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La Gerbera

La Gerbera è una pianta di origine africana, in particolare sud africana. E' una pianta per interni o per esterni, la cui coltivazione è semplice.

di Redazione

02 novembre 2016

Quando annaffiare la Gerbera

La gerbera va innaffiata regolarmente. Il terreno che la ospita deve necessariamente essere sempre ben inumidito ma non deve risultare in ogni caso inzuppato in quanto i ristagni di acqua sono un acerrimo nemico di questa pianta. Nel malaugurato caso in cui si crei questa situazione, infatti, la gerbera può marcire irrimediabilmente. Questa regola importantissima nella coltivazione della gerbera, va assolutamente rispettata anche per quanto concerne il sottovaso. Quale deve essere la frequenza corretta con cui devono avvenire queste annaffiature? Esse dipendono essenzialmente dalla stagione dell'anno in cui ci si trova. In estate si può annaffiare la gerbera a giorni alterni, mediamente 4 volte alla settimana. In inverno si deve prevedere una drastica riduzione e badare semplicemente che il terreno sia ben inumidito.

Coltivare la gerbera

La coltivazione della gerbera non è assolutamente un'operazione complicata e può effettuarsi anche se non si ha esperienza e si dispone di poco spazio. Il terreno ideale alla coltivazione deve essere semplicemente molto fertile e ricco di sostanze organiche. Quelli, in particolare, ricchi di humus sono l'ideale. I terreni devono anche essere adeguatamente drenati. La gerbera non necessita di particolari cure. Anche le potature, normalmente, vanno effettuate molto raramente perché, mano a mano che seccano, i fiori e le foglie cadono autonomamente. Importantissima la rimozione dei residui in quanto la corretta aerazione del terreno è fondamentale. La gerbera si riproduce per seme e per talea, normalmente nel periodo che va dalla primavera al termine dell'estate. Appena germogliata, la piantina va trattata come un esemplare adulto.

Come e quando concimare la gerbera

Come avviene per qualsiasi altra pianta, anche nella coltivazione della gerbera l'operazione di concimazione risulta essere di importanza fondamentale. Normalmente è bene utilizzare un concime caratterizzato da una formulazione liquida che va somministrato al terreno (e quindi alla pianta) durante le operazioni di annaffiatura dopo essere stato opportunamente diluito con la giusta quantità di acqua. Ottimi risultano essere i concimi contenenti fosforo e potassio, elementi imprescindibili per la corretta coltivazione della gerbera. Anche l'azoto è importante. Bisogna, però, stare particolarmente attenti alle sue quantità perché, se eccessivo, può danneggiare irrimediabilmente lo sviluppo dei fiori. La concimazione si esegue normalmente a seguito della fioritura dei germogli e con cadenza bisettimanale, ovvero ogni 15 giorni.

L'esposizione e le malattie che colpiscono la gerbera

La coltivazione della gerbera, per essere realmente efficace, deve prevedere una corretta esposizione della pianta. Le gerbere sono amanti del sole ed hanno necessità di ambienti luminosi. Anche la luce solare diretta non rappresenta assolutamente un problema per questa pianta. Tutto questo vale per la stagione estiva. In inverno, bisogna stare particolarmente attenti alle condizioni meteorologiche perché sia il cattivo tempo che le basse temperature sono acerrimi nemici della gerbera. Svariate sono le malattie cui le gerbere possono andare incontro. Ad esempio, di rilievo è il cosiddetto "mal bianco", caratterizzato da macchie bianche e normalmente causato da errate concimazioni. Per rimediare è possibile utilizzare un po' di ovatta imbevuta con alcol da passare delicatamente sulle foglie.

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Domande frequenti

  • Quante volte devo annaffiare la gerbera?
    Le annaffiature devono essere regolari per mantenere il terreno sempre inumidito, ma mai inzuppato per evitare marciumi radicali letali. In estate, la frequenza consigliata è di circa quattro volte a settimana (a giorni alterni). Durante l'inverno, invece, è necessario ridurre drasticamente le irrigazioni, limitandosi a verificare periodicamente che il substrato non si asciughi completamente. È fondamentale svuotare sempre il sottovaso per garantire un corretto drenaggio.
  • Qual è il concime migliore per la gerbera?
    Si consiglia l'uso di concimi liquidi da somministrare durante le annaffiature, preferibilmente ogni quindici giorni dopo la comparsa dei primi germogli. Sono ideali le formule ricche di fosforo e potassio, essenziali per una buona fioritura. L'azoto è utile ma va dosato con cautela: un eccesso potrebbe compromettere negativamente lo sviluppo dei fiori. Assicurati sempre di diluire correttamente il prodotto nell'acqua secondo le indicazioni.
  • Come si cura il mal bianco sulla gerbera?
    Il mal bianco si manifesta con macchie bianche sulle foglie ed è spesso causato da errate concimazioni o condizioni ambientali sfavorevoli. Un rimedio pratico consiste nel passare delicatamente sulle foglie colpite un batuffolo di ovatta imbevuto di alcol. Questo trattamento aiuta a contenere la diffusione del fungo. Tuttavia, la prevenzione rimane la strategia migliore: evita concimazioni eccessive e garantisce una buona circolazione dell'aria intorno alla pianta.
  • Quando e come si moltiplica la gerbera?
    La moltiplicazione della gerbera avviene principalmente per seme e per talea. Il periodo ottimale per eseguire queste operazioni va dalla primavera fino alla fine dell'estate, quando le temperature sono favorevoli allo sviluppo delle radici. Una volta germinata o radicata, la nuova piantina va trattata con le stesse cure riservate agli esemplari adulti, prestando particolare attenzione all'irrigazione e al drenaggio del terreno per evitarne il deperimento.
  • È necessaria la potatura della gerbera?
    La gerbera richiede potature minime poiché fiori e foglie secche tendono a cadere spontaneamente. Non è quindi necessario effettuare tagli drastici. L'intervento principale consiste nella rimozione manuale dei residui vegetali secchi. Questa operazione è cruciale non tanto per la forma della pianta, quanto per garantire una corretta aerazione del terreno e prevenire l'insorgenza di malattie fungine legate al ristagno di umidità sui resti organici.

Scheda Tecnica

FamigliaAsteraceae
Tipo di piantaPerenne
OrigineSudafrica
EsposizionePieno sole / Luminoso
TerrenoFertile, ricco di humus, ben drenato
IrrigazioneRegolare, terreno umido ma mai inzuppato
FiorituraPrimavera-Estate
ConcimazioneLiquida, ricca di P e K, ogni 15 giorni dopo fioritura
PotaturaRimozione residui secchi, necessaria per aerazione
MoltiplicazioneSeme e talea (primavera-estate)
Malattie e parassitiMarciume radicale (ristagni), Mal bianco (funghi)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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