Fiori sul piatto

Fiori sul piatto

Da sempre l’uomo ha copiato la natura, prendendone spunto per le decorazioni, o anche attingendo direttamente ad elementi della natura stessa, utilizzandoli poi in vario modo, come avviene per i fiori recisi, che entrano in decorazioni dalle più semplici, come i comuni mazzetti di viole, fino ad elaboratissimi bouquets che possiamo ammirare nelle manifestazioni. Anche la decorazione d’interni attinge spesso alla natura, variando nel passare del tempo le scelte stilistiche e di gusto, seguendo anche le mode del momento. Le ceramiche, la carta da parati, le vetrate, spesso i fiori e le foglie entrano in maniera massiccia nelle nostre case, anche se solo come rappresentazioni della natura. Un ambito in cui i fiori vengono usati da sempre, quanto meno come esempi da cui trarre spunto, è la ceramica: moltissimi marchi, prestigiosi e non, prendono in prestito dalla natura colori e scenari, per creare piccoli oggetti d’arte, adatti anche all’utilizzo quotidiano.
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Le decorazioni più classiche, le rose

Piatti con rose Royal AlbertSicuramente tra i fiori più amati degli ultimi secoli, le rose la fanno da padrone; da quando le rose moderne e antiche dilagarono in tutti i giardini d’Europa, il gusto per questo fiore ed il piacere di averne degli esemplari recisi in casa permane, pur seguendo le mode del momento in fatto di colori. Famosi i piatti di Royal Albert, che dipingendo sulla più fine porcellana in stile vittoriano, da decenni da alle nostre tavole un tocco nostalgico e delicato. Molto famose le tazze da te con i fiori che sbocciano nei diversi mesi dell’anno; ancora più famosi i preziosi servizi di piatti, decorati con rose stradoppie, di solito nelle tonalità del rosa, le più apprezzate. Probabilmente David Austin ha preso spunto da questi piatti nell’ibridare le sue varietà più nuove, con i fiori quasi opulenti, quasi eccessivamente colmi di petali, come avveniva nelle rose antiche.

Ma le rose vengono utilizzate come decorazione dalla gran parte dei produttori di porcellana e vasellame in genere, probabilmente perché sono il fiore più diffuso e comune; come fiore reciso sono il fiore più diffuso, anche per i molti significati che vengono attribuiti a questo fiore nel linguaggio dei fiori: la rosa è il simbolo delle passioni e delle emozioni forti; le rose si regalano per esprimere amore, purezza, desiderio, invidia, gelosia. Nonostante l’aspetto delicato, il loro significato è passionale ed intenso.
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Le decorazioni più stilizzate

Decorazioni stilizzate NoritakeAnche nei piatti con decorazioni più sobrie e stilizzate, spesso i designer cercano ispirazione nelle forme della natura: il bambù, le felci, le pigne, le canne; tutti questi elementi naturali, ella loro semplicità e purezza, donano un tocco molto chic alla tavola. Anche semplicemente utilizzati in disegni monocromatici, le foglie e i fusti delle piante possono apparire eleganti e raffinati. Probabilmente ciò che più ispira coloro che utilizzano questi elementi decorativi è la semplice e pura simmetria di alcuni elementi naturali, quali le foglie delle felci, o i fusti delle canne di bambù. Non è necessario produrre stoviglie che sembrino un giardino primaverile per colpire l’immaginario, spesso è la sobrietà che risulta più elegante e piacevole all’occhio. Sicuramente i toni non sono quelli vittoriani o romantici, si tratta di una eleganza meno appariscente, più delicata.


I fiori nel piatto

Rosa anticaOltre che sui piatti, i fiori possono finire anche nel piatto; si perché, nonostante sia molto più diffuso l’utilizzo di frutti, foglie e bacche, in cucina si possono utilizzare anche i fiori, visto che la gran parte di essi sono completamente commestibili. Chiaro che è bene conoscere prima ciò che si mangia, visto che in natura non tutto è salutare, ed alcuni fiori possono celare pericolosi veleni. Ma, una volta accertato che abbiamo scelto un fiore commestibile, proviamolo nelle insalate, nelle zuppe, o anche in piatti un poco più originali. Ricordiamoci sempre che quando raccogliamo un fiore commestibile non è detto che sia stato coltivato per essere mangiato, e quindi accertiamocene prima. Ad esempio, i fori che possiamo trovare dal fiorista, nonostante appartengano a piante commestibili, in genere non si possono mangiare; questo perché, per poterli produrre, commercializzare e conservare, spesso contengono sostanze nocive, o sono stati trattati con insetticidi e pesticidi. Anche se cogliamo un fiore nel nostro giardino, possiamo tranquillamente mangiarlo solo se siamo certi che trattamenti con prodotti chimici sono stati effettuati svariati giorni prima, almeno quindici. Chiaro che, la breve durata dei fiori, rende difficile trovarli disponibili per essere consumati. Quindi, o li produciamo noi stessi, evitando insetticidi e altri prodotti durante la fioritura; oppure ci rivogliamo a coloro che producono fiori espressamente per il consumo umano, di solito attraverso metodi di coltivazione biologici o biodinamici.