Potare orchidea

Orchidee

Potare orchidea

Gli esperti hanno opinioni diverse in merito alla potatura delle orchidee; alcuni sostengono che non deve essere fatta, altri che bisogna effettuare questa tecnica per favorire il rinnovamento della pianta

di Redazione

23 marzo 2018

Potare orchidea

Tra questi qualcuno sostiene che non andrebbero mai potate per via del loro rinnovamento spontaneo dopo l'appassimento dei fiori; qualcun'altro ritiene che è sempre meglio potare, eliminando - oltre ai fiori appassiti - anche gli steli vecchi, così da favorire il rinnovamento completo della pianta e di conseguenza una fioritura migliore. Per la potatura delle orchidee è necessario anche considerare la varietà coltivata. Alcune, dopo aver fatto appassire lo stelo precedente, producono steli nuovi; altre fioriscono sempre sullo stesso. Inoltre, determinate varietà di orchidea variano spontaneamente la fioritura del proprio stelo e secondo alcuni, è preferibile lasciare che la pianta rinnovi i suoi steli in maniera naturale, seguendo i propri ritmi di crescita. Generalmente comunque, ad essere potate sono le orchidee da appartamento, quelle coltivate in vaso: le dendrobium, originarie della Nuova Zelanda e con la capacità di far appassire spontaneamente lo stelo ormai improduttivo, e le phalaenopsis originarie delle Indie, con la proprietà di rinnovare lo stelo autonomamente. In entrambi i casi la potatura si eseguirà con la semplice rimozione dei fiori appassiti. Esistono comunque alcune speci di orchidee che traggono beneficio dalla completa rimozione dello stelo poiché fioriscono su uno stelo nuovo. Tra queste la Cambria e la Cymbodium. La potatura delle orchidee sebbene possa servire a dare vigore alla pianta, ha essenzialmente un obiettivo estetico e non potrebbe essere diversamente dato che questo tipo di pianta ha soprattutto uno scopo ornamentale. In ogni caso, non si sbaglierà quando si procederà alla potatura della propria orchidea nel momento in cui questa darà segni visibili di sofferenza: rami secchi, spezzati o appassiti.

Modalità di potatura

Sono due le due tecniche di potatura: la completa rimozione delle foglie e dei fiori appassiti oppure il taglio degli steli della pianta ormai improduttivi. Per ciò che riguarda la rimozione dei fiori, è consigliabile tagliarli dal peduncolo. Invece relativamente agli steli, molti appassionati di giardinaggio scelgono di potare anche i rami produttivi, questo per forzare la fioritura, a circa 20 cm dalla base, immediatamente dopo il nodo da dove dovrebbero originare i nuovi steli. Altri invece preferiscono recidere gli steli nella loro parte terminale. Tale procedura è utile per quelle orchidee che producono la seconda fioritura su uno stelo nuovo. Gli attrezzi da usare per la potatura sono i guanti e le apposite forbici, lavate e disinfettate sia prima che successivamente all’uso. I tagli agli steli devono essere decisi poiché creando sfilacciature al tessuto vegetale - anche solo con una minima esitazione - si favorisce la penetrazione nella pianta di agenti patogeni. I tagli poi vanno protetti con del mastice proprio per evitare a virus e batteri di provocare infezioni. Per ciò che riguarda le foglie è meglio lasciar fare alla natura il suo corso. Le foglie dell'orchidea generalmente cadono da sole, dopo un lungo periodo di 2-3 anni. Esse sono infatti un organo di immagazzinamento dell'acqua e non vanno recise, a meno che non mostrino segni evidenti di malattia o di marciumi.

I periodi della potatura

Il momento ideale per potare le orchidee coincide solitamente con il post fioritura e con esattezza, con l'appassimento dei fiori. Le orchidee hanno tempi diversi di fioritura, sia perchè in natura ne esistono di tante speci diverse, sia a causa della manipolazione dell'uomo. Inoltre è bene ricordare che la luce e gli sbalzi di calore possono influire sulla fioritura di queste piante. Addirittura gli esperti sostengono che la potatura possa ritardare o anticipare in qualche modo la fioritura delle orchidee anche se è stato accertato che esse siano in grado di fiorire tutto l'anno. Ad ogni modo è importante ricordare che la potatura delle orchidee va effettuata solo dopo l'appassimento dei fiori. Per le piante che ripetono la fioritura sullo stesso stelo, è bene recidere lo stesso a circa 20 cm dall'origine, dopo il nodo da dove nasceranno nuove gemme. Per le orchidee che invece effettueranno la nuova fioritura su un nuovo stelo, è meglio procedere alla recisione totale.

Alcune precisazioni

Nel procedere nella potatura, è bene essere informati sulla specie coltivata sulla quale si vuole intervenire. Per ciò che riguarda le varietà di orchidea con fioriture abbondanti e generose e con la capacità di rinnovamento autonomo, la potatura potrebbe essere anche dannosa. Una potatura mal fatta - magari con tagli imprecisi, come accennato prima - e una pianta mal curata potrebbe causare infatti lo slittamento della fioritura per più di una stagione. Nelle speci che invece alla potatura si prestano, i tagli netti sono in grado di anticipare le fioriture, rinforzare la pianta e permettere una crescita di quest'ultima ancora più vigorosa.

Piccoli e utili accorgimenti

L'orchidea è una pianta molto particolare e dai fiori quasi artistici che proprio per questa sua originale bellezza, necessita di attenzioni e cure particolari. E per eseguire una buona potatura, utile a dare rinnovamento alla pianta, è bene essere informati sull'orchidea sulla quale si vuole intervenire. Le informazioni e le caratteristiche relative alla stessa si possono e si devono ottenere presso un qualunque vivaio che venda piante coltivate in vaso. Ma affinché la potatura abbia successo è possibile prendere qualche accorgimento, a partire dalla corretta coltivazione. Prima di procedere alla recisione di steli o alla semplice rimozione dei fiori, è necessario coltivare correttamente l'orchidea, dopo un'attenta osservazione dei ritmi di crescita della pianta. Nel processo di crescita infatti, non è raro commettere errori di diverso tipo:di concimazione ad esempio, o di irrigazione ed esposizione alla luce. Prima di una qualunque potatura dunque, è meglio cercare di correggere gli eventuali errori pregressi. Le orchidee da appartamento vanno in genere conservate ad una temperatura compresa tra i 18 e i 22 gradi; la luce deve essere abbondante ma non diretta. Dunque il luogo ideale per una pianta di questo tipo potrebbe essere un davanzale dove la finestra è schermata da una tenda, in modo da impedire al sole di danneggiarla. L'ambiente deve essere abbastanza umido ma nel suo stesso vaso di devono evitare i ristagni d'acqua. L'innaffiatura è consigliata una volta alla settimana e non deve essere mai troppo abbondante. Meglio se si utilizza acqua piovana o demineralizzata (priva di cloro, di carbonato di calcio e di magnesio). Buon senso e un po' di esperienza infine, per il successo di una buona coltivazione e quindi di una buona potatura, giocheranno poi un ruolo fondamentale.

Forbici per potatura

La potatura delle orchidee deve essere eseguita con forbici dalla lama sottile e ben affilata. Vanno bene anche le forbici per potatura normali a patto che abbiano le lame ben affilate anche se le forbici più piccole risultano più pratiche e precise. Un tipo di forbici che possono risultar utili per potare le orchidee sono le forbici da bonsai, forbici sottili e precise con le quali possiamo fare dei tagli precisi. Una cosa che dobbiamo sempre ricordarci quando potiamo le nostre piante è di pulire le forbici, possibilmente con una sterilizzata delle lame prima di ogni taglio in modo particolare quando notiamo che qualche pianta di quelle che vorremmo potare è con molta probabilità ammalata. Le lame delle forbici utilizzate per la potatura possono infatti essere dei veicoli per i funghi ed i batteri che si trovano sulle piante ammalate e in particolare attraverso il taglio possono trovare una via d'accesso facile alla parte interna della pianta. Le ferite causate dal taglio delle lame rappresentano infatti una facile via d'ingresso agli agenti patogeni delle piante ed è proprio nelle fasi di potatura che si deve prestare particolare attenzione a non infettare le piante.

Come fare rifiorire le orchidee

Uno dei dubbi più frequenti fra i coltivatori di orchidee, e non solo fra quelli che sono alle prime armi, è relativo a come fare rifiorire le orchidee. Una volta appassite infatti, queste piante perdono tutta la loro bellezza ed il loro fascino e sono molti gli appassionati che non sanno che cosa fare con i fiori sfioriti e con i rami secchi delle orchidee. Il tipo di intervento può cambiare molto a seconda della varietà di orchidea che abbiamo di fronte poichè le diverse specie possono fiorire sul ramo vecchio oppure possono fare nuovi boccioli allungandosi dall'apice dello stelo. Le orchidee phalaenopsis per esempio, non vanno assolutamente potate in quanto rifioriscono sullo stesso ramo facendo un getto nuovo dal ramo sfiorito. Quando queste seccano, il miglior metodo per farle rifiorire è quello di eliminare solo la parte secca del fiore ed aspettare che la pianta emetta un nuovo fiore senza fare altro.

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Domande frequenti

  • Quando devo potare la mia orchidea?
    Il momento ideale per la potatura è subito dopo la fine della fioritura, ovvero quando i fiori iniziano ad appassire. Non potare mai durante la fase di sviluppo dei boccioli o mentre la pianta sta fiorendo. Aspettare l'appassimento naturale garantisce che la pianta abbia esaurito le energie necessarie per quel ciclo riproduttivo. Interventire prematuramente potrebbe indebolire l'esemplare o bloccare la produzione di nuovi fiori. È fondamentale osservare lo stato della pianta: se i fiori sono sani, non toccare nulla. La potatura ha principalmente uno scopo estetico e di rinnovo, quindi agisci solo quando lo stelo o i fiori hanno completato il loro ciclo vitale.
  • Come si pota correttamente una Phalaenopsis?
    Per la Phalaenopsis, le opinioni variano. Alcuni esperti suggeriscono di non potare mai lo stelo principale, poiché questa varietà tende a rifiorire sullo stesso ramo (producing new flower spikes from nodes below the old flowers). In questo caso, rimuovi solo i fiori appassiti. Se lo stelo diventa completamente giallo, secco o marcescente, allora puoi tagliarlo alla base. Altri preferiscono tagliare lo stelo a circa 2-3 nodi sopra la base per stimolare la produzione di un nuovo getto laterale. Assicurati di usare forbici disinfettate per evitare infezioni. Se decidi di tagliare, fai un taglio netto e inclinato poco sotto un nodo sano.
  • Devo tagliare anche gli steli delle Dendrobium?
    Sì, per le Dendrobium la gestione dello stelo è diversa. Queste orchidee fioriscono sui nuovi getti dell'anno corrente, mentre gli steli vecchi (che hanno già fiorito) smettono di produrre fiori e ingialliscono. Poiché gli steli vecchi non sono più produttivi e consumano risorse, è consigliabile tagliarli alla base, vicino al substrato, una volta che hanno completamente ingiallito e asciugato. Questo permette alla pianta di concentrare le energie sulla produzione di nuovi pseudobulbi e futuri steli floreali. Non tagliare gli steli verdi e sani, poiché potrebbero fiorire nuovamente in anni successivi, a seconda della sottospecie.
  • Che strumenti devo usare per la potatura?
    Utilizza forbici da potatura piccole, affilate e pulite. Le forbici da bonsai sono spesso ideali per la precisione necessaria con le orchidee. Prima di ogni utilizzo, disinfetta le lame con alcol o candeggina diluita per prevenire la trasmissione di malattie fungine o virali da una pianta all'altra. Evita di strappare i fiori o gli steli manualmente, poiché questo crea abrasioni nel tessuto vegetale che facilitano l'ingresso di patogeni. Dopo il taglio, specialmente se hai asportato parti significative dello stelo, applica un mastice cicatrizzante sulle ferite più grandi per proteggere la pianta da infezioni batteriche e fungine, mantenendo l'umidità controllata.
  • Posso tagliare le foglie gialle o secche?
    Generalmente, non è consigliato tagliare le foglie sane, anche se la pianta sembra stressata, poiché le foglie sono organi vitali per la fotosintesi e l'immagazzinamento di acqua e nutrienti. Le foglie vecchie tendono a ingiallire e cadere naturalmente dopo 2-3 anni. Tuttavia, se una foglia mostra segni evidenti di malattia, marciume o danni fisici gravi, puoi rimuoverla con cautela usando forbici disinfettate, tagliandola alla base. Non strappare mai le foglie. Se la foglia è solo leggermente ingiallita ma ancora soda, lasciala alla pianta: continuerà a fornire energia finché non cadrà spontaneamente. Rimuovere foglie sane indebolisce la riserva energetica dell'orchidea.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifita/Rizomatosa
OrigineAsia, Americhe, Oceania
EsposizioneLuce diffusa, no sole diretto
Temperatura minima10°C
TerrenoSubstrato specifico (corteccia)
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraVariabile per specie
AltezzaVariabile
ConcimazioneSpecifica per orchidee
PotaturaPost-fioritura, rimuovere fiori/steli secchi
MoltiplicazioneDivisione cespi, keiki
Malattie e parassitiCocciniglie, afidi, marciumi radicali
Difficoltà di coltivazioneMedia/Alta (richiede cura specifica)