Un arbusto di azalea pronto per la fioritura

Piante da Giardino

Azalea cura

L'azalea è, da sempre, una pianta molto apprezzata e, allo stesso tempo, molto delicata. Qual è il suo habitat? Quali terreni sono ideali per una fioritura perfetta? Di quanto sole e acqua ha bisogno? Scopriamo, in pochi passi, tutto quello che è necessario sapere sull'azalea cura e manutenzione.

di Redazione

18 maggio 2015

Azalea cura e manutenzione

Rinomata per la sua bellezza, che la rende pianta perfetta per un regalo floreale, l'azalea è un arbusto nano della famiglia dei Rhododendron, il cui fusto non supera i 90cm di altezza. Esistono più di 1000 tipologie di azalea diverse, tra loro, per piccoli dettagli o particolarità, come l'esposizione, l'habitat o il periodo di fioritura. Alcune specie differiscono persino per la forma dei petali e la tipologia di infiorescenza: dai fiori a 5 petali, si arriva a fiori con 30 petali, come lo spettacolare "Rhododendron Balsaminiflorum". Per questo, ad esempio, è facile trovare in commercio sia piante decidue, che cioè perdono le proprie foglie stagionalmente, sia piante sempreverdi. Al momento dell'acquisto è bene informarsi sulla tipologia di azalea scelta, in modo da poter seguire al meglio l'arbusto nella sua cura. Generalmente, però, la pianta è caratterizzata da una abbondante fioritura che avviene in primavera e dura diversi giorni. In questo periodo, l'arbusto diventa una vera e propria esplosione di colore.

L'esposizione e il terreno di coltura

Sia che si coltivi in vaso, sia che la si coltivi in terra piena, l'azalea ha bisogno di cure attente. Primo tra tutti, il terreno. L'habitat perfetto, infatti, è costituito da un terreno dal pH acido, ovvero compreso tra 5.6 e 6. Se state coltivando l'azalea in terra piena, ricordatevi di concimare il vostro terreno con fertilizzante specifico per acidofile, facilmente reperibile in commercio nei negozi di giardinaggio e bricolage. Inoltre, assicuriamoci che il terreno scelto sia ben drenato, se non addirittura mescolato con sabbia o torba, per renderlo il più possibile soffice e fertile. La pianta, infatti, ha un impianto radicale molto delicato e fitto. Anche per questo, se ne consiglia la pacciamatura, per proteggere la pianta dagli sbalzi di temperatura, sia fredda, sia calda. Un altro fattore determinante, è la scelta dell'esposizione. L'arbusto infatti, mal sopporta i caldi torridi e le esposizioni alla luce diretta del sole. L'ideale sono le zone fortemente ombreggiate, dove le sia garantita la giusta frescura, o il giusto caldo, ma non l'esposizione diretta alle intemperie.

Annaffiatura e potatura

Si è già detto di quanto sia importante, per la crescita ottimale dell'azalea, avere un terreno ben drenato e fertile. L'arbusto, infatti, ha bisogno idealmente di un terreno sempre umido, ma non bagnato. Infatti, la corretta annaffiatura invernale permette e favorisce lo sviluppo e la crescita dei boccioli per la fioritura primaverile. Al contrario, l'eccesso di acqua, potrebbe portare le radici a marcire nell'acqua ristagnante. Ricordiamoci, quindi, di annaffiare la pianta con costanza e con l'abbondanza richiesta dalla stagione in cui ci troviamo: meno frequente d'inverno e più frequente, invece, nei periodi più caldi dell'anno. Dovremmo anche ricordarci di non annaffiare l'arbusto con l'acqua di rubinetto. Essendo un'acidofila, avrà bisogno di acqua povera di calcare come quella piovana. La potatura invece, è una pratica fondamentale. Andrebbe eseguita ad ogni fine fioritura per alleggerire la pianta dei rami meno rigogliosi e secchi. Un altro accorgimento molto importante, per non sfruttare eccessivamente la pianta e sprecare le sue energie, è quello di rimuovere dall'arbusto i fiori non appena iniziano ad appassire.

Le malattie della pianta

Nemici della pianta, non sono solo le condizioni climatiche e l'habitat. Ci sono alcuni parassiti che sarebbe bene tenere sott'occhio. I più comuni sono le muffe e i funghi, in particolare il Phytophthora, che si sviluppano lungo le radici della pianta quando il terreno non è ben drenato e ristagnante. Per combatterli, ed evitare la morte della pianta, è necessario l'intervento con un fungicida chimico. Ragnetti rossi, afidi e la più comune cocciniglia, invece, sono insetti molto piccoli ma potenzialmente dannosi per la pianta. Si tratta, infatti, di veri e propri parassiti che si nutrono della pianta, e della sua linfa vitale, indebolendola al punto da inibire i meccanismi di auto generazione. Anche in questo caso, esistono in commercio pesticidi chimici adatti a queste problematiche. Alcune malattie, invece, derivano dall'impoverimento di sali minerali o ferro, nel terreno. È questo il caso della cosiddetta clorosi ferrica, una vera e propria patologia, che vede il colore delle foglie della pianta scolorirsi improvvisamente. L'unico modo per risolvere questo problema, è assicurarsi una buona concimazione e un pH acido del terreno.

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Domande frequenti

  • Quale tipo di terreno e pH è ideale per l'azalea?
    L'azalea è una pianta acidofila che necessita assolutamente di un terreno con pH compreso tra 5.6 e 6.0. Il substrato deve essere ricco di materia organica, soffice e soprattutto ben drenato per evitare il ristagno idrico, letale per le sue radici delicate. In vaso si consiglia un mix di torba e terriccio specifico per acidofile; in piena terra, è possibile acidificare il suolo aggiungendo zolfo agrario o utilizzando fertilizzanti specifici per piante acidofile.
  • Come bisogna annaffiare correttamente l'azalea?
    Il terreno deve mantenersi costantemente umido ma mai fradicio o con acqua stagnante, poiché l'eccesso di umidità causa rapidamente il marciume radicale. È fondamentale utilizzare acqua piovana, demineralizzata o filtrata, evitando rigorosamente l'acqua di rubinetto ricca di calcare che altera il pH del suolo e provoca clorosi. Durante i periodi estivi caldi le annaffiature vanno aumentate di frequenza, mentre in inverno si riducono mantenendo comunque il substrato leggermente umido per favorire la formazione dei boccioli fiorali.
  • Quando e come si effettua la potatura dell'azalea?
    La potatura va eseguita immediatamente dopo la fine della fioritura, generalmente in tarda primavera o inizio estate. L'obiettivo è eliminare i fiori appassiti per impedire alla pianta di sprecare energie nella produzione di semi e tagliare i rami secchi, deboli o incrociati per mantenere la forma compatta e favorire la ventilazione. Non è necessaria una potatura drastica annuale; interventi leggeri e tempestivi sono sufficienti per rigenerare l'arbusto e stimolare una nuova fioritura vigorosa l'anno successivo.
  • Qual è la causa principale della clorosi ferrica nelle azalee?
    La clorosi ferrica è una patologia causata principalmente da un pH del terreno troppo elevato (alcalino o neutro), che impedisce alla pianta di assorbire il ferro presente nel suolo, nonostante esso possa essere presente in quantità sufficiente. Si manifesta con ingiallimento delle foglie mantenendo le venature verdi. Per prevenirla e curarla, è essenziale garantire un pH acido (sotto il 6.0) attraverso l'uso di chelati di ferro somministrati via fogliare o al suolo e l'applicazione regolare di fertilizzanti specifici per acidofile.
  • Quale esposizione luminosa preferisce l'azalea?
    L'azalea predilige posizioni in ombra chiara o mezz'ombra, protette dai raggi solari diretti delle ore più calde che possono bruciare foglie e fiori. Una posizione ideale è sotto chiome di alberi decidui che offrono riparo d'estate ma lasciano passare la luce d'inverno, oppure in zone riparate dai venti freddi e secchi. Evitare assolutamente l'esposizione diretta al sole meridionale, specialmente in vaso dove il calore delle pareti può surriscaldare le radici.

Scheda Tecnica

Rhododendron spp.

Nome scientificoRhododendron spp.
FamigliaEricaceae
Tipo di piantaArbusto nano
OrigineAsia, America settentrionale, Europa
EsposizioneOmbra parziale o mezz'ombra; evita il sole diretto e i venti forti
TerrenoAcido (pH 5.6-6.0), ricco di humus, ben drenato e soffice
IrrigazioneRegolare e costante; terreno sempre umido ma mai zuppo; usa acqua piovana o demineralizzata
FiorituraPrimavera (aprile-maggio); durata variabile
AltezzaFino a 90 cm circa
ConcimazioneFertilizzante specifico per acidofile, ricco di ferro e microelementi
PotaturaDopo la fioritura, eliminando fiori appassiti e rami secchi/deboli
MoltiplicazionePropaggine, talea o seme (la talea è il metodo più comune per le varietà coltivate)
Malattie e parassitiClorosi ferrica (carenza ferro/pH alto), marciume radicale (Phytophthora), ragnetto rosso, afidi, cocciniglia, muffe fogliari
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta; richiede attenzione specifica al pH del suolo e all'umidità

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