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Cura delle orchidee

Aggiornato il 10 maggio 20164 capitoli5 domande frequenti
Esempi di orchidee variopinte

Cura orchidee in casa: la scelta

Il primo passo per imparare bene a prendersi cura delle orchidee in casa è capire qual è il genere migliore da scegliere. La grandissima famiglia delle orchidacee comprende quasi 30.000 specie diverse, solo poche però sono facili da coltivare in casa. Tra queste le più comuni sono le epifite: sono di origine tropicale e hanno lunghe radici aeree che assorbono l'umidità e il nutrimento dall'aria, rendendo più semplici le attenzioni da dedicare. Nei garden center i generi più diffusi di questa categoria sono le orchidee Phalaenopsis, caratterizzate dalle lunghe fioriture, da alti steli carichi di petali colorati e da corolle variopinte che ricordano le farfalle tropicali; e le orchidee Cymbidium, assai vistose e ornamentali perchè hanno le foglie strette e i petali di diversi colori tigrati o puntinati.

Cura orchidee in casa: l'habitat

Queste piante normalmente vivono sugli alberi, con le radici affondate nei rimasugli vegetali che si ammucchiano all'incrocio dei rami. Il secondo passo per imparare come curare in maniera impeccabile le orchidee è quello di ricreare un terriccio molto areato. Per fare ciò è necessario mischiare in un vasetto, che deve essere piuttosto piccolo rispetto all'altezza della pianta stessa, questi quattro elementi: una torba grossolana, una parte di terriccio fertile, pezzi di corteccia essiccata ed infine una componente non organica (come ad esempio pezzetti di polistirolo). Essendo un terriccio bellissimo da ammirare si consiglia di utilizzare un vaso trasparente. Questa operazione sarà sicuramente da ripetere al momento del rinvaso, da fare quando le radici usciranno dal contenitore o ogni paio d'anni.

Come curare le orchidee in casa: l'irrigazione

Come e per quante volte dobbiamo annaffiare le nostre orchidee? Queste bellissime piante hanno bisogno di molta umidità ma le radici non tollerano i ristagni idrici. Il substrato va quindi irrigato nel momento in cui, ficcando un dito all'interno, si sente che è asciutto, eliminando però dopo una mezz'oretta l'acqua stagnante nel sottovaso. Fondamentale è anche il rapporto tra la temperatura della casa e l'umidità: più la temperatura sarà alta maggiore dovrà essere l'umidità, e viceversa. Un piccolo trucco per favorire il giusto grado di umidità consiste nell'adagiare alla base del vaso uno strato di argilla espansa, da bagnare regolarmente. In primavera e in estate possono richiedere acqua tutti i giorni, anche due volte al giorno. In inverno invece sarà sufficiente annaffiarle ogni 10 o 15 giorni.

Come curare le orchidee: esposizione e luminosità

Qual è il luogo migliore dove posizionare le nostre orchidee in casa? Le orchidee richiedono molta luce ma non devono mai essere esposte direttamente ai raggi solari. Il consiglio è di posizionarle sui davanzali o vicino alle finestre coperte da tendine sottili, chiare e quasi trasparenti. Così facendo si scongiureranno anche le terribili fisiopatie provocate da eccessi o difetti di luce solare, o da bruschi e repentini cambi di temperatura. A tal proposito è necessario anche evitare di posizionarle vicino a caloriferi accesi. Sono da scongiurare anche le correnti d'aria, capaci di interrompere la fioritura e far cadere i boccioli. In primavera e in estate non è sconsigliato traslocarle in terrazzo. Le indicazioni su come curare le orchidee all'aperto sono più o meno le medesime: postazioni luminose, ombreggiate e arieggiate.

Domande frequenti

  • Quanto spesso devo annaffiare le mie orchidee?
    L'irrigazione dipende dalla stagione e dall'umidità ambientale. In primavera ed estate, quando le temperature sono più alte, potresti dover annaffiare quotidianamente, talvolta due volte al giorno, per mantenere l'umidità richiesta. In inverno, riduci drasticamente le annaffiature a una volta ogni 10-15 giorni. La regola d'oro è inserire un dito nel substrato: annaffia solo quando senti che è asciutto. È fondamentale eliminare sempre l'acqua in eccesso dal sottovaso dopo circa 30 minuti per prevenire marciumi radicali causati dai ristagni idrici.
  • Dove devo posizionare le orchidee in casa per la massima luminosità?
    Le orchidee necessitano di molta luce ma non tollerano i raggi solari diretti, che potrebbero bruciare le foglie. Posizionale idealmente sui davanzali o vicino alle finestre, proteggendole con tende sottili, chiare e quasi trasparenti che filtrino la luce intensa. Questo evita fisiopatie da eccesso o carenza di luce. Evita assolutamente di metterle vicino a termosifoni accesi o in zone soggette a correnti d'aria fredde, poiché questi fattori possono interrompere la fioritura e far cadere i boccioli prima dell'apertura.
  • Come posso aumentare l'umidità intorno alle orchidee?
    Un metodo efficace e semplice consiste nel creare un microclima umido alla base del vaso. Adagia uno strato di argilla espansa nel sottovaso e tienila costantemente umida, facendo attenzione che il fondo del vaso non tocchi direttamente l'acqua per evitare il marciume. Più la temperatura ambiente è elevata, maggiore dovrà essere l'umidità circostante per compensare l'evaporazione. Monitora sempre l'equilibrio tra calore e umidità per garantire il benessere della pianta, specialmente durante i mesi invernali quando i riscaldamenti seccano l'aria.
  • Che tipo di terreno o substrato è meglio usare per le orchidee?
    Non utilizzare terriccio comune, poiché le orchidee epifite hanno radici che respirano e crescono in ambienti molto areati. Devi ricreare un substrato specifico mescolando torba grossolana, una parte di terriccio fertile, pezzi di corteccia essiccata e un componente inorganico come pezzetti di polistirolo. Questo mix garantisce il drenaggio perfetto e l'aerazione radicale tipica degli habitat naturali sulle cortecce degli alberi. Si consiglia inoltre di usare vasi trasparenti per apprezzare il substrato e monitorare lo stato delle radici.
  • Quando e come devo rinvasare le orchidee?
    Il rinvaso è necessario quando le radici iniziano a fuoriuscire dal contenitore attuale o, indicativamente, ogni due anni. Prima di procedere, prepara il nuovo substrato areato descritto precedentemente. Scegli un vaso leggermente più grande ma non eccessivo, preferibilmente trasparente per permettere la fotosintesi delle radici e l'estetica del substrato. Inserisci delicatamente la pianta, riempiendo gli spazi vuoti con il nuovo mix senza compattarlo troppo, per preservare l'ossigenazione necessaria alle radici. Dopo il rinvaso, attendi qualche giorno prima di annaffiare abbondantemente per permettere alle eventuali ferite radicali di guarire.

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