margotta

Tecniche di giardinaggio

Margotta

Impariamo oggi una delle forme di propagazione migliori che esistono nell'ambito delle piante e degli alberi da frutta. Ecco tutti i nostri consigli a riguardo.

di Redazione

07 settembre 2011

Indice:

Generalità

Questa forma di propagazione, particolarmente impiegata nella coltivazione del melo allo scopo di ottenere portainnesti clonali, è caratterizzata dal fatto che la radicazione viene artificialmente indotta sui nodi basali dei germogli sviluppatisi dal fusto della pianta madre, precedentemente capitozzato a livello del suolo. Le barbatelle, destinate a divenire piante madri da margotta, vengono poste a dimora in un settore di vivaio specificatamente adibito allo scopo e lasciate sviluppare liberamente durante il primo anno d'impianto. Appena prima della ripresa vegetativa del secondo anno queste nuove piante madri, denominate anche "ceppaie", vengono sottoposte a recisione totale della parte aerea mediante la capitozzatura del fusticino da attuare a livello del suolo. Dalle gemme rimaste sul moncone di fusto si originano i germogli e quando questi hanno raggiunto la lunghezza di almeno 10 cm si procede a ricoprirne la base con terra fine. Tale rincalzatura viene aumentata gradualmente in diretta relazione al costante allungamento dei germogli fino a che il loro tratto basale non venga a trovarsi interrato per circa 20 cm. Nel corso dell'estate, dai nodi basali prende avvio la rizogenesi; appena prima del riposo invernale, ma già quando la defogliazione è avvenuta, i germogli sono ben radicati ed idonei ad essere asportati dalla pianta madre mediante un taglio effettuato al disotto del punto di radicazione. Le barbatelle così ottenute costituiscono i portainnesti clonali. Le piante madri, se opportunamente curate, possono fornire materiale di propagazione anche per un ventennio.

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Domande frequenti

  • Cos'è la margotta e qual è il suo scopo principale?
    La margotta è una tecnica di propagazione vegetativa artificiale utilizzata principalmente per produrre portainnesti clonali, specialmente nel melo. Consiste nell'indurre la radicazione sui nodi basali dei germogli sviluppati dal fusto della pianta madre, che viene previamente capitozzata a livello del suolo. Questo metodo permette di ottenere nuove piante geneticamente identiche alla madre.
  • Come si prepara la pianta madre per la margottatura?
    Le barbatelle destinate a diventare piante madri (o 'ceppaie') vengono piantate in vivaio e lasciate crescere liberamente per il primo anno. All'inizio del secondo anno, prima della ripresa vegetativa, il fusto viene tagliato completamente a livello del suolo. Questo stimola la produzione di nuovi germogli dalle gemme rimaste sul moncone.
  • Quando e come si effettua la rincalzatura dei germogli?
    Si interviene quando i germogli raggiungono almeno 10 cm di lunghezza. La base viene ricoperta gradualmente con terra fine man mano che i germogli crescono, finché il tratto basale non è interrato per circa 20 cm. Questa operazione favorisce la formazione delle radici dai nodi basali durante l'estate.
  • Quando le nuove piante sono pronte per essere staccate?
    Le barbatelle sono pronte per essere asportate appena prima del riposo invernale, spesso già dopo la caduta delle foglie. A questo punto i germogli sono ben radicati. Vengono separate dalla pianta madre con un taglio effettuato sotto il punto di radicazione, diventando così portainnesti clonali pronti per la messa a dimora.
  • Per quanto tempo una pianta madre può produrre margotte?
    Se opportunamente curate e mantenute in buona salute, le piante madri (ceppaie) possono fornire materiale di propagazione tramite margottatura per un periodo prolungato, fino a vent'anni. Una corretta gestione del vivaio e delle cure colturali garantisce la longevità e la produttività di queste piante madri.

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