo ramo, generalmente, produce fino a 30 germogli. L’ habitat naturale della pianta è rappresentato da un ambiente con terreno né secco né allagato, ma umido e molto fertile. Qualora venga coltivato su suoli secchi, l’albero necessita, almeno nella stagione estiva, di essere bagnato quotidianamente. Questa condizione, comunque, non è ideale: come detto l'albero del pepe preferisce suoli umidi. Solo dal quinto anno la pianta inizia a fruttificare.

Il pepe è ancora oggi la spezia più conosciuta e richiesta in tutto il mondo. Il suo valore e la sua utilità sono sempre state così alte da divenire causa di grandi viaggi di esplorazione nonché uno dei fattori scatenanti della creazione di alcune colonie da parte degli stati europei. Ancora oggi viene considerato il re delle spezie visto che, nelle sue numerose tipologie, piccanti o solamente aromatiche, riesce a sposarsi bene con ogni sapore, esaltando le pietanze nella giusta maniera, senza coprirne i componenti fondamentali.

Piante di pepe in California

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L'albero del pepe nella storia

Il pepe ha alimentato fiorenti commerci La pianta del pepe viene coltivata sin dall’antichità: le prime coltivazioni, probabilmente, si trovavano in India, lungo le coste del mar Indiano. Spesso il pepe nero veniva confuso con il pepe lungo, tanto che nell’antica Roma le due varietà venivano utilizzate indistintamente. Dopo la scoperta dell’America, con la scoperta del pepe del Cile, il pepe lungo cominciò a cadere in disuso. Per tutto il medioevo, il pepe nero utilizzato in Europa e nel mondo arabo islamico era quello coltivato in India; solo dopo il 1500 la coltivazione di questa spezia venne introdotta in maniera estensiva anche nel Sud Est Asiatico, in particolar modo nell'arcipelago indonesiano. Il pepe ha sempre rappresentato per l’Europa un bene di lusso, il cui commercio ha contribuito ad alimentare la fiorente rotta delle Indie. Per lunghi decenni, il commercio di questa preziosa spezia è stato prerogativa dei mercanti veneziani e genovesi. In quei secoli il pepe era ritenuto un bene così prezioso da essere utilizzato, talvolta, addirittura come moneta.

Nel IV secolo a.C. Alessandro Magno porta in Europa del pepe, dopo la sua spedizione in India. Si suppone, però, che il suo utilizzo e la sua diffusione siano ancora più antiche. Il pepe si sviluppa allo stato selvaggio in India (verso Malabar) e nelle regioni che si affacciano sul Mar della Cina. Già da molto tempo prima, infatti, era esportato con successo verso la Fenicia e la Grecia. Presso gli Egizi era molto appezzato al punto che dei grani sono stati ritrovati nelle tombe: si pensa che venissero offerti come dono agli Dei. Infine arrivò anche ai Romani: furono i primi a portare questa spezia in Gallia e di conseguenza farla conoscere nel resto del nostro continente. I patrizi lo utilizzavano abbondantemente: per loro era un importante segno di ricchezza e di potenza. Veniva inoltre impiegato, come il sale, al pari della moneta corrente.

Dopo la caduta dell’Impero le relazioni dirette tra l’India e l’Occidente si interruppero per molti secoli: le conquiste arabe, infatti, resero totalmente impraticabili le vie che erano state aperte precedentemente. Gli approvvigionamenti divennero nuovamente più semplici dall’inizio del XVI secolo, con la circumnavigazione del capo di Buona Speranza, da parte dei Portoghesi. Questi, e in seguito altre potenze europee, crearono numerose colonie per potersi occupare direttamente della coltivazione e del trasporto dei preziosi granuli.


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Caratteristiche del pepe

In commercio troviamo vari tipi di pepe. Bisogna puntualizzare che viene considerato vero pepe solo quello che deriva da piante della famiglia delle Piperaceae. Il genere Piper è poi ulteriormente suddiviso in più di 700 specie di cui solo alcune sono coltivate per la produzione della spezia.

Il piper nigrum è una liana composta da steli piuttosto spessi e legnosi. In natura si comporta per lo più come coprisuolo o come rampicante, aggrappandosi ad altri vegetali, quali alberi o arbusti. Può raggiungere i 10 metri di lunghezza totale. L’apparato radicale è piuttosto superficiale, ma è possibile rinvenire delle radici aeree lungo tutto lo sviluppo della pianta. Le foglie, dotate di picciolo, sono cuoriformi, allungate e semplici, color verde scuro intenso, lunghe da 4 a 20 cm e larghe dai 3 ai 14 cm. La pagina inferiore è tomentosa.

Le infiorescenze, a forma di pannicolo e dotate di un lungo picciolo, sono composte da singoli fiori ermafroditi di color bianco giallastro. Una singola infiorescenza può contenere da 50 a 150 singoli fiori. L’impollinazione viene operata dagli insetti. La raccolta ha luogo mediamente dai 6 agli 6 mesi dopo. Da ogni fiore, infatti, si sviluppa un singolo frutto contenente poi un unico seme. I frutti sono delle bacche inizialmente di color verde, poi rosso ed infine nero. Seccando diventano rugose e di color marrone scuro, mentre l’interno rimane grigio o giallastro.

La pianta impiega tre anni per dare i primi frutti, ma resterà produttiva per un lungo periodo: da 20 a 30 anni.

Il piper nigrum è originario di tutto il Sud-est asiatico. Si trova allo stato spontaneo nell’India Sud-occidentale e in Cina. Dato il valore economico la sua coltivazione si è diffusa un po’ in tutta l’area, in particolare a Java, nel Borneo, nelle Filippine e in Giappone. Attualmente si stanno interessando a questa coltura anche alcuni paesi africani e dell’America Latina (in particolare è molto diffusa in Brasile).


L'albero del pepe rosa

Una <em>pianta di pepe</em> in Brasile Il pepe rosa deve il suo nome al colore del suo frutto. Conosciuto anche con il soprannome di falso pepe, è originario delle regioni andine del Sudamerica. Spesso, in America latina, è possibile rinvenire immagini dell’albero di pepe rosa accanto a statue dei nativi sudamericani. L’albero del pepe rosa è una pianta sempreverde e molto alta: il fusto è ramificato, la chioma molto grande e il portamento pendulo, tanto che talvolta i rami arrivano a toccare il terreno. Per questa caratteristica ricorda spesso il salice. I fiori sono bianchi e, nel periodo autunnale, sono sostituiti dai frutti, piccole bacche ovali di colore rosa con un fortissimo aroma. L'albero del pepe rosa è coltivabile anche nelle regioni calde dell’Europa del sud. Nelle regioni meridionali italiane, ad esempio, è utilizzato come albero per l'arredo urbano. Proprio per le sue origini, difficilmente tollera temperature inferiori a 0 gradi: nei periodi invernali le piante giovani vanno protette con dei teli. La pianta cresce rigogliosa nelle aree soleggiate e ha bisogno di un terreno ben drenato.