Evonimo

Piante da Giardino

Evonimo - Euonymus alatus

Arbusto di media grandezza, foglie colorate, adatto anche come siepe, l'evonimo è una pianta da prendere in considerazione per il proprio giardino

di Redazione

18 maggio 2018

Evonimo

L’evonimo (detto anche fusaggine) è uno degli arbusti più diffusi nei giardini: le specie a foglia persistente sono un classico per creare belle siepi. Quelle caduche vengono apprezzate per i bei frutti autunnali. Le varietà di evonimi sono circa 170, diffuse praticamente in tutti i continenti; possono essere arbusti, piccoli alberi, piante tappezzanti e rampicanti, sia caduche, sia sempreverdi. E. fortunei è un piccolo arbusto sempreverde con foglie ovali, di colore verde; esistono numerose cultivar con foglie di varie tonalità, anche variegate; viene molto usato nelle aiuole e come bordura o piccola siepe, a crescita compatta e abbastanza lenta. Euonymus europaeus ha foglie caduche, in autunno acquistano un colore rosso porpora; produce piccole bacche rosa, con semi arancioni, molto decorative. Euonymus japonicus ha foglie tondeggianti, spesse e cuoiose, piccolo arbusto a crescita compatta e vigorosa, esistono varietà con foglie variegate. Euonymus alatus è un arbusto di medie dimensioni, con foglie caduche, molto decorative in autunno. Gli evonimi producono in primavera piccoli fiori di colore verdastro o porpora, a cui fanno seguito piccole bacche scure o rosate. In autunno si potano gli arbusti eliminando i rami secchi o rovinati dalle intemperie, e si accorciano di circa un quarto i rami degli arbusti da siepe, in modo da mantenerli più compatti.

Esposizione

Queste piante possono svilupparsi senza problemi in qualsiasi posizione sia soleggiata, che ombreggiata; sicuramente però è consigliabile porli a dimora in pieno sole per ottenere il migliore sviluppo possibile. L' Euonymus alatus non teme il freddo e può sopportare anche il caldo delle estati più torride. In genere questi arbusti sono adatti nelle aiole cittadine o costiere, poichè, essendo una varietà piuttosto rustica e resistente, tollerano l'inquinamento e l'aria salmastra senza particolari problemi. Anche in questo sono tolleranti: crescono bene sia al sole sia a mezz’ombra. Chiaramente le varietà caduche preferiscono una posizione più fresca al Sud e quelle sempreverdi una più luminosa e calda al Nord (specialmente le cultivar variegate).

Descrizione, classificazione ed origini

Il genere Euonymus (che appartiene alla famiglia delle Celastraceae) comprende almeno 160 specie diffuse allo stato spontaneo in tutto il mondo, ma per lo più dell’Europa e dell’Asia Sudorientale. Fare una descrizione complessiva è difficile perché si tratta di un genere molto eterogeneo. Ne fanno parte arbusti e alberi che possono andare da appena 30 cm di altezza fino a 7 metri. Le foglie variano anche molto da specie a specie: ve ne sono di opposite e di alterne, di ovali, lanceolate e dentellate. Anche i colori presenti sono molteplici: verde chiaro, scuro, giallo o rosato. Un aspetto che li rende tutti interessanti è la produzione autunnale di frutti, di solito molto vivaci e dalla forma particolare. In ambito orticolo si usano prevalentemente cultivar ottenute dall’evonimo giapponese: hanno il vantaggio di essere molto tolleranti, di crescere lentamente e di necessitare di poca manutenzione.

L’EVONIMO IN BREVE
Nome comune  Evonimo, fusaggine
Famiglia e nome latino  Celastraceae, Euonymus (Europaeus, Japonicus, alatus, fortunei); più di 160 specie
Origini  Europa, Asia
Tipo di pianta  Albero o arbusto
Colore delle foglie  Verde, giallo, rosato
Fogliame  Caduco o persistente
Altezza  Da 30 cm a 7 metri
Coltivazione  facile
Irrigazioni  Da leggere a medie
Crescita  lenta
Esposizione  Sole-mezz’ombra
Terreno  Tollerante, meglio fresco e ricco, calcareo o argilloso
Temperatura minima  Alcune molto rustiche, altre -7°C
pH terreno  Neutro o subalcalino
Concimazione  Ammendante organico
Parassiti e malattie  Afidi, cocciniglia, oziorrinco, ragna del melo, crittogame
Propagazione  Seme, talea
Uso  Esemplare isolato, gruppi, siepi, topiaria, vaso

Annaffiature

Vi sono differenze importanti tra le varietà sempreverdi e quelle caduche. Le prime necessitano irrigazioni abbastanza frequenti solo nei primi anni dall’impianto cercando di mantenere l’area fresca, specie nei periodi caldi e siccitosi. In seguito diventeranno molto autonome. Al contrario la fusaggine a foglia caduca è più delicata sotto questo aspetto: in estate dovremo sempre monitorare il terreno per evitare che si asciughi completamente. L’attenzione dovrà essere maggiore se viviamo al Sud, sulle coste o se il nostro suolo è povero e trattiene poco l’acqua. In questo caso un valido aiuto ci può venire da una spessa pacciamatura a base vegetate. L' Euonymus alatus è uno dei diversi tipi di evonimo presenti in natura e anch'esso ha le stesse esigenze delle altre varietà. Da marzo a ottobre è opportuni annaffiare regolarmente almeno una volta alla settimana, soprattutto durante i periodi di prolungata siccità; nei mesi invernali non è necessario ma è utile annaffiare sporadicamente gli esemplari sempreverdi. In generale questi arbusti possono sopportare senza problemi la siccità, ma si sviluppano al meglio se annaffiati regolarmente, attendendo sempre che il terreno sia ben asciutto per evitare la possibile formazione di ristagni d'acqua che risulterebbero molto pericolosi per la salute delle vostre piante.

Terreno

Le piante di evonimo crescono senza problemi in qualsiasi tipo di terreno, anche povero e molto alcalino. Per uno sviluppo ottimale è bene porre a dimora la pianta in un terriccio costituito da argilla mescolata con una parte di terriccio di foglie ed una parte di sabbia o altro materiale incoerente. Questo mix aiuta a favorire il drenaggio del terreno, facilita la crescita delle radici e garantisce alla pianta tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno. La fusaggine è tollerante per quanto riguarda il substrato. Cresce discretamente in una grande varietà di terreni a condizione che non siano troppo secchi o troppo poveri. La crescita ideale si avrà in un suolo neutro o subalcalino, quindi calcareo o leggermente argilloso, e con una buona dotazione dei materia organica. Deve inoltre essere in grado di mantenersi sempre fresco, specialmente in estate, ma essere dotato anche di un buon drenaggio per evitare l’insorgere di problemi alle radici.

IL CALENDARIO DELL’EVONIMO
Messa a dimora  Autunno/primavera
Talea  Luglio-agosto
Potatura  Aprile-agosto (sempreverdi), marzo (caduci)
Concimazione  Autunno (stallatico), primavera (granulare per piante verdi
Protezione invernale  Da novembre a marzo
Fioritura  Primavera-autunno (a seconda delle specie
Fruttificazione  Autunno

Moltiplicazione

La moltiplicazione di questi arbisti in genere avviene per seme, in autunno, oppure per talea in agosto-settembre, utilizzando delle porzioni di ramo semilegnose da mettere a dimora in vaso per aumentare la possibilità di attecchimento. Entrambi si possono moltiplicare per seme o tramite talea. Chiaramente solo l’ultimo metodo permette di conservare le caratteristiche specifiche delle cultivar. La semina richiede stratificazione invernale di almeno 3 mesi: quando la prima radichetta sarà emessa potremo spostare in composta definitiva, in vasetti singoli. La talea richiede periodi diversi a seconda della specie. Per le caduche si procede con rami agostati, per le sempreverdi con rami semilignificati (a luglio): si pongono in una composta molto leggera mantenendo sempre umido e con temperature non troppo basse, anche inverno. In primavera potremo spostare in vasetti singoli.

Clima

Le esigenze climatiche sono molto differenti tra le varie tipologie. Le specie a foglia caduca, come l’E. europaeus, sono molto rustiche e crescono bene in tutto il Nord della nostra penisola e altrove, in collina o montagna. Evitiamo invece di inserirlo nelle regioni centro-meridionali e sulle coste in quanto patisce particolarmente il caldo. Al contrario le specie sempreverdi sono molto più tolleranti per quanto riguarda le alte temperature, ma non tutte sono perfettamente rustiche (per alcune è bene non scendere mai sotto i -6°C). In caso di incertezza predisponiamo prima dell’inverno una spessa pacciamatura e, se coltiviamo in vaso, avvolgiamolo con materiali coibentanti.

Nome Dimensioni e portamento Fogliame, fiori e frutti Clima Usi
VARIETÁ A FOGLIA PERSISTENTE
Euonymus fortunei 'Harlequin' Fino a 30 cm Verde con macchie crema Molto rustico Coprisuolo, bordure o vaso
Euonymus fortunei 'Emerald Gaiety' Fino a 50 cm, cespuglioso Verde acceso con margine bianco e rosa Molto rustico Coprisuolo, siepe bassa, vaso
Euonymus japonicus 'Pierrlolino' Fino a 30 cm, cespuglioso arrotondato Color crema con macchie verdi, foglie nuove bianche Fino a -5°C, poco sole Coprisuolo, siepe bassa, vaso
Euonymus japonicus 'Aureomarginatus' Fino a 1,5 m Verde acceso con margini dorati Molto rustico tollera terreni salmastri Siepe, grande vaso, esemplare isolato
Euonymus japonicus 'Aureovariegata' Fino a 1 m Verde acceso variegato oro Abbastanza rustico tollera terreni salmastri Siepe, grande vaso, esemplare isolato
Euonymus japonicus 'Verde' Fino a 3 m Molto denso, verde brillante, fiori bianchi e frutti rosa Molto rustico Siepe, esemplare isolato, gruppi
Euonymus japonicus 'Microphyllus' Fino a 1 metro Verde medio, foglie piccole Molto rustico Siepe, esemplare isolato, gruppi
Euonymus nanus var. turkestanicus Fino a1,20 m Verde scuro, fiori e frutti rossi Molto rustico Siepe, esemplare isolato, gruppi
VARIETÁ A FOGLIA CADUCA
Euonymus europaeus Fino a 3 metri Prima verdi, poi gialle e infine rosse. Frutti a forma di cappello di vescovo rosa-arancio Rusticissimo In gruppo, isolato, siepe
Euonymus europaeus 'Red Cascade' Fino a 3 metri Prima verde, poi rosso intenso. Frutti rossi Rusticissimo In gruppo, isolato, siepe
Euonymus alatus Fino a 2 metri (1 metro il “Compactus”) Prima verde, poi porpora e arancio. Frutti rossi. “Fire ball” con colori più intensi Rusticissimo, teme il caldo In gruppo, isolato, siepe

Quando trapiantare l’evonimo?

Il periodo migliore per l’impianto di arbusti e alberi è sempre l’autunno; potremo acquistare esemplari a radice nuda, più economici, che avranno tutta la stagione fredda per affrancarsi nella nuova collocazione. All’arrivo del bel tempo la ripresa vegetativa sarà senz’altro più precoce e vigorosa. Lavoriamo di preferenza da marzo in avanti solo se il nostro evonimo non è particolarmente rustico e viviamo in regioni dove gela frequentemente. In questo caso optiamo per piante con zolla di terra.

Come piantare l'evonimo?

Scaviamo una buca larga e profondo almeno 50 cm. Sul fondo creiamo uno strato drenante con della ghiaia o del lapillo vulcanico. In ogni caso, ma soprattutto se il terreno risultasse troppo povero, mescoliamolo con abbondante stallatico stagionato e, se ne disponiamo, un po’ di terra di campo argillosa. Copriamo e compattiamo bene; irrighiamo abbondantemente. Molto importante è lasciare sufficiente spazio per crescere alla pianta: un esemplare isolato richiede almeno 2 metri liberi in ogni direzione. Se vogliamo creare una siepe lasciamo tra un buco e l’altro da 80 a 150 cm a seconda delle dimensioni definitive che raggiungerà la specifica cultivar.

Composizione del vaso

Le cultivar di piccole dimensioni possono essere coltivate anche in contenitore come esemplari isolati o per creare delle barriere verdi su terrazzi o aree pavimentate. Scegliamo vasi profondi e larghi almeno 40 cm; sul fondo creiamo uno strato drenante con argilla espansa. La composta ideale si ottiene mescolando in parti uguali terra di campo, terriccio universale e sabbia grossolana.

Concimazione

L’apporto di nutrienti non è strettamente necessario, ma un arricchimento dell’area è sempre utile: permette di mantenere vitale e aerato il suolo. Il consiglio è quindi di spargere in autunno una buona dose di stallatico sfarinato al piede della pianta.

Potatura evonimo

Si sconsiglia la potatura di formazione per le varietà a foglia caduca: inseriamole sempre dove possano crescere liberamente e assumere la loro naturale forma. Se vogliamo che si riempia la parte bassa eseguiamo il primi anni tagli drastici. Utile è inoltre cimare regolarmente le branche laterale per ottenere una chioma fitta. Oltre a ciò si consiglia di potare ogni 5 anni eliminando circa 1/3 dei rami più vecchi e cercando di aprire il centro. I sempreverdi, disponendo del giusto spazio, possono anch’essi essere coltivati in forma libera. Si può però utilizzarli per creare delle siepi e nell’arte topiaria. Interveniamo in generale ad aprile e agosto, ma ogni periodo è giusto per mantenere la forma. Per ottenere velocemente un aspetto pieno è importante tagliare subito dopo l’impianto e essere molto assidui. Anche in questo caso ogni 5 anni si eseguirà una potatura di rinnovamento come quella descritta sopra.

Parassiti e malattie

La gran parte delle specie di evonimo tende ad essere massicciamente colpita dai parassiti, è quindi bene fare molta attenzione ed intervenire non appena si notassero i primi sintomi. Il nemico maggiore degli evonimi è la cocciniglia, che provoca danni anche molto gravi; queste piante possono venire colpite anche da tripidi, larve minatrici, acari e afidi. In linea generale le specie caduche sono più resistenti di quelle a foglia persistente. Possono venire colpiti da parassiti (come gli afidi), ma raramente deperiscono. Bisogna temere solo la “ragna del melo”, una farfallina le cui larve mangiano le foglie fino a denudare completamente l’albero. Corriamo ai ripari distribuendo Bacillus Thuringiensis. Gli evonimi persistenti vengono colpiti anche da cocciniglia, oziorrinco e da affezioni crittogamiche, da curare tutti con prodotti specifici.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare l'evonimo?
    Il momento ideale per la messa a dimora dell'evonimo è l'autunno, poiché permette alla pianta di stabilire le radici durante la stagione fredda e garantire una ripresa vegetativa vigorosa in primavera. È possibile anche piantarlo in primavera, specialmente per le varietà meno rustiche o nelle zone dove il gelo è frequente; in tal caso, si consiglia di scegliere esemplari con zolla di terra per facilitare l'attecchimento.
  • Come devo annaffiare l'Euonymus alatus?
    Dalla primavera all'autunno, innaffia regolarmente almeno una volta alla settimana, assicurandoti che il terreno non si secchi completamente ma evitando i ristagni idrici. In inverno, le annaffiature non sono necessarie per questa specie decidua, ma va fatta attenzione a non lasciare il substrato totalmente arido. Una buona pacciamatura aiuta a mantenere l'umidità e proteggere le radici.
  • Quando e come potare l'evonimo?
    Per l'Euonymus alatus, la potatura principale si effettua in marzo, eliminando i rami secchi, danneggiati o malati. Se coltivato come siepe, è consigliabile accorciare i rami di circa un quarto per mantenerlo compatto. Si sconsiglia la potatura drastica di formazione immediata; è meglio permettere alla pianta di sviluppare la sua forma naturale e intervenire con cimature leggere per infoltire la chioma.
  • Che tipo di terreno preferisce l'evonimo?
    L'evonimo è molto tollerante e cresce in vari tipi di suolo, purché non eccessivamente secchi o poveri. Per uno sviluppo ottimale, predilige un terreno fresco, ricco di sostanza organica, neutro o subalcalino (calcareo). Un mix di terra argillosa, terriccio di foglie e sabbia favorisce il drenaggio e nutre la pianta, prevenendo problemi radicali legati al ristagno d'acqua.
  • Quali parassiti colpiscono comunemente l'evonimo?
    Gli evonimi sono spesso bersaglio di cocciniglia, afidi, tripidi e oziorrinchi. Una minaccia specifica è la 'ragna del melo', una farfallina le cui larve defogliano la pianta; contro di essa è efficace il Bacillus thuringiensis. Le varietà a foglia persistente sono generalmente più sensibili rispetto a quelle decidue. Monitora regolarmente la pianta e interveni tempestivamente con prodotti specifici se noti segni di infestazione.

Scheda Tecnica

Euonymus alatus

Nome scientificoEuonymus alatus
FamigliaCelastraceae
Tipo di piantaArbusto deciduo
OrigineAsia
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoFresco, ricco, ben drenato, anche calcareo o argilloso
IrrigazioneRegolare da marzo a ottobre; moderata in inverno
FiorituraPrimavera (piccoli fiori verdastri)
AltezzaFino a 2 metri (1m per la varietà 'Compactus')
ConcimazioneStallatico sfarinato in autunno
PotaturaMarzo (rami secchi e accorciamento siepi)
MoltiplicazioneSeme (autunno) o talea (agosto-settembre)
Malattie e parassitiCocciniglia, afidi, ragna del melo, oziorrinco
Difficoltà di coltivazioneFacile

Potrebbe interessarti anche