Malattie batteriche drupacee

Malattie batteriche drupacee: l'albicocco

La malattia batterica più comune dell'Albicocco è il "deperimento", repentino o cronico. In Italia, questa sindrome colpisce normalmente gli impianti situati in Emilia Romagna e Piemonte e la sua partenogenesi è riferibile ad alcuni agenti patogeni specifici, come lo Pseudo-monas syringae e il viridiflava. Per evitare questo tipo di problematica assai frequente è indispensabile preservare le piante dai forti freddi invernali e dalle gelate, evitando di innestare l’Albicocco in terreni troppo pesanti. Un ruolo importante è rivestito inoltre dalle operazioni di potatura che andrebbero eseguite sempre in tarda estate in modo da rendere meno agevole la penetrazione dei batteri nelle fessure del tronco. Tra le patologie di tipo batterico che interessano l'Albicocco, rientra anche la così detta "scabbia dei frutti" che interessa anche altre Drupacee.
Deperimento repentino dell'albicocco

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malattie batteriche delle drupacee: il pesco

Maculatura batterica del pesco L'agente patogeno più pericoloso per il Pesco è senza dubbio lo Xanthomonas arboricola, responsabile della maculatura batterica. Questa malattia batterica è molto diffusa in gran parte d’Italia, sebbene nelle zone meridionali si manifesti con meno frequenza grazie al clima mite che ne contrasta la virulenza. Tra le cause scatenanti della "maculatura batterica" vi sono: un eccessivo uso di azoto e potassio nella concimazione delle piante, uno scorretto metodo d’irrigazione e una densità troppo elevata d’impianti nel medesimo terreno. Per prevenire l’insorgere di questa fastidiosa malattia batterica delle drupacee è importante trattare le piante con dei prodotti a base di rame perché questa sostanza riduce notevolmente il rischio di penetrazione del batterio all’interno delle foglie. Essenziale, inoltre, è la disinfezione degli attrezzi utilizzati per gli interventi di potatura.

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Il susino

Xanthomonas arboricola nel susino Tra le malattie batteriche delle drupacee che interessano il Susino quella più diffusa, è indubbiamente la Xanthomonas arboricola. A differenza di ciò che accade nel Pesco, nel Susino spesso si riscontrano dei danni al tronco e alle branche, dove si originano avvizzimenti e cancri. La maculatura batterica colpisce diverse regioni della pianta infettando rametti, frutta e foglie. In questo caso, il fogliame assume delle caratteristiche formazioni tondeggianti di colore rossastro e contornate da un alone giallo che, in un secondo momento, formano dei buchi. La malattia danneggia soprattutto le piante giovani, compromettendone lo sviluppo: le foglie iniziano a cadere e i rami si disseccano repentinamente. Per evitare questo tipo di problemi, è importane rimuovere attentamente i rami infetti che devono essere subito bruciati.


Il ciliegio

Gommosi batterica del ciliegio La pianta di Ciliegio è abbastanza resistente alle malattie batteriche, ma quelle più comuni sono causate da una potatura scorretta che permette ai batteri di colonizzare la pianta. Questo porta al disseccamento dei rami e alla formazione di cancri al tronco e alle branche. Il sintomo principale è una cospicua emissione di sostanza gommosa che può indurre la pianta alla morte. Dapprima le foglie si arricciano e in seguito ingialliscono e cadono precocemente. La "gommosi del ciliegio" o "Corineo", è una patologia batterica indotta non solo da una scorretta potatura ma anche da un terreno con pH non adeguato, da repentini stress idrici, dalla mancanza o dall’eccesso di sostanze nutritive. In presenza di gommosi, un buon rimedio, da eseguire sempre prima della fioritura, è quello di passare del solfato di rame sulle spaccature nella corteccia, ripetendo l’operazione regolarmente e soprattutto dopo ogni pioggia.



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