fiori narciso

Fiori delle piante

fiori narciso

Classificato come pianta che appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae, il Narciso è una pianta che ha origini europee. Produce fiori molto gradevoli sia per aspetto che per profumo, ma contiene una sostanza pericolosa: l'alcaloide Narcisina.

di Redazione

22 gennaio 2013

Fiori narciso

Classificato come pianta che appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae, il Narciso è una pianta che ha origini europee. Produce fiori molto gradevoli sia per aspetto che per profumo, ma contiene una sostanza pericolosa: l'alcaloide Narcisina.

Come si presentano i fiori del Narciso

I famosi fiori generati sul finire dell'inverno da questa pianta bulbosa, che poi sbocciano, in tutta la loro bellezza, nel periodo che va dal mese di marzo al mese di giugno, sono apicali e isolati. Alla loro base è presente una spata abbastanza ampia, hanno un perigonio verde distinto in lacinie (cioè petali) di forma ovoidale e va aggiunto che nella zona centrale del perigonio si può notare una corona gialla che ha le estremità dentellate e colore rossastro. Gli stami sono tre. I fiori possono avere fino a sei petali e sono coltivati da secoli per le loro oggettive qualità estetiche. Come già abbiamo detto il Narciso è una bulbosa, vale a dire sviluppa fiori e foglie da un bulbo sotterraneo, che di solito ha un diametro lungo 7-8 cm. Il fogliame risulta nastriforme ed eretto. Generalmente i fiori di Narciso hanno una corona esterna e una più interna, che presenta colori meno chiari e ricorda la figura di una tromba. Per quanto riguarda il colore dei fiori, in natura sono bianchi o gialli, ma gli ibridi frutto della paziente sperimentazione dei coltivatori sono numerosi e così sul mercato esistono molte specie, che producono fiori arancione o rosa davvero suggestivi.

Il significato generalmente attribuito ai fiori del Narciso

Questo fiore ha una sua simbologia importante anche a livello culturale, poiché nella storia dei popoli sono presenti alcuni miti e leggende che prendono proprio tale fiore a metafora di alcune caratteristiche positive o negative del carattere degli uomini e delle loro debolezze. Partiamo dagli antichi romani: essi associavano il Narciso ai Campi Elisi, luogo che i latini identificavano con l'Aldilà. Per questo elementare motivo, i fiori di Narciso venivano deposti in grande quantità sulle tombe dei caduti in battaglia, da eroi, per la difesa di Roma. Nella religione celtica essi erano invece il sinonimo di una purezza purtroppo soggetta alla corruzione dei pensieri più cattivi degli uomini, capaci di esprimere sentimenti negativi come odio o invidia, fino a rendere tossico questo bellissimo fiore (che non a caso, secondo il modo di pensare celtico, nasconde in sé un veleno). Per la filosofia cinese, invece, il Narciso è un fiore che porta fortuna e quindi è usato per augurare un buon anno di prosperità a chi inizia una nuova stagione di studio o lavoro o anche a chi inizia una nuova vita familiare, al punto che si è diffusa la moda di farsi tatuare l'immagine di un narciso sul corpo, affinché sia di buon auspicio.

Il mito di Narciso secondo Ovidio

Molto nota è poi la storia che ci hanno tramandato i classici greci, con un giovane di nome Narciso figlio del dio Cefiso e di una ninfa, bellissimo ma segnato dal terribile destino di morire nel momento stesso in cui avesse visto la propria immagine riflessa, con la conseguente morale della favola che un eccesso di bellezza finisce per diventare una prigione, una schiavitù e quindi un paradossale difetto che può anche rovinare una vita. Da questa suggestiva storia è nato anche il vocabolo italiano narcisismo.

Caratteristiche generali della pianta del Narciso

Il nome Narciso discende da una parole greca che vuol dire stordisco (narkào) e dunque evoca una delle sue principali caratteristiche e cioè il pungente profumo dei suoi fiori. Si è diffuso principalmente in Europa, Nordafrica e in alcune zone dell'Asia. Fu importato in Cina intorno all'anno mille e da quel momento ha conosciuto una straordinaria fortuna in ogni parte del mondo, anche perché cresce spontaneamente in prati e boschi, soprattutto quando l'esposizione alla luce solare è buona. Il frutto prodotto appare come una capsula di forma ovoidale. Da notare che il bulbo di questa pianta ha un alcaloide velenoso che si chiama Narcisina, una sostanza di notevole pericolosità per la salute: se viene assunto per via orale può determinare infiammazioni gastriche negli animali e conseguenze ancora più gravi nell'uomo, che può rischiare addirittura la morte, se non è sottoposto a cure tempestive ed efficaci dopo l'assunzione della micidiale sostanza. In Galles è conosciuto col suggestivo nome di Giglio della Quaresima, dato che in tale Paese fiorisce proprio durante questo particolare periodo dell'anno.

Cenni sulla coltivazione dei Narcisi e suoi nemici naturali

Uno dei vantaggi di questa pianta è che può essere facilmente coltivata anche in un giardino, purché non torboso. Il concime più indicato per il Narciso ha buone quantità di potassio e fosforo. Le operazioni di annaffiatura ordinarie devono essere abbondanti e frequenti, perché ha bisogno di importanti quantità di acqua, con esclusione del periodo relativo all'autunno e all'inverno. Questa pianta si moltiplica attraverso bulbi, che devono essere piantati all'inizio della stagione autunnale. Tra le specie più importanti vanno ricordate il Narcissus amancae, l'hybridus, il biflorus, il tazetta, il triandru, il bulbocodium. Questa pianta teme molto gli insetti ditteri come le larve di Lampetia equestris, capaci di divorare i bulbi dopo esservi penetrati. Molto pericolosi per il Narciso risultano anche i funghi, come il micidiale Rosellinia necatrix o il Fusarium bulbigenum.

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Domande frequenti

  • Quali parti del narciso sono velenose e quali sintomi provocano?
    Tutte le parti della pianta, specialmente il bulbo, contengono l'alcaloide Narcisina, che è altamente tossico. L'ingestione può causare gravi infiammazioni gastriche negli animali e nell'uomo. Nei casi più severi, l'avvelenamento umano può portare a conseguenze letali se non si interviene tempestivamente con cure mediche appropriate. È fondamentale evitare il contatto diretto con la linfa e lavarsi sempre le mani dopo la potatura.
  • Quando e come si piantano i bulbi di narciso?
    I bulbi devono essere interrati all'inizio della stagione autunnale. La posizione ideale deve garantire una buona esposizione alla luce solare. È essenziale scegliere un terreno ben drenato, evitando assolutamente quelli torbosi o ristagnanti, poiché l'eccesso di umidità nel periodo invernale potrebbe far marcire i bulbi prima della germinazione primaverile.
  • Come bisogna irrigare il narciso durante l'anno?
    Il narciso richiede annaffiature abbondanti e frequenti durante il suo ciclo vegetativo attivo, ovvero dalla primavera all'estate. È cruciale sospendere o ridurre drasticamente l'acqua durante l'autunno e l'inverno, periodi in cui la pianta entra in dormienza. Un corretto regime idrico favorisce uno sviluppo sano dei fiori e la formazione di nuovi bulbi per l'anno successivo.
  • Quali parassiti e malattie attaccano comunemente il narciso?
    I nemici principali includono insetti ditteri come le larve di Lampetia equestris, che scavano nei bulbi divorandoli dall'interno. Tra le patologie fungine, le più pericolose sono la Rosellinia necatrix e il Fusarium bulbigenum, che compromettono gravemente la salute della pianta e la vitalità del bulbo. La prevenzione tramite un buon drenaggio del suolo è la strategia migliore.
  • Che significato simbolico ha il narciso nelle diverse culture?
    Il narciso ha significati contrastanti. Per i Romani era legato ai Campi Elisi e alle tombe; per i Celtici simboleggiava la purezza corrotta dall'invidia, riflettendo la sua tossicità. Nella cultura cinese, invece, è portatore di fortuna e prosperità, spesso regalato per augurare successo in nuovi inizi lavorativi o familiari. Il mito greco di Narciso ne ha poi fatto simbolo di vanità.

Scheda Tecnica

Narcissus spp.

Nome scientificoNarcissus spp.
FamigliaAmaryllidaceae
Tipo di piantaBulbosa perenne
OrigineEuropa, Nord Africa, Asia
EsposizioneSole o mezz'ombra
TerrenoBen drenato, non torboso
IrrigazioneAbbondante e frequente (escluse autunno/inverno)
FiorituraMarzo - Giugno
ConcimazioneRicca di potassio e fosforo
PotaturaNon necessaria
MoltiplicazioneDivisione dei bulbi in autunno
Malattie e parassitiLarve di Lampetia equestris, Rosellinia necatrix, Fusarium bulbigenum
Difficoltà di coltivazioneFacile