Berberis

Berberis

Il genere berberis conta centinaia di specie, diffuse un po’ in tutto il mondo, in zone con clima temperato, dall’Asia al nord America, dall’Europa alle zone fresche e montuose del sud America. Si tratta quindi di arbusti di vario tipo, a seconda delle specie; in genere di dimensioni contenute, non superano i 100-150 cm di altezza; il fogliame è spesso minuto, ovale, e molte specie sono a foglia caduca. Esistono ovviamente molti ibridi e cultivar, i più diffusi hanno fogliame di colore rosso, dal bordeaux scuro fino al rosso ciliegia, e sono di dimensioni decisamente piccole.

In primavera producono piccoli fiori giallo oro, molto vistosi, seguiti da piccole bacche, rosse o nere, commestibili; il sapore dei frutti è molto aspro, in quanto questi frutti contengono molta vitamina C; in molte zone d’Europa si producono liquori tradizionali, a base di bacche di berberis.

I fusti sono molto ramificati, e portano lunghe spine molto acuminate.

Queste piante vengono spesso utilizzate come siepi, anche difensive, in quanto con il tempo tendono a divenire molto spinose, creando una barriere impenetrabile.

Berberis

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Origini delle berberis

Il genere berberis è molto numeroso. Comprende più di 500 specie per lo più arbustive, anche se non mancano i piccoli alberi. Trovano la loro origine in vaste aree dell’Europa, del Nordafrica, dell’Asia Centrale e orientale e anche nel Nordamerica.

In Italia, allo stato spontaneo, se ne rinvengono due: il b. vulgaris e il b. aetenensis.

Fino alla metà dell’Ottocento erano considerate tra le migliori essenze per la creazione di siepi e bordure, o come esemplari isolati: erano tra le predilette dei giardini per la loro virtù di avere sempre qualcosa da offrire, in ogni periodo dell’anno. Sono di fatto molto interessanti le foglie, alle volte persistenti, i fiori e anche i frutti, eduli, che fanno la loro comparsa in autunno.

Il loro periodo di gloria si interruppe bruscamente quando si scoprì che erano uno dei principali vettori di diffusione della Puccinia graminea, un tipo di ruggine. Visti i gravi danni che portava alle colture cerealicole, in paesi come la Francia e la Germania, ne venne vietata la messa a dimora e, addirittura, fu imposto l’espianto degli esemplari presenti.

Dagli anni “20 del XX secolo questa emergenza si è però esaurita grazie anche all’introduzione di specie che non fungono da veicolo per quelle spore. Tornarono quindi a diffondersi, in nuove varietà e ibridi. Il berberis vive quindi oggi una seconda giovinezza, visto il suo fascino, la semplicità di coltivazione e i molteplici utilizzi cui si presta.


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Coltivare il Berberis

Berberis La coltivazione dei berberis è semplice. Si adattano facilmente a quasi tutti i suoli e sono anche tolleranti in fatto di clima. Il caldo è raramente un problema e il freddo non danneggia la pianta fino almeno a -20°C.

Sopporta molto bene le potature, il che lo rende ideale per la creazione di siepi formali di diverse dimensioni, anche con ottime doti difensive. Risultano soggetti adattissimi ai giardini urbani in quanto si sono dimostrati molto resistenti all’inquinamento.

Le varietà di piccole dimensioni trovano buone collocazioni anche nelle bordure miste, dove esaltano le fioriture circostanti, oppure impiegate come esemplari da vaso.

I Berberis più diffusi e coltivati sono il berberis vulgaris, pianta di origine europea, con fogliame ovale e bacche rosse, nota in Italia anche con il nome di Crespino; ed il Berberis thunbergii, e i molti ibridi da esso derivati, con fogliame di colore porpora, rosso, giallo, verde chiaro, carminio. Questa specie è invece di origine Asiatica, ha foglie piccole, decidue, e bacche rosse.

Entrambe le piante sono di facile reperimento in un qualsiasi vivaio ben fornito, anche se è molto più facile trovare esemplari di dimensioni minute.

Questi arbusti si utilizzano prevalentemente per formare siepi o bordure, anche se possono fare una bella figura anche se coltivati come esemplari singoli, o nel bordo misto, soprattutto per quanto riguarda le varietà con fogliame particolare.

Si collocano in posizione ben luminosa e soleggiata, con almeno alcune ore di sole ogni giorno; possono sopravvivere anche alla mezz’ombra, ma nel corso degli anni il colore del fogliame tende a deteriorarsi se la pianta non riceve la giusta insolazione, e ci troveremo con un berberis dai colori sempre più scuri e spenti.

Utilizziamo un buon terriccio universale, mescolato a poca sabbia o pietra pomice per aumentarne il drenaggio, e dello stallatico per arricchirlo. Poniamo a dimora il nostro berberi di preferenza in autunno, saremo così sicuri di godere appieno della fioritura, la primavera successiva.

IL BERBERIS IN BREVE
Nome Berberis spp, famiglia berberidaceae, più di 500 specie
Tipo di pianta Arbusto o alberello
Fogliame Persistente o semipersistente
Altezza Da 30 cm a 5 m
Manutenzione facile
Necessità idrica Medio-bassa
Crescita lenta
Rusticità Fino a 20°C
Esposizione Sole, mezz’ombra
Suolo Povero o sassoso, tollerante
Ph Da subacido a subalcalino
Propagazione Seme, talea, propaggine


Berberis giovane

barberis Le giovani piante, da poco a dimora o coltivate in vaso, necessitano di venire accudite anche per quanto riguarda le annaffiature; questi non amano eccessi di annaffiature, ma se da poco a dimora non sopportano al meglio siccità prolungata e clima arido. Sarà quindi necessario annaffiare, nella bella stagione, le giovani piante, in modo da evitare di lasciare il terreno completamente asciutto per lunghi periodi di tempo. Le piante a dimora da tempo tendono ad accontentarsi dell’acqua fornita dalle intemperie, anche se in estate possono necessitare di annaffiature sporadiche. Se rimangono senza acqua per periodi molto prolungati il fogliame tende ad afflosciarsi, sarà in questi casi necessario annaffiare abbondantemente, evitando comunque i ristagni, e senza lasciare la pianta con il terreno inzupparlo per giorni e giorni.