margotta su ramo

Tecniche di giardinaggio

Margotta

Sapevi che la riproduzione tramite margotta consiste nel far mettere le radici ad un ramo, senza staccarlo dalla pianta madre? Scopri qui come fare!

di Redazione

15 dicembre 2016

Che cos'è la margotta

La margotta è un metodo di riproduzione che si usa per le piante, alla pari della talea, con la differenza che viene fatta radicare direttamente sulla pianta madre.Esistono tre tipi di radicazione: margotta aerea, margotta ceppaia e margotta archetto.Non tutte le piante reagiscono a questo metodo di riproduzione, le più adatte sono melograno, ficus e olivo.Le conifere, invece, sono sconsigliate.La Margotta viene utilizzata per piante molto rare o preziose, oppure per le piante di dimensioni più grandi rispetto a quelle che utilizzano la talea. Questo metodo è particolarmente adatto alla produzione dei bonsai.La stagione più adatta per questa tecnica è quella fra maggio e giugno, periodo in cui le temperature iniziano ad aumentare: sarà proprio il mix caldo e umidità costante ad aumentare la possibilità di riuscita della Margotta.

Margotta aerea

Abbiamo già citato il fatto che esistono tre diversi tipi di riproduzione tramite Margotta. Il primo metodo è l'utilizzo della Margotta aerea che viene applicato per la realizzazione di piante speciali come quelle ornamentali o tropicali. Per questo criterio è necessario selezionare un ramo che verrà avviluppato in un pezzo di tela contenente terriccio al quale, in alcuni casi, si può aggiungere un agente radicante che aiuterà il ramo a velocizzare i tempi di emissione delle radici. Il tessuto andrà fissato alle due estremità in modo da formare un contenitore a forma di sacchetto che racchiuda la porzione di ramo. Quando il tronco, posizionato a contatto con il terriccio umido, avrà emesso radici e saranno ben sviluppate, verrà tagliato e, solo a quel punto, potrà essere trapiantato.

Margotta ceppaia

La tecnica della Margotta ceppaia è il metodo maggiormente utilizzato per creare i porta-innesti adibiti alle piantagioni da frutto. Dopo il primo anno di vita, e prima della ripresa vegetativa, le piante madri vengono recise al colletto, azione che induce la stimolazione a un'enorme emissione di germogli. Quando i getti avranno raggiunto una lunghezza di circa quindici/venti cm, verranno ripiegati verso la base e ricoperti di terra, in modo da avviare la produzione di radici. Al termine della stagione, quando le radici si saranno sviluppate forti e fitte, si avranno le barbatelle pronte per essere espiantate. Una ceppaia curata può raggiungere un'esistenza di vent'anni e produrre ininterrottamente barbatelle. Un'esempio molto conosciuto delle barbatelle, è quello nell'utilizzo per l'impianto di vigneti.

Procedimento per margotta

Il procedimento classico per la riproduzione con Margotta è di incidere, con un coltello apposito e pulito, la corteccia. Bisogna asportare un anello la cui altezza corrisponda al diametro del ramo: ad esempio se il diametro è di 10 centimetri, l'altezza della corteccia asportata varierà dagli 8 ai 12 centimetri. Sul legno rimasto nudo, si spalma un ormone radicante, si ricopre di terriccio, torba o miscele di torba. Avvolgere il tutto con tessuto di plastica nera, come quelli che vediamo nelle serre, poiché mantiene l'umidità e il calore. Ogni tanto è necessario reidratare il terreno utilizzando, ad esempio, una siringa: non bisogna mai aprire il pacchetto fino a quando la pianta non avrà radicato. Dopo il tempo richiesto, che varia da essenza ad essenza, si potrà asportare il ramo dalla pianta madre e metterlo a dimora in un vaso che sarà riempito con terriccio apposito.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono i momenti migliori dell'anno per eseguire la margotta?
    La stagione ideale per praticare la margotta va da maggio a giugno. In questo periodo le temperature iniziano ad aumentare e l'umidità costante favorisce notevolmente la formazione delle radici. Il calore combinato all'umidità crea le condizioni ottimali per aumentare le probabilità di successo della tecnica, permettendo alla pianta madre di sostenere il processo di radicazione del ramo selezionato.
  • Come si prepara correttamente l'incisione per la margotta classica?
    Si utilizza un coltello pulito per incidere la corteccia asportando un anello. L'altezza della corteccia rimossa deve corrispondere approssimativamente al diametro del ramo; ad esempio, per un ramo di 10 cm, si rimuove un anello alto tra gli 8 e i 12 cm. Sulla parte di legno nudo lasciata scoperta si applica un ormone radicante per accelerare il processo.
  • Che materiale usare per avvolgere la margotta aerea?
    Dopo aver applicato l'ormone radicante, si copre la zona incisa con terriccio, torba o miscele specifiche. Il tutto va avvolto in tessuto di plastica nera, simile a quello usato nelle serre, per mantenere umidità e calore. È fondamentale fissare bene le estremità del tessuto per formare un sacchetto ermetico che non vada mai aperto finché non si sono sviluppate le radici.
  • Quando è possibile separare la nuova pianta dalla madre?
    Il distacco avviene esclusivamente dopo che il ramo ha emesso radici ben sviluppate e visibili attraverso il rivestimento. I tempi variano a seconda dell'essenza vegetale. Solo quando le radici sono forti e fitte si può tagliare il ramo dalla pianta madre e procedere immediatamente al trapianto in un vaso preparato con terriccio specifico per garantire la sopravvivenza della nuova pianta.
  • Per quali tipi di piante è consigliata la margotta ceppaia?
    La margotta ceppaia è il metodo preferito per creare portainnesti destinati alle piantagioni da frutto, come nei vigneti. Si pratica recidendo la pianta madre al colletto dopo il primo anno, stimolando l'emissione di numerosi germogli. Questi, una volta raggiunti i 15-20 cm, vengono ricoperti di terra per radicare. Una ceppaia ben gestita può produrre barbatelle per circa vent'anni.