Pesco nano

Quando, come e quanto annaffiare

Il pesco nano, così come altre varietà nane degli alberi da frutto consentono anche a chi non ha un orto o un giardino di coltivare bei frutti anche in vaso o in spazi ristretti. Di dimensioni ridotte queste varietà, se vengono fornite le adeguate cure, forniscono infatti frutti delle stesse dimensioni dei gemelli di dimensioni normali. Innanzi tutto le giuste dosi di acqua, nei momenti più opportuni. Il pesco nano va annaffiato accuratamente e a fondo dopo l'interramento, sia all'aperto che in vaso. Durante l'inverno l'irrigazione può essere ridotta a una volta al mese e una volta a settimana durante il resto dell'anno. Il terreno in cui l'alberello viene piantato può fare la differenza rispetto alle quantità di acqua da somministrare: più è sabbioso e più frequenti dovranno essere le innaffiature in estate, fino ad arrivare a dare l'acqua ogni due o tre giorni nei periodi e nelle zone più calde. Se invece il terreno è pesante si può annaffiare anche ogni due settimane nelle zone più fresche e ventilate anche d'estate. In generale con queste piante la regola dell'acqua poco e spesso non vale. Meglio annaffiare di rado ma in profondità.
Pesco nano vaso

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Come prendersi cura del pesco nano

Pesco nano fiore All'aperto il pesco nano può essere piantato anche in inverno o all'inizio della primavera, questo permetterà alle radici di adattarsi al nuovo letto prima che ricominci la crescita. Il sito scelto dovrà avere un buon drenaggio con un ph del suolo leggermente acido. Anche le piante in vaso necessitano di un buon drenaggio e di un contenitore sufficientemente grande, in modo che le radici possano crescere in modo agevole e avere a disposizione abbastanza spazio. Il terreno scelto deve essere sempre di alta qualità, anche sabbioso ma mai argilloso e la zolla deve restare sotto al bordo del vaso per almeno 5 cm, in modo da poter sistemare la pacciamatura. Le potature dei rami sono molto importanti, servono a migliorare la circolazione dell'aria. Potature pesanti vanno effettuate in inverno, mentre la pianta è ancora in riposo vegetativo e non ha prodotto le gemme, mentre, i rami secchi o rotti possono essere rimossi in qualsiasi periodo dell'anno. Il pesco nano può essere riprodotto per talea, tagliando porzioni di rami giovani prima che spuntino le foglie. Ovviamente prima che la nuova pianta giunga a produzione dovranno passare 3 o 4 anni.

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Come concimare il pesco nano?

Ramo frutti Prima di piantare il pesco nano è opportuno tenere le radici in acqua per 24 ore, tagliare le parti rovinate o deformate e interrarlo a radice libera. Il suolo dovrà essere leggermente ricco, ciò contribuirà a un buon drenaggio, e alla buca che l'ospiterà si potrà aggiungere una leggera quantità di fosforo in polvere. Sia in piena terra che in vaso l'alberello non avrà bisogno di fertilizzanti per tutto il primo anno, a condizione che il terreno sia di ottima qualità. Durante la primavera successiva e in autunno per il pesco nano in giardino si può utilizzare un fertilizzante trivalente, contenente cioè i macroelementi essenziali, Fosforo, Azoto e Potassio, in percentuali uguali. Si può ad esempio utilizzare un titolo 10-10-10. Per quello in vaso si può concimare un po' più spesso, ma, durante l'estate occorre utilizzare un prodotto con una quantità di azoto inferiore. Lo strato di pacciame organico oltre a contribuire a mantenere umido il terreno intorno all'albero gli darà la spinta per la crescita. Molto importante: il pacciame deve essere disposto attorno al tronco ma senza toccarlo.


Pesco nano: Esposizione, malattie e rimedi possibili

Malattia pesco foglia Qual è il posto migliore per far crescere il pesco nano? Sicuramente al sole e in piena luce almeno per sei ore al giorno. Il pesco inoltre ama il caldo, quindi collocarlo in giardino vicino ad un muro caldo, cioè una parete esposta a sud dove potrà godere del calore riflesso. Questo sicuramente produrrà un grande apprezzamento, ridurrà il rischio gelatura e si tradurrà in belle fioriture. Se intorno agli alberi coltivati in giardino crescono erbe infestanti, queste vanno eliminate mentre un pesticida delicato eviterà che insetti e malattie lo danneggino. Per tenere a bada i roditori che infieriscono sul tronco si può avvolgere questa parte con fettucce di stoffa. Infine, uno spray alla calce di zolfo eviterà all'alberello la patologia più comune: il ricciolo delle foglie del pesco. Causata dal fungo Taphrina deformante colpisce le foglie del pesco e ne provoca la morte ma, cosa ancora più importante, espone l'albero defogliato all'attacco di altri parassiti. Un funghicida e frequenti potature aiutano a mantenere l'albero sano e produttivo.


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