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I vivai: come vengono distinti a seconda della funzione

I vivai possono essere differenziati a seconda della loro destinazione e dei loro scopi. Si è soliti distinguere, in particolare, tra vivai forestali, che sono evidentemente specializzati nella realizzazione di essenze forestali; vivai frutticoli, che invece sono specializzati nella creazione di pomacee, agrumi, drupacee, olivi, viti e altre piante da frutto; vivai orticoli, dedicati alla produzione di specie ortive, e in particolare di piantine giovani che dovranno poi essere trapiantate in pieno campo o in serra; e infine di vivai ornamentali, dove viene curata la produzione (ed eventualmente la crescita) di piante ornamentali. Il vivaio, dunque, non è altro che quella realtà agricola e produttiva finalizzata alla propagazione a livello industriale di specie vegetali che poi dovranno essere vendute: in pratica, un’azienda che può avere comparti diversi, in maniera tale da mettere a disposizione del mercato una gamma di soluzioni e prodotti decisamente vasta. In effetti, l’azienda vivaistica può essere considerata a metà strada tra l’attività agricola e l’attività industriale, poiché al suo interno viene applicato un regime di coltivazione prettamente intensivo, sfruttando il capitale di esercizio rappresentato da mezzi tecnici e impianti vari. D’altra parte, il lavoro manuale richiede manodopera altamente qualificata, per riuscire a gestire le piante secondo le esigenze agronomiche. Dal punto di vista delle dimensioni, i vivai possono contare su superfici agrarie dall’estensione tutto sommato ridotta, visto che le tecniche di colture sono diverse dalle tecniche della comune attività agricola, e caratterizzate da una propria specificità.

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Quali sono i settori dei vivai

vivaioPer quel che riguarda i settori dei vivai, uno dei più importanti è costituito senza dubbio dalle collezioni. Con questo termine si indicano gli appezzamenti coltivati in cui si trovano le piante madri che forniscono talee, semi e il resto del materiale necessario alla prima propagazione, come barbatelle da propaggine, barbatelle da margotta, marze e così via. Il settore può avere una dimensione più o meno estesa a seconda delle finalità del vivaio. Per esempio, esistono aziende gestite da consorzi privati che sono specializzate nella produzione e nella conservazione del germoplasma. Le regole fito-sanitarie, per altro, prevedono che le collezioni siano protette da apprestamenti specifici tesi a evitare lo sviluppo di infezioni (per esempio barriere per impedire le virosi diffuse dagli insetti). All’interno delle complesse strutture operative e logistiche dei vivai, inoltre, sono presenti i barbatellai, dove vengono prodotte le barbatelle, solitamente per talea. Questo settore può trovarsi in piena terra, ma non di rado include bancali e cassoni di radicazione, eventualmente muniti di impianti per il riscaldamento basale e la nebulizzazione. In genere, il settore risulta diviso in due sezioni: una in serra, dove avviene l’auto-radicazione delle sempreverdi, e l’altra all’aperto, dove si verifica il prelievo delle talee per le specie a foglia caduca. Collegati ai barbatellai sono i nestai, dove avvengono le operazioni di innesto, sia a tavolino sulle talee, sia in campo sulle barbatelle. Qui le piante vengono conservate prima del trapianto. Il semenzaio, invece, rappresenta il settore in cui ha luogo la prima propagazione. Formato da bancali o cassoni (se in serra) o da letti all’aperto, accoglie per pochi mesi i semenzali, prima che essi siano sottoposti a innesto o trapianto. All’interno della struttura, inoltre, è presente un piantonaio, che corrisponde al settore in cui le piante vengono conservate prima che vengano messe sul mercato. In questa fase, essi si formano tramite la cosiddetta potatura di allevamento. In genere, la permanenza delle specie propagate all’interno del piantonaio dipende dai vivai: può durare uno, due o tre anni, a seconda delle specie. Per questo motivo, le dimensioni di tale settore variano in funzione della specializzazione di produzione della struttura. Esistono, per altro, anche vivai ornamentali dedicati alla realizzazione di piante per i parchi, in cui le piante rimangono molti anni, visto che il valore commerciale aumenta con il crescere dell’età e con il livello di sviluppo. Vale la pena di sottolineare che le piante con pane di terra si trovano nelle fitocelle, contenitori di plastica alveolati appositamente, così da poter contare su una gestione meno dispendiosa, mentre quando vengono realizzati astoni a radice nuda il piantonaio è collocato in piena terra.

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Le serre

vivaio Nei vivai sono presenti, infine, le serre, di raffreddamento o di riscaldamento a seconda dei casi. Le serre di essiccazione prevedono l’utilizzo dei raggi del sole, e del loro calore, al fine di far essiccare prodotti come tabacco, mais, fichi, fieno, pomodori, funghi, e così via (quindi sia della forestazione che della silvicoltura), oltre che granaglie, biomasse, fascine, macinato di legna o legna già appezzata. Le serre di acclimatazione, invece, contengono gli innesti che non sono ancora stati saldati, le barbatelle che giungono dal mist, e le piantine che arrivano dal vitro. Le serre di propagazione dotate di nebulizzazione, o misti, vengono installate su bancali specifici, coperti al fine di favorire gli scambi di gas ma evitare il passaggio d’acqua.




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