Frutto alkekengi

Frutteto

Alkekengi

Avete mai assaggiato il frutto dell'alkekengi? Non sapete cosa sia? Forse conoscete l'alkekengi sotto il nome di pianta delle lanterne cinesi o ciliegino?

di Redazione

02 gennaio 2017

Irrigazione

L'alkekengi è una pianta originaria dell'Asia, ma è possibile vederla crescere spontaneamente nel nostro Paese dal Centro al Nord. Il suo frutto ha una forte concentrazione di vitamina C, ed è usato in erboristeria a scopo diuretico, depurativo e antireumatico. La coltivazione di questa pianta in Italia è molto agevole, non si dovrebbero incontrare grossi problemi. L'alkekengi ha bisogno di un'innaffiatura moderata ma costante, soprattutto durante i mesi estivi. All'incirca è necessario irrigarlo due o tre volte la settimana. È perfetta anche l'acqua piovana. Il terreno ideale per la sua coltivazione è calcareo e ben drenato. Infatti il ristagno idrico danneggia la pianta, per questo sarà necessario lavorare bene il terreno in cui la si coltiverà. Si consiglia di innaffiarla di sera, con l'acqua piovana raccolta durante il giorno.

Coltivazione

L'alkekengi può essere coltivato ovunque. Predilige un luogo ben illuminato ma non esposto direttamente ai raggi solari, protetto anche dal vento. La pianta si riproduce abbastanza facilmente per seme, come tutte le specie appartenenti alla famiglia delle Solanacae. Si semina in primavera, prestando attenzione che la temperatura non scenda sotto i 15°C. La moltiplicazione dell'alkekengi può avvenire anche per divisione dei cespi o rizomi: quando la pianta è abbastanza grande, la si divide e si mette a dimora. I frutti invece si raccoglieranno verso la fine dell'estate. Si troveranno avvolti in un involucro di foglie a forma di lanterne cinesi, da cui l'altro termine con cui viene indicata la pianta. Al loro interno si troverà l'alkekengio, bacca arancio - rossa dal sapore acidulo, che spesso viene mangiata con il cioccolato fuso, o utilizzata per preparare squisite marmellate.

Concimazione

È molto utile per la crescita dell'alkekengi effettuare una concimazione di fondo del terreno in cui si trova con del concime organico. Si concimerà successivamente durante il periodo primaverile - se la pianta è coltivata in vaso - con prodotti ricchi di potassio diluiti nell'acqua delle innaffiature, per stimolare la crescita dei fiori. Invece, se la pianta è coltivata per terra, la concimazione avviene ogni due anni, utilizzando un prodotto organico da applicare come pacciamatura sul terreno. Altrimenti è anche possibile utilizzare dello stallatico di cavallo e pollina. L'alkekengi è una pianta rustica, non ha bisogno di molti accorgimenti, tuttavia ha un'elevata propagazione, tende cioè a spargersi per tutto il terreno. Per questa ragione sarà necessario verificarne la crescita costantemente e pulire l'orto per evitare che l'alkekengi si propaghi caoticamente.

Le malattie

L'alkekengi è una pianta abbastanza resistente, che soffre perlopiù l'abbondanza d'acqua. Infatti l'eccessiva innaffiatura può provocare il marciume delle radici, per questo è opportuno effettuare un controllato e regolare dosaggio dell'acqua. Per quanto riguarda invece gli attacchi animali, l'alkekengi può essere attaccato dall'altica, detta anche pulce che è un coleottero di piccole dimensioni, che provoca l'erosione delle foglie. Un altro coleottero che attacca l'alkekengi è la Leptinotarsa juncta, detta falsa dorifora, che si trova principalmente negli Stati Uniti d'America. Diffusi sono anche gli attacchi degli afidi, del ragnetto rosso, e di limacce che mangiano le foglie. Una malattia fungina che può svilupparsi in particolari condizioni di caldo umido è la peronospora. Per evitare che si manifesti è necessario spruzzare le foglie con prodotti a base di rame.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come si coltiva l'alkekengi e dove posizionarlo?
    L'alkekengi è una pianta rustica e facile da coltivare, adatta a giardini e orti dal centro-nord Italia. Predilige posizioni illuminate ma non sotto il sole diretto, meglio se riparate dai venti forti. Il substrato deve essere calcereo e soprattutto ben drenato, poiché la pianta teme fortemente il ristagno idrico che causa marciumi radicali. Può essere messa a dimora in piena terra o in vaso, richiedendo solo cure minime grazie alla sua natura robusta.
  • Quando e come raccogliere i frutti dell'alkekengi?
    La raccolta avviene verso la fine dell'estate. I frutti sono riconoscibili perché racchiusi in un involucro fogliare color arancione acceso, simile a lanterne cinesi. All'interno si trova la bacca, di colore arancio-rosso, dal sapore acidulo. Una volta estratta dalla calice, la bacca può essere consumata fresca, spesso abbinata al cioccolato fuso, oppure impiegata in cucina per preparare marmellate gustose e conservare il raccolto.
  • Quali sono le esigenze idriche e di concimazione?
    L'irrigazione deve essere moderata ma costante, specialmente in estate, con 2-3 interventi settimanali. È consigliabile usare acqua piovana raccolta di giorno e somministrarla la sera per ridurre l'evaporazione. Per la concimazione, in primavera si possono usare fertilizzanti ricchi di potassio (se in vaso) per favorire i fiori. In piena terra, ogni due anni è sufficiente apportare concime organico o pacciamare con stallatico di cavallo e pollina.
  • Come si moltiplica l'alkekengi?
    La riproduzione può avvenire per seme o per divisione dei cespi. La semina va effettuata in primavera, assicurandosi che la temperatura superi i 15°C. In alternativa, quando la pianta è già sviluppata, si può procedere con la divisione dei rizomi o dei cespi, separando le porzioni vegetative e mettendole a dimora. Questo metodo garantisce piante già consolidate e pronte a vegetare rapidamente nella nuova posizione.
  • Quali parassiti e malattie colpiscono l'alkekengi?
    Pur essendo resistente, l'alkekegi può subire attacchi di insetti come altica, afidi, ragnetto rosso, limacce e la falsa dorifora. Inoltre, l'eccesso di acqua favorisce il marciume radicale, mentre il caldo umido può causare la peronospora. Per prevenire quest'ultima, è utile trattare le foglie con prodotti rameici. Controllare regolarmente la vegetazione e mantenere il terreno aerato aiuta a contenere questi problemi fitosanitari.

Scheda Tecnica

Physalis alkekengi

Nome scientificoPhysalis alkekengi
FamigliaSolanaceae
Tipo di piantaPerenne erbacea
OrigineAsia (spontanea nel Centro-Nord Italia)
EsposizioneLuce diffusa, parzialmente ombreggiata, protetta dal vento
TerrenoCalcereo, ben drenato, fertile
IrrigazioneModerata e costante, 2-3 volte/settimana in estate, preferibilmente acqua piovana serale
FiorituraEstate (estiva)
ConcimazioneOrganica di fondo; in primavera potassio per vasi; ogni due anni pacciamatura/stallatico per terra
PotaturaControllare la propagazione caotica; pulizia ortiva per limitare la diffusione
MoltiplicazioneSemina in primavera (>15°C); divisione dei cespi o rizomi quando la pianta è adulta
Malattie e parassitiMarciume radicale (da eccesso acqua), altica, falsa dorifora (Leptinotarsa juncta), afidi, ragnetto rosso, limacce, peronospora
Difficoltà di coltivazioneBassa (facile da coltivare)