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Domande e Risposte Bonsai

Bonsai da margotta

La margotta è un tipo di propagazione adatto ai veri appassionati, perchè richiede molte cure, sia al momento dell'esecuzione, sia nei mesi successivi

di Redazione

14 marzo 2012

Domanda : bonsai da margotta

con il sistema di margotta posso farmi tutti i tipi di bonsai?

Risposta : bonsai da margotta

Gentile Aldo, in teoria la margotta è una pratica di propagazione che funziona con qualsiasi pianta, nella pratica quello che cambia, e anche molto sensibilmente, è il tempo che impiega una margotta per radicare; le margotte di glicine, azalea, acero, ad esempio, impiegano alcune settimane per radicare; le margotte di conifera invece possono impiegare svariati mesi, anche anni. Quindi, si tratta principalmente di pazienza e di avere voglia di curare una margotta per mesi e mesi, sperando che radichi, anche quando per mesi e mesi non si vede alcuna radice. In teoria poi, le margotte sono di facile preparazione, in realtà non è così semplice prepararle con cura, e spesso si incontrano degli insuccessi scoraggianti; basta andare in vacanza in agosto, per tornare e trovare il pane di terra attorno alla margotta completamente secco, con evidente perdita di tempo, talvolta anche cospicua. Oltre a questo, mentre con la semina e il taleaggio si può tranquillamente preparare un eccesso di semi e talee, sperando che almeno alcune piantine si sviluppino al meglio; con le margotte questo non è possibile, perché ogni margotta richiede di essere mantenuta umida e fresca, e va seguita per lungo tempo: se preparassimo 10 diverse margotte, ogni giorno dovremmo dedicare alle stesse il nostro tempo, cosa non sempre possibile. Si tratta quindi di una pratica per veri appassionati, perché mentre molte talee impiegano poche settimane per radicare, la talea più rapida e di facile esecuzione ci richiede comunque almeno un paio di mesi di attenzioni. Chiaro che, la soddisfazione, e i risultati che si possono ottenere con una margotta ben scelta e ben riuscita, sono impagabili, e motivano senza problemi mesi e mesi di cure. Si pratica questo metodi di propagazione soprattutto quando si intende ottenere un prebonsai già molto ben formato, asportando da un arbusto un ramo particolare, con ramificazioni anche in basso, ad esempio, o che presenti dei caratteri distintivi particolari, quali una torsione del fusto principale, una spaccatura vistosa, un portamento particolare. In pratica attraverso la margotta può essere possibile ottenere un prebonsai che non necessiti di incredibili potature di formazione, perché presenta già molte caratteristiche degne di un bonsai già finito. Quindi, ha senso una margotta se andiamo a far radicare un ramo già abbastanza sviluppato, ben impalcato o con caratteristiche peculiari interessanti; se invece vogliamo asportare l’apice di un ramo “qualunque” del pino dei vicini o di un acero nel parco comunale….. Beh, allora ha più senso farsi un giro per vivai, o dedicarsi alla semina o al taleaggio.

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Domande frequenti

  • Quali piante si prestano meglio alla margotta per bonsai?
    La margotta è teoricamente applicabile a qualsiasi pianta, ma i tempi variano notevolmente. Specie come glicini, azalee e aceri radicano in poche settimane. Le conifere, invece, richiedono molta più pazienza, poiché possono impiegare diversi mesi o addirittura anni per sviluppare radici sufficienti. È fondamentale conoscere i tempi specifici della specie scelta per gestire le aspettative.
  • Perché la margotta è considerata una tecnica per esperti?
    Questa tecnica richiede cure costanti e meticolose per lunghi periodi. A differenza delle talee, dove si può produrre un surplus di esemplari, ogni margotta deve essere monitorata quotidianamente per garantire che il pane di terra rimanga costantemente umido e fresco. Un singolo periodo di secchezza, come durante una vacanza estiva, può compromettere tutto il lavoro svolto fino a quel momento.
  • Quando conviene usare la margotta rispetto alla semina o alle talee?
    Conviene scegliere la margotta solo quando si desidera ottenere un prebonsai già ben formato, con caratteristiche estetiche specifiche come ramificazioni basse, torsioni del fusto o spaccature particolari. Se si vuole semplicemente moltiplicare una pianta o ottenere giovani esemplari da formare successivamente, la semina o il taleaggio sono metodi più efficienti, economici e meno dispendiosi in termini di tempo.
  • Come evitare il fallimento della margotta?
    Il nemico principale della margotta è la secchezza del substrato. Il pane di terra avvolto attorno al ramo deve mantenere un livello di umidità costante per tutta la durata del processo di radicazione. Inoltre, la preparazione deve essere accurata per favorire il callo radicale. La pazienza è essenziale, poiché in molti casi non si vedranno radici per mesi, ma la cura continua è l'unica garanzia di successo.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaTecnica di propagazione vegetativa
OrigineApplicabile a quasi tutte le specie arboree/arbustive
EsposizioneDipende dalla specie madre (sole/mezz'ombra)
TerrenoSubstrato specifico per margottatura (umido e drenante)
IrrigazioneFrequente e costante per mantenere l'umidità del pane di terra
FiorituraVariabile in base alla specie
AltezzaVariabile (prebonsai)
ConcimazioneStandard per la specie oggetto di margotta
PotaturaDa eseguire dopo il radicamento e il distacco
MoltiplicazioneMargotta aerea o interrata
Malattie e parassitiSecchezza del substrato, funghi da ristagno
Difficoltà di coltivazioneAlta (richiede costanza e pazienza)