lavanda

Tecniche di giardinaggio

Potatura lavanda

La lavanda per crescere correttamente in modo equilibrato e in armonia, necessita di potature; vediamo insieme come e quando eseguire questa tecnica.

di Redazione

18 maggio 2018

La potatura della lavanda: indispensabile per favorire una crescita equilibrata

La potatura della lavanda rappresenta un’operazione di fondamentale importanza per assicurare una crescita equilibrata ed armoniosa della pianta. Essa deve essere effettuata una volta concluso il periodo di fioritura, eliminando circa i due terzi della vegetazione nata durante i mesi precedenti, oltre, naturalmente, a eventuali spighe secche. E’ bene far sì che la potatura venga eseguita in mezzo alle foglie, preoccupandosi di lasciare per ogni stelo almeno quattro gemme. Il rischio di vedere per alcune settimane una pianta un po’ spoglia è evidente, ma si tratta di una necessità imprescindibile per assicurare la sua salute; non va dimenticato, inoltre, che la lavanda sarà già tornata uniforme e compatta entro la fine di settembre, e nel tempo rifiorirà di nuovo. Insomma, se ben curata questa specie è in grado di durare oltre venti anni senza problemi. Per raggiungere tale obiettivo, però, è opportuno che la potatura venga effettuata rispettando poche ma fondamentali regole. Per esempio, non bisogna tagliare troppo, e soprattutto non bisogna intervenire sul legno vecchio, là dove non esistono più gemme.

Come praticare i tagli: quali attrezzi usare

Poiché la lavanda si riproduce unicamente sul legno nuovo,se si tagliano le parti di legno vecchio la pianta potrebbe addirittura morire, in quanto priva di nuove gemme. D’altra parte la lavanda con il passare del tempo tende a vedere aumentata la parte legnosa a dispetto del fogliame. I tagli devono essere praticati con la massima attenzione, impiegando attrezzi ben curati: cesoie e forbici dovranno essere dotate di lame molto affilate, in maniera tale da riuscire ad applicare tagli netti e decisi (in obliquo) senza sbavature o filamenti penzolanti. Un taglio effettuato non a norma, è bene non dimenticarlo, espone con grande facilità la pianta a malattie, infezioni o attacchi da parte di parassiti e funghi. Per lo stesso motivo, tutti gli strumenti usati devono essere prima disinfettati e puliti con la massima attenzione.

Tamponare le ferite e proteggere la pianta dagli assalti dei parassiti

Una volta eseguito il taglio, la “ferita” procurata deve essere tamponata con del mastice cicatrizzante, che serve a richiuderla e al tempo stesso costituisce un’eccellente barriera di protezione contro i parassiti. Riguardo al mastice va detto che sebbene consigliato e utile, il mastice viene solo scarsamente utilizzato per via della poca praticità del trattamento, del costo e della generale rusticità della lavanda (se posizionata in luoghi con molte ore di sole diretto). La potatura della lavanda richiede un intervento energico anche nel mese di marzo, nel momento in cui si verifica la ripresa vegetativa (e non dopo la fioritura, ad agosto, a maggior ragione per piante giovani). Si tratta di una specie, infatti, piuttosto sensibile al gelo. Gli spicastri esposti sui fiori essiccati dovranno essere tagliati, con forbici da giardiniere, a tre o quattro centimetri dalla base. Una perdita eccessiva di energia può essere ridotta, per altro, eliminando i fiori: in questo modo, infatti, la pianta blocca la produzione di seme. Lo scopo della potatura è quello di consentire alla pianta di crescere in salute e rigogliosa, con rami e fiori più robusti e meno sensibili alle intemperie. In generale, la potatura è finalizzata all’eliminazione degli steli fioriferi, mentre la cimatura permette di rimuovere le parti secche, malate, spezzate o comunque non più in salute. Il diradamento, in particolare, consiste nella rimozione di rami, frutti o fiori considerati in soprannumero, mentre l’asportazione vera e propria di branche, germogli e rami, eseguita con un taglio alla base netto, viene chiamata soppressione.

Gli scopi della potatura: favorire aerazione e illuminazione

Un altro obiettivo della potatura è quello di permettere alla lavanda di ottimizzare la ricezione della luce del sole per ogni suo componente, oltre che di favorire la migliore aerazione possibile. La sfogliatura prevede di rimuovere una parte delle foglie, mentre la spuntatura, che avviene rigorosamente in inverno, consiste nel togliere i nodi apicali di un ramo. Eventuali germogli avventizi situati sul tronco potranno essere eliminati attraverso la scacchiatura, mentre con il raccorciamento si procederà ad asportare una parte distale di ramo. Tagliando rami e foglie si avrà la possibilità di dare origine a una produzione costante e qualitativamente elevata, raggiungendo un perfetto equilibrio tra fase riproduttiva e fase vegetativa, e un’armonia estetica e funzionale tra radici e chioma. Se è vero, insomma, che la lavanda è una pianta piuttosto semplice da coltivare, è altrettanto vero che la potatura deve essere messa in atto rispettando con precisione alcune norme, per evitare di causare danni ai rami. A proposito di rami, a fini estetici essi possono essere piegati ad arco utilizzando il procedimento della curvatura: un’operazione tesa a rendere meno veloce lo sviluppo vegetativo. Non richiede tagli nemmeno l’inclinazione (eccezion fatta per rami molto grossi), che si distingue dalla curvatura per il fatto che l’inclinazione del ramo viene eseguita per agevolare la produzione di rami nuovi. Infine, tramite la torsione, i rami non vengono tagliati, ma ruotati parzialmente intorno al proprio asse per agevolare la fruttificazione in conseguenza della rottura parziale dei vasi legnosi.

Fiori di lavanda

La potatura, come detto sopra, viene effettuata principalmente per avere una pianta più vigorosa la stagione successiva e soprattutto per avere delle lavande che producano dei bellissimi fiori. Il periodo della fioritura varia a seconda della varietà, così come varia anche la morfologia dei fiori e le tonalità del colore. Una delle differenze morfologiche più frequenti è nella morfologia della spiga floreale che può essere più o meno lunga a seconda della varietà. Nella lavanda stoechas per esempio i fiori hanno un aspetto bombato e le infiorescenze a spiga sono più corte rispetto a quelle di altre varietà di lavanda. Inoltre all'apice delle spighe è presente un ciuffo di bratee viola dal colore molto forte. In altre varietà, come per esempio la lavandula angustifolia, il fiore è più lungo con dei veri e propri steli floreali composti da gruppi di fiori che insieme formano una infiorescenza a spiga. Oltre a questi due esempi molto diversi fra loro ci sono inoltre moltissime altre varietà di lavande dalle caratteristiche differenti e molto belle e vale la pena cercare delle varietà particolari, magari sul web, per trovare qualcosa di unico.

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Domande frequenti

  • Quando devo potare la lavanda per la prima volta?
    La potatura principale va eseguita subito dopo la fine della fioritura, generalmente ad agosto, eliminando circa due terzi della vegetazione annuale. È fondamentale non tagliare il legno vecchio privo di gemme, poiché la lavanda ricaccia solo dal legno nuovo. Un secondo intervento leggero si effettua a marzo, durante la ripresa vegetativa, rimuovendo gli spigasti secchi e proteggendo la pianta dai gel tardivi.
  • Cosa succede se taglio la lavanda sul legno vecchio?
    Tagliare parti di legno antico senza gemme vitali è pericoloso perché la lavanda ha difficoltà a ricacciare da zone lignificate vecchie. Questo errore può portare a zone nude permanenti o, nei casi gravi, alla morte della pianta. Bisogna sempre intervenire lasciando almeno quattro gemme per stelo e puntando sulla vegetazione verde recente per garantire la sopravvivenza e la forma compatta dell'arbusto.
  • Come devo preparare le cesoie per la potatura?
    Prima di iniziare, disinfetta e affila accuratamente le cesoie. I tagli devono essere netti e obliqui per evitare sbavature che potrebbero favorire infezioni fungine o attacchi parassitari. Dopo ogni uso, specialmente se passi da piante malate, ri-disinfetta gli attrezzi. Applicare mastice cicatrizzante sulle ferite grandi aiuta a chiudere la piaga e a proteggere la pianta, anche se spesso la rusticità della lavanda rende questo passaggio opzionale in pieno sole.
  • Perché la mia lavanda diventa legnosa e perde fogliame?
    Con il tempo, la lavanda tende a lignificare alla base, riducendo la copertura fogliare. Per contrastare questo fenomeno, evita di potare troppo drasticamente sul legno vecchio. Mantieni la pianta compatta intervenendo regolarmente sulle parti verdi. Se la pianta è molto vecchia e spoglia, potresti considerare il rinnovo totale o la sostituzione, poiché il recupero completo da legno nudo è raro e rischioso.
  • Quali sono le differenze tra Lavandula angustifolia e Stoechas?
    La Lavandula angustifolia presenta fiori lunghi su steli sottili riuniti in spighe classiche. La Lavandula stoechas, invece, ha infiorescenze più corte e bombate, caratterizzate da vistose brattee colorate (spesso viola intenso) all'apice che ricordano le orecchie di un coniglio. Entrambe richiedono pieno sole e terreni ben drenati, ma la Stoechas è generalmente leggermente più delicata al freddo rispetto alle angustifolie.

Scheda Tecnica

FamigliaLamiaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineMediterraneo
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaSensibile al gelo (richiede protezione)
TerrenoBen drenato, povero, calcareo
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate (varia in base alla varietà)
AltezzaVariabile (da pochi cm a oltre 1m)
ConcimazioneLeggera, preferibilmente organica o specifica per piante mediterranee
PotaturaIndispensabile, post-fioritura (agosto) e a marzo; tagli netti sulle gemme, mai sul legno vecchio nudo
MoltiplicazionePropaggine, talea
Malattie e parassitiMarciume radicale (da ristagno), ragnetto rosso, afidi, funghi
Difficoltà di coltivazioneBassa, se il terreno è ben drenato e soleggiato