mimosa

Fiori delle piante

fiori mimosa

La mimosa appartiene alla famiglia delle leguminosae ed è originaria delle regioni più calde dell’Africa e dell’Australia.

di Redazione

21 gennaio 2013

Fiori mimosa

La mimosa appartiene alla famiglia delle leguminosae ed è originaria delle regioni più calde dell’Africa e dell’Australia. ll fusto arborescente eretto molto ramificato può raggiungere i 4-6 metri di altezza, le foglie sono alterne bipennate, verdi, lineari ed acute. I fiori piccoli e gialli sono profumatissimi riuniti a piumetto in capolini globosi. Le specie coltivate come piante ornamentali da giardino, sempreverdi, apprezzate per la loro fioritura e reperibili presso i vivaisti sono: la farnesiana, la dealbata, la motteana, la longifolia e la retinodes. La farnesiana detta anche gaggia, ha fiori odorosissimi color giallo oro intenso e rami dotati di forti spine. Nelle località a clima temperato deve esser posta al riparo di un muro con esposizione a levante e protetta con stuoie durante l’inverno. La dealbata forse la specie più comune di mimosa, è una pianta lussureggiante che può raggiungere 8-10 metri di altezza. I suoi rami fioriti sono molto ricercati ed è perciò coltivata diffusamente sulla Riviera Ligure; in questa zona però i terreni sono prevalentemente calcarei e quindi, la mimosa dealbata viene innestata sulla mimosa retinodes che funge da “portainnesto”. La mimosa motteana è caratteristica per le sue foglie ovali-triangolari e per i fiori molto profumati raccolti in grandi grappoli racemosi, che compaiono già in gennaio e sono di un bellissimo giallo. La longifolia una delle specie più antiche e diffuse, molto resistente nei terreni aridi, ha fiori a spiga di colore giallo zolfo e foglie persistenti di forma lanceolata e resta in fioritura nei tre mesi primaverili. La retinodes detta anche mimosa floribunda si sviluppa bene anche in terreni calcarei; fiorisce da fine estate all’autunno e nelle regioni più calde anche in inverno. Infine è doveroso citare un altro esemplare di mimosa originaria dell’Argentina chiamata mimosa spegazzini; è un arbusto a foglia caduca adatto alla coltivazione nelle regioni a clima invernale temperato. Può raggiungere un’altezza di 3-4 metri ed è molto decorativa per il fogliame e la fioritura che in estate produce fiori di colore rosa-lilla e richiede un terriccio fertile. Anch’essa come la mimosa pudica è sensibile al minimo urto.

COLTIVAZIONE: MIMOSA

La vera mimosa non è la pianta che produce i ben conosciuti fiori gialli ma una pianta erbacea annuale, la cui attrattiva maggiore è data dalla sensibilità delle foglie che si richiudono su se stesse al minimo urto riprendendo la posizione primitiva e schiudendosi solo dopo qualche tempo. La mimosa pudica originaria del Brasile, è la specie che presenta più evidente tale ipersensibilità al tocco più leggero. Non essendo una pianta resistente al freddo rigido dei mesi invernali, la mimosa si coltiva come pianta annuale con semina sottovetro in marzo. Le piantine si trapiantano in piccoli vasi appena hanno emesso le prime foglie, e successivamente si possono mettere a dimora in piena terra dove vegetano meglio. L’esposizione migliore è quella soleggiata ed il terriccio deve essere fertile. E’ possibile coltivarle anche in vaso, ma in tal caso non riescono a superare l’altezza di 60-70 centimetri. La fioritura avviene in estate con piccoli fiori a piumino rosa-lilla. Nelle regioni a clima invernale mite, la mimosa pudica diventa perenne, semilegnosa e spinosa.

COLTIVAZIONE MIMOSA: MANUTENZIONE

La mimosa richiede un terreno fertile arricchito di torba sminuzzata per consentirle di accumulare acqua nei mesi più caldi. La concimazione avviene in terra piena con fertilizzanti organici composti da letame e detriti vegetali. Durante il periodo iniziale di coltivazione quando le piante sono ancora giovani, conviene almeno una volta alla settimana effettuare operazioni di sarchiatura del terreno per rimuovere lo strato superficiale di terriccio secco che può fare da tappo ed impedire alla pianta di traspirare nelle ore notturne. Quando si coltiva nei vasi i fertilizzanti devono essere somministrati diluiti in acqua durante le innaffiature. Quest’ultime devono essere abbondanti nei mesi estivi ma come del resto accade per tutte le piante non bisogna mai esagerare. Le annaffiature vanno effettuate ogni 2 o 3 settimane ed in presenza di climi invernali molto freddi l’acqua si può evitare del tutto o si può somministrare in tempi ancora più lunghi. Per un buona fioritura le piante di mimose coltivate in vasi o cassette, su terrazze e balconi devono essere costantemente esposte al sole.

COLTIVAZIONE MIMOSA: POTATURA

Le piante di mimosa vanno potate per rinforzarle non tanto dal punto di vista della fioritura che è già abbondante ma soprattutto per la lunghezza che gli arbusti raggiungono. Questo piccolo inconveniente può rivelarsi dannoso nel caso la pianta venga coltivata in zone ventilate come quelle collinari o in prossimità del mare. La forza del vento potrebbe spezzarle o quantomeno piegarle, facendole crescere in condizioni precarie e rendendole facilmente attaccabili da parte di acari e parassiti che, sono sempre in agguato non appena percepiscono uno stato di salute precario di una qualsiasi pianta. Quando si effettua la potatura, bisogna lasciare al di fuori del terreno soltanto un ramoscello con un’altezza intorno ai 20 centimetri. Comunque questo non è certamente un’operazione forzata se si pensa che le mimose essendo per antonomasia piante per la produzione di fiori recisi da coltivare in vasi o per creare mazzi floreali subiscono lo stesso trattamento. Per chi invece preferisce le mimose come piante ornamentali allora l’operazione diventa solo ed esclusivamente di salvaguardia ed arricchimento della fioritura di questa pianta tanto bella e diffusa. Infine una curiosità a riguardo delle mimose. Il nome deriva dal greco mimos, che significa mimo evidentemente si riferisce ai movimenti mimici della mimosa pudica ossia una pianta sensitiva.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra la Mimosa dai fiori gialli e la Mimosa pudica?
    Esistono due piante comunemente chiamate 'mimosa'. Quella dai fiori gialli profumati (spesso Acacia dealbata) è un arbusto/albero ornamentale da fiore reciso, tipico della stagione invernale/primaverile. La Mimosa pudica, invece, è una piccola pianta erbacea annuale (o semiperenne in climi miti) nota per la sua capacità unica di chiudere le foglie al minimo contatto fisico. Mentre la prima si coltiva per l'estetica e il profumo, la seconda è apprezzata come curiosità botanica per il suo comportamento 'sensitivo' e produce piccoli fiori rosa-pallido in estate.
  • Come devo irrigare la Mimosa per evitare problemi alle radici?
    La Mimosa richiede annaffiature abbondanti durante i mesi estivi, poiché il terreno deve rimanere umido ma mai zuppo. È fondamentale evitare i ristagni idrici, che causano marciume radicale. In inverno, specialmente se la pianta è in vaso o in regioni fredde, le irrigazioni vanno drasticamente ridotte o sospese del tutto, lasciando asciugare completamente il substrato tra un intervento e l'altro. Nei periodi caldi, mantenere il terreno fresco aiuta la pianta a resistere allo stress termico.
  • È necessario potare la Mimosa? Come si esegue correttamente?
    Sì, la potatura è consigliata principalmente per contenere l'eccessiva crescita verticale degli arbusti e prevenire rotture dei rami causate dal vento. Si effettua tagliando i rami lasciandone solo uno principale alto circa 20 centimetri dal suolo. Questa operazione non serve tanto a stimolare la fioritura (che è già abbondante), quanto a ringiovanire la pianta e renderla più robusta. Per le specie destinate ai fiori recisi, il taglio è parte integrante del ciclo produttivo.
  • Quale terreno è ideale per la coltivazione della Mimosa?
    Il terreno ideale deve essere fertile, ricco di sostanza organica e ben drenante. L'aggiunta di torba sminuzzata è utile per aiutare il suolo a trattenere l'umidità necessaria durante i periodi secchi. Alcune specie, come la Mimosa dealbata, prosperano anche in terreni calcarei, spesso venendo innestate su portinnesti specifici (come la M. retinodes) per adattarsi meglio. Un terreno troppo compatto o privo di nutrienti può indebolire la pianta, rendendola vulnerabile a parassiti e malattie fungine.
  • Come proteggere la Mimosa dal freddo invernale?
    La resistenza al freddo varia enormemente in base alla specie. La Mimosa pudica è sensibile al gelo e va trattata come annuale o portata al riparo in serra fredda. Le specie arboree come la M. farnesiana richiedono protezioni specifiche: posizionamento vicino a muri esposti a levante (che assorbono calore) e copertura con stuoie o tessuti non tessuti durante le ondate di freddo intenso. In generale, le giovani piante necessitano di maggiore attenzione rispetto agli esemplari adulti ormai acclimatati.

Scheda Tecnica

Acacia dealbata / Mimosa pudica

Nome scientificoAcacia dealbata / Mimosa pudica
FamigliaLeguminosae (Fabaceae)
Tipo di piantaAlbero o arbusto, annuale o perenne a seconda della specie e del clima
OrigineAfrica, Australia, Sud America (Brasile, Argentina)
EsposizionePieno sole
TerrenoFertile, ricco di sostanza organica, drenante; tollera calcare (alcune specie)
IrrigazioneAbbondante in estate, moderata/invariabile in inverno; evitare ristagni
FiorituraPrimavera (gen-marzo per alcune specie); estate (per M. pudica)
AltezzaDa 60 cm (vaso) fino a 8-10 metri (specie arboree)
ConcimazioneOrganica (letame/detriti vegetali) in primavera; liquida diluita in vaso
PotaturaTaglio drastico a 20 cm da terra per ringiovanire e contenere la crescita; utile contro il vento.
MoltiplicazioneSemina (sottovetro a marzo per M. pudica; interrata per altre)
Malattie e parassitiSusceptible ad acari e parassiti se stressata dal vento o da cattive condizioni colturali
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede protezione dal freddo rigido per le specie delicate)